Unione
dei comuni
Partendo
dal fatto che già tanto tempo fa si era costituito il
Consorzio Bassa Reggiana, trasformato successivamente in
Associazione Intercomunale Bassa Reggiana e che tra i
comuni in oggetto sono state stipulate negli anni
diverse convenzioni e che stando alle notizie ufficiali
funzionano egregiamente, vedo molti limiti nella
creazione dell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana.
La
troppa fretta nell’approvare lo Statuto prima delle
prossime elezioni Amministrative, evidenzia
particolarmente lo spirito nemmeno tanto mascherato
dell’iniziativa, cioè il tentativo di limitare i
“danni” provocati dall’avere in futuro una o più
Amministrazioni di un diverso colore politico rispetto
alle attuali. La paura è tale da indurre la creazione
dell’Unione come strumento per imbavagliare ed
imbrigliare i comuni “dissidenti”, tramite pressioni
di vario genere e relegandoli all’isolamento politico
che neutralizzerebbe ogni iniziativa locale. Questa è
un’ottica che dimostra quanto siano poco lungimiranti
i nostri attuali Amministratori in quanto si limitano ai
risultati a breve termine e non valutano invece le
ripercussioni e la possibilità di una completa disfatta
a lungo termine.
Dopo
che da tempo si sente parlare di soppressione delle
Province e
delle Comunità Montane perché Enti inutili e troppo
costosi, non capisco la necessità di crearne dei cloni.
Siccome il nostro non sarebbe l’unico esempio, temo
che prima o poi queste Unioni di Comuni conviventi nella
stessa provincia, arrivino alla collisione o
sovrapposizione di competenze con la conseguente
paralisi degli Organi che le compongono.
Sempre
più forte è in me il dubbio dell’operazione in
quanto è strano vedere che si è invertita la linea che
vedeva accorpamenti sempre più grandi di servizi, ecc.
mentre ora ci si accinge a frantumare quella che era una
realtà come la Provincia.
Il
maggior rischio che si corre con
l’istituzionalizzazione dell’Unione è dato
dall’ancor maggiore allontanamento
dell’Amministrazione dal proprio territorio, e dai
cittadini che non potranno più far sentire la loro voce
a causa dell’inutilità dei propri rappresentanti nei
Consigli Comunali locali. Ma forse l’obiettivo è
proprio impedire di avere un’opposizione, non pensando
che ciò potrebbe un giorno ritornarci come un
boomerang.
E’
in questa ottica che ritengo si debbano porre
precisi limiti alle deleghe dei servizi verso
l’Unione ed è quindi necessario prima chiarire quali
saranno gli “uffici” delegati ed i loro ruoli,
avendo ben chiaro fino da ora gli obiettivi e le strade
da seguire e successivamente passare eventualmente
all’approvazione dello Statuto e non ripetere la
deludente esperienza dell’ASP.
Non
vorremmo ritrovarci
sgradite sorprese in futuro come ad esempio
quella di scoprire che questa operazione è stata creata
solo per dare un reddito a qualche Sindaco o funzionario
“amico” nell’eventualità che venga defenestrato
dal proprio comune.
Pericoloso
è anche l’uso che se ne può fare della mobilità del
personale. Tale strumento potrebbe essere usato come
arma di pressione o di ricatto nei confronti del
personale non “gradito”, o addirittura essere
utilizzato come strumento di mobbing.
Resta
poi da dimostrare come questi spostamenti di mezzi e
personale e trasferimenti di uffici, rispondano ai
requisiti di funzionalità ed economicità di gestione
come più volte ripetuto nella bozza dello Statuto.
Resta
poi ancora un dubbio, gli uffici che si creeranno
saranno delle copie di quelle dei singoli comuni o
vedremo anche un ridimensionamento degli stessi a
livello locale? I tanto voluti e per questo ben pagati
Direttori, Responsabili ed esperti d’area, rimarranno
tali nei rispettivi comuni e allora ci chiediamo a fare
cosa? Oppure finiranno a convivere forzatamente in uno
stesso ufficio dell’Unione? E chi avrà più ragione
il più forte o chi avrà più appoggi politici?
Mi
chiedo anche come sarà possibile vedere un ruolo attivo
dell’Unione vista l’attuale litigiosità ed i
precari equilibri che reggono molte delle maggioranze
locali, ma sopratutto come sarà possibile mantenere
linee coerenti nel tempo senza cadere nella logica
dell’uniti a tutti i costi pur di conservare una
poltrona.
Roberto Nosari
Scarica
la delibera di Consiglio Comunale n43 del 21 Ottobre
2008
"COSTITUZIONE
UNIONE BASSA REGGIANA."
la
Gazzetta di Reggio — 24 ottobre 2008
pagina 21 sezione: PROVINCIA
Sì
quasi unanime per lo Statuto dell'Unione
LUZZARA. Il consiglio comunale ha
votato (con 14 voti favorevoli e uno contrario) lo
statuto dell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana.
L’Unione è un ente territoriale locale che nasce
dalla trasformazione dell’Associazione Intercomunale,
composta da Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla,
Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo, per complessivi
settantamila abitanti. Luzzara è il primo degli
otto Comuni ad approvare lo statuto, passaggio che i
restanti consigli comunali stanno programmando per i
prossimi giorni e comunque entro la prima settimana di
novembre, nel rispetto di un percorso di confronto e di
coordinamento avviato ormai da mesi. «Siamo molto
soddisfatti dell’esito di questo fondamentale
passaggio avvenuto l’altra sera in consiglio comunale
- ha affermato il sindaco, Stefano Donelli - il fatto
che quasi tutta la parte politica formante la minoranza
in consiglio, tranne un solo voto contrario (Nosari), si
sia espressa positivamente dimostra grande maturità
politica. Ed è al contempo il risultato di un
apprezzabile e serio lavoro di analisi dello statuto,
svolto dai gruppi consiliari di Luzzara, quindi sia di
maggioranza che di minoranza, che ha portato alla
redazione congiunta di emendamenti alla bozza
originaria, in buona parte accolti».
I
tempi cambiano, d'accordo, ma fino a stravolgere la
propria cultura politica, la propria storia ed anche la
propria dignità?
Oggi
è sempre più importante apparire che non essere e
l'immagine diventa una necessità, propongo quindi
questo logo per l'aggregazione che sta nascendo.
UNITI
PER UNA POLTRONA
 P.S.
La rosa si è già infilata da qualche parte anche se
non è dato sapere
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