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No alla pista ciclabile prima di 90 giorni                                 pub. 13/02/10

 

Cittadini, dobbiamo opporci ad  ogni tentativo di iniziare i lavori per la pista ciclabile sull’argine maestro da parte della amministrazione uscente, al solo scopo di farsi belli in campagna elettorale.

Non siamo certo contrari alla realizzazione di tale opera, siamo però persone pratiche, che conoscono la grave situazione economica in cui versa il nostro comune e per questo chiediamo di aspettare tempi migliori, appunto 90 giorni.

Perché aspettare 90 giorni? Perché, pur riferendosi allo stesso progetto, i costi precipitano e ce lo dice proprio l’amministrazione comunale:

  • Il 21 Ottobre 2009 la Giunta ha approvato il progetto (Delibera 112), per un costo di 465.831,76 euro

  • Il 22 Dicembre 2009 (2 mesi dopo), ha approvato lo stesso progetto (Delibera 130), per 325.831,76 euro; 140.000 euro di sconto in 60 giorni.

  • Il 10 Febbraio 2010 sul supplemento al giornale del comune, distribuito a spese di tutta la collettività, ma come propaganda elettorale per i superstiti del PD che sosterranno Costa, il costo si abbatte a soli 240.000 euro, altri 85.831,76 euro di sconto.

 

Penso che qualsiasi persona di buon senso, al di là del credo politico, non possa non convenire che basterebbe attendere 90 giorni e potremmo godere della pista ciclabile sull’argine maestro a costo zero, se poi fossimo abbastanza pazienti da attendere Maggio, potremmo addirittura anche chiedere un rimborso alla ditta che la costruisce.

A questo punto alcuni dubbi; ma la pista ciclabile verrà modificata o no? Per dimezzare i costi in  tre mesi, hanno pensato di tirare un cavo d’acciaio tra Luzzara e Guastalla e sarà poi lasciato tutto alla capacità dei pedoni/ciclisti il suo utilizzo o meno? I 61.020 euro già spesi per illuminare il porto sono già compresi? Queste cifre pazze, buttate lì come sempre, tanto per muovere la polvere, qualcuno le verifica? I preventivi sono redatti in piena sobrietà o durante una cena alla casa cantoniera? Ma se non fossimo stati in questa situazione di debito e questi soldi ci fossero veramente stati, la differenza tra il minimo e il massimo (225.000 euro), che fine avrebbe fatto? Quante altre cifre sparate in aria come fuochi d’artificio e che non stanno né in cielo né in terra ci dobbiamo aspettare? Con un tale pressappochismo come possiamo credere all’amministrazione Donelli e alle cifre spacciate per vere?

 

 

                                                                                                                                              Roberto Nosari