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MA QUALE CULTURA…?                                                                         Pub. 11/04/10

 

Nel 2002 è stata costituita la Fondazione “UN PAESE” alla quale sono state, di fatto, demandate tutte le iniziative culturali esautorando così l’assessorato di riferimento.

Questa privatizzazione, finanziata con denaro pubblico, ha prodotto un’attività culturale solo apparente per la modica somma di oltre un milione di euro.

Nel corso degli anni, non solo non si è prodotto nulla di significativo, ma si è operato per liquidare l’esistente.

La preoccupazione dei gestori del potere locale non è mai stata quella di elevare il livello culturale delle popolazione, ma bensì quella di mettersi dei fiori all’occhiello da esibire per reperire consenso.

L’esempio più eclatante è stata la costosissima manifestazione “UGUALI E DIVERSI” che, se sulla carta, si poneva l’obiettivo di favorire l’incontro tra le persone di diverse nazionalità, nei fatti si è risolta in un clamoroso FLOP perché non concordata con la comunità dei nuovi cittadini e da questa disertata.

I dotti insegnamenti dei relatori intervenuti non sono stati colti nemmeno dagli organizzatori che poi hanno continuato nella loro politica di elusione del problema immigrazione.

Non hanno diritto di cittadinanza, nel nostro Comune, le iniziative pur pregevoli che non portino il marchio del PD locale.

L’insipienza e la chiusura mentale di chi non capisce che la cultura deve essere libera e non assoggettata a logiche di partito ha determinato la fine della rappresentazione di “INVITO A CORTE”.

Nel resto del mondo, non piagato dal pregiudizio e dalle miopie locali, tale manifestazione ha trovato le entusiastiche accoglienze che meritava.

A Luzzara, dove era nata, siamo rimasti defraudati di tanta creatività.

Non è scampato a questa logica nemmeno il primo martire luzzarese dello squadrismo fascista Riccardo Siliprandi alla memoria del quale, in accordo con l’ANPI reggiano, gli anarchici volevano dedicare (a loro spese) una lapide in marmo pregiato recante la poesia di Zavattini a lui dedicata.

Nulla ci fa pensare che potrà esserci un’inversione di tendenza poiché NESSUN SVILUPPO CULTURALE SARA’ POSSIBILE FINO A QUANDO CONTINUERA’ L’EGEMONIA DELLA GRETTITUDINE.

 

 

                                                                                                                  Circolo di Rifondazione Comunista