Home         
 

                                                                                                                                                           pub. 16/04/10

A fine mandato, il sindaco ha diritto al TFR, volgarmente chiamato licenziamento?

 

Personalmente, non ho mai avuto modo di leggere e nemmeno so se esiste una normativa che definisca il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) per i sindaci, nemmeno nel bilancio che verrà votato a fine mese ho notato tale uscita. Forse, ogni sindaco provvederà in proprio, tramite accantonamenti durante il proprio mandato. Teniamo per buona la dichiarazione fatta da Costa nel suo video, il sindaco percepisce uno stipendio di 1.200 € mensili.  Penso che sia ingiusto che un sindaco che ha amministrato per 10 anni (investendo i suoi e i nostri migliori anni), debba rinunciare al TFR, forse anche alle ferie e alla tredicesima. Ora capisco perché tutti la presentano come una missione. Con simili introiti non ci si possono certo permettere molte cene a base di pesce e, di conseguenza, viene poi a mancare il fosforo che porta limiti  alla facoltà di ricordare. Limiti che, per un dirigente, rappresentano un handicap, ma diventano carenze disastrose se viste dalla parte dei cittadini,  ancor peggio se unite all’alleato più classico degli amministratori (il tempo che passa). Di conseguenza, restano solo vicende che si sovrappongono, documentazioni parziali e non sempre chiare che rendono complesse le ricostruzioni. Una situazione tipo, potrebbe ad esempio essere quella in occasione del consiglio Comunale del 16 Febbraio 2005 (io ero presente come consigliere), con la discussione sulla adozione della variante generale del piano delle attività estrattive, dopo che l’allora consigliere Fabio Bovi espresse vari dubbi sul progetto, vi furono vari interventi  tra i quali il Dott. Roberto Farioli Geologo, l’Arc. Marco Denti, il geom. Corradini responsabile del servizio urbanistica e ambiente, tutti interventi mirati a tranquillizzare sulle preoccupazioni dei consiglieri.

In quella occasione si disse che i costi di sistemazione dell’area sarebbero stati a completo onere della società autorizzata ad effettuare gli scavi e che la stessa avrebbe provveduto anche a realizzare un pista ciclo-pedonale sulla sommità dell’argine, che quella sarebbe stata una oasi naturalistica, ecc.

Unitamente al P.A.E. (Piano Comunale delle Attività Estrattive), è stato presentato anche il Piano di Coordinamento Attuativo (P.C.A.), tale piano è stato imposto dalla Provincia di Reggio Emilia dopo avere rilevato criticità già riportate nella relazione alla Provincia sulle osservazioni alla variante il 23/01/2004 e a seguito delle osservazioni contenute nel parere espresso dalla Commissione Tecnica Infraregionale per le Attività Estrattive, nella seduta del 20 Giugno 2005

Con Delibera 50 del 28/11/2005 viene approvata la variante al P.A.E. che contiene l’adeguamento alle precedenti osservazioni, segue un lungo elenco di elaborati allegati che però non vengono allegati, nessuno li vedrà mai più, sappiamo, in quanto ormai ampiamente documentato che nel nostro comune i “fogli” vanno, vengono, si aggiungono, si tolgono, si aggiornano, ecc.

Va ricordato che nell’Aprile 2005 il nostro comune ha votato (secondo mandato Donelli) e, molti dei consiglieri di allora, ormai non sono più presenti (come Bovi e Nosari) e quindi si perde anche la memoria storica.

Delle antiche promesse rimane solo una generica e vaga documentazione.

Nella Deliberazione di Giunta numero 51 del 19/04/2006, rimane scritto soltanto che “….l’esercente l’attività estrattiva delle Sottozone A e B si impegnano ……. Alla realizzazione di sentieri in terra battuta e percorsi ciclo-pedonali secondo le indicazioni, modalità e caratteristiche contenute nel P.C.A.. Per garantire l’attuazione di tali interventi, i PCS delle Sottozone A e B dovranno contenere una quantificazione di tali opere, che verranno ricomprese nelle fideiussioni da stipulare con il Comune.

La tempistica per la realizzazione dei  percorsi ciclo-pedonali interni ed esterni all’area di cava verrà specificata nella convenzione allegata ai PCS delle Sottozone A e B.

Nell’accordo tra il Comune di Luzzara e gli esercenti l’attività estrattiva (REP. 6826 del 08/05/2006), vistato dall’attuale Segretario Comunale Dott. Bova, si perdono definitivamente i riferimenti alla pista ciclabile sull’argine e compare solo una generica indicazione a percorsi ciclo-pedonali.

 

Per capire quanto delle promesse iniziali si è perso nei documenti, è necessario ritornare al Progetto Generale redatto dallo studio Binini e Architetti Associati e vistato con protocollo 43 in data 25 Febbraio 2005 dal Dipartimento di Prevenzione (Distretto di Guastalla) per la Commissione nuovi insediamenti produttivi.

Nel progetto di Binini, a pagina 8 a titolo 1) sistema dei percorsi di accesso e fruizione, si legge:

“La strada avrà una ampiezza di 5m e sarà realizzata con un sottofondo anticapillare di sabbia steso sul fondo dello scavo, uno strato compattato di misto stabilizzato sul quale verrà posta la finitura a pietrischetto (3-6mm).

La stessa soluzione sarà estesa all’area destinata a parcheggio mentre, per quanto concerne il sistema dei percorsi interno all’area e quelli in sommità agli argini, si prevede il solo strato di misto stabilizzato compattato e rifinito superiormente dallo stesso strato di pietrischetto. I tracciati ciclopedonali interni e quelli in sommità agli argini avranno una ampiezza di circa 2m.”

Ricordo a tutti che in data 15/10/2008, l’Amministrazione comunale approvò la “convenzione con la ditta CCPL Inerti S.P.A. per anticipo quota parte proventi attività estrattive”, per un importo presumibile pari a € 692.570,59, in pratica la CCPL anticipa 350.000 € sugli scavi di sabbia, senza interessi o clausola alcuna, del resto la CCPL è anche tra gli sponsor della Fondazione un Paese e del Luzzara calcio ed evidentemente è molto sensibile alle esigenze territoriali.

Arriviamo alla Deliberazione di Consiglio Comunale numero 43 del 30/09/2009 nella quale i Consiglieri imparano che esattamente da un anno, con nota protocollata 11139, la CCPL segnalava che la sabbia estratta non era buona per il mercato.

Una ennesima carenza di fosforo ha impedito di ricordare l’esistenza di questi documenti e di conseguenza si è continuato a scavare  la sabbia per un intero anno, senza rendersi conto che non era buona e probabilmente è stata rimandata sul fondo, con i camion che giravano avanti indietro inutilmente. Sono certo, è andata così. Per compensare la mancanza di estrazione di sabbia il consiglio comunale decise poi di ampliare l’area degli scavi.

A questo punto però dobbiamo ammettere che la memoria diventa un problema serio, se nessuno, proprio nessuno, si ricorda degli impegni presi nel 2005 e si progetta una nuova pista ciclabile sull’argine maestro, Delibera 112 del 21 Ottobre 2009   per un costo di 465.831,76 euro quindi un nuovo esborso per le casse comunali.

E’ legittimo a questo punto chiedersi:

  • I precedenti accordi si intendono pertanto annullati, oppure le aziende interessate alle escavazioni hanno in qualche modo già saldato i loro impegni?

  • Se sì, in che forma e per quale entità?

  • In questa ipotesi, dove sarebbero le tracce di tali transazioni?

  • Se fosse rimasta la memoria, invece dei nuovi costi, non sarebbe stato meglio “far saltar fuori” un dignitoso licenziamento per il sindaco Donelli, invece che ha dovuto rimanere a guardare? Almeno avremmo risparmiato.

  • Sappiamo che i lavori verranno svolti dalla Romitti s.r.l., la stessa che realizzerà anche il nuovo magazzino e che ha fatto di tutto per accaparrarsi la ex scuola materna di Casoni messa in vendita da Donelli. Perché nel Capitolato speciale di appalto all’articolo 10 “Riservatezza del contratto” si legge: “Il Contratto, come pure i suoi allegati, devono essere considerati riservati fra le parti. Ogni informazione o documento che divenga noto in conseguenza od in occasione dell’esecuzione del Contratto, non potrà essere rivelato a terzi senza il preventivo accordo fra le parti. In particolare l’Appaltatore non può divulgare notizie, disegni e fotografie riguardanti le opere oggetto dell’Appalto né autorizzare terzi a farlo.”  Ciò è a dir poco scandaloso trattandosi di contratto con Ente pubblico, cosa si voleva nascondere?

  • Perché il 22 Dicembre 2009 (2 mesi dopo), la Giunta ha approvato lo stesso progetto (Delibera 130), per 325.831,76 euro; 140.000 euro di sconto in 60 giorni?

  • Perché sul cartello compare la dicitura 1o stralcio, a quanto ammonterà il secondo?  E’ il vecchio metodo di frantumare i costi per evitare una diversa procedura di bando pubblico per importi superiori ai 400.000 € o che non avrebbe permesso di fare cambio con vecchi stabili?

Visto che il comune ha deliberato una nuova spesa per la realizzazione della ciclo-pedonale sull’argine, ci chiediamo, che fine possano aver fatto gli oneri per impegni presi nel 2005, a carico di chi ha scavato fino ad ora.

Mi ricordo che fino a pochi anni fa, agli operai che lavoravano in ambienti tossici, ad esempio saldatori o verniciatori, veniva fornito loro un litro di latte al giorno (a scopo preventivo), perché agli amministratori non forniamo capsule di fosforo o diamo loro tutti i giorni del baccalà?

Visto anche che in dieci anni di mandato, un sindaco si è certamente guadagnato gli stessi diritti di un operaio, magari non ha prodotto direttamente con le mani, ma ha inevitabilmente operato con altri strumenti, ha avuto rapporti con aziende, cittadini, pollitici di ogni tipo, perché non dove essere sottoposto al Trattamento di Fine Rapporto?

 

E’ possibile scaricare tutta la documentazione contenuta negli articoli: Piano estrattivo e come è finita con il piano estrattivo e no alla ciclabile prima di 90 giorni.

 

                                                                                                                                    Roberto Nosari