Intervento in Consiglio Comunale del 21/10/2008

Unione dei comuni

 

Partendo dal fatto che già tanto tempo fa si era costituito il Consorzio Bassa Reggiana, trasformato successivamente in Associazione Intercomunale Bassa Reggiana e che tra i comuni in oggetto sono state stipulate negli anni diverse convenzioni e che stando alle notizie ufficiali funzionano egregiamente, vedo molti limiti nella creazione dell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana.

La troppa fretta nell’approvare lo Statuto prima delle prossime elezioni Amministrative, evidenzia particolarmente lo spirito nemmeno tanto mascherato dell’iniziativa, cioè il tentativo di limitare i “danni” provocati dall’avere in futuro una o più Amministrazioni di un diverso colore politico rispetto alle attuali. La paura è tale da indurre la creazione dell’Unione come strumento per imbavagliare ed imbrigliare i comuni “dissidenti”, tramite pressioni di vario genere e relegandoli all’isolamento politico che neutralizzerebbe ogni iniziativa locale. Questa è un’ottica che dimostra quanto siano poco lungimiranti i nostri attuali Amministratori in quanto si limitano ai risultati a breve termine e non valutano invece le ripercussioni e la possibilità di una completa disfatta a lungo termine.

Dopo che da tempo si sente parlare di soppressione delle Province  e delle Comunità Montane perché Enti inutili e troppo costosi, non capisco la necessità di crearne dei cloni. Siccome il nostro non sarebbe l’unico esempio, temo che prima o poi queste Unioni di Comuni conviventi nella stessa provincia, arrivino alla collisione o sovrapposizione di competenze con la conseguente paralisi degli Organi che le compongono.

Sempre più forte è in me il dubbio dell’operazione in quanto è strano vedere che si è invertita la linea che vedeva accorpamenti sempre più grandi di servizi, ecc. mentre ora ci si accinge a frantumare quella che era una realtà come la Provincia.

Il maggior rischio che si corre con l’istituzionalizzazione dell’Unione è dato dall’ancor maggiore allontanamento dell’Amministrazione dal proprio territorio, e dai cittadini che non potranno più far sentire la loro voce a causa dell’inutilità dei propri rappresentanti nei Consigli Comunali locali. Ma forse l’obiettivo è proprio impedire di avere un’opposizione, non pensando che ciò potrebbe un giorno ritornarci come un boomerang.

E’ in questa ottica che ritengo si debbano porre  precisi limiti alle deleghe dei servizi verso l’Unione ed è quindi necessario prima chiarire quali saranno gli “uffici” delegati ed i loro ruoli, avendo ben chiaro fino da ora gli obiettivi e le strade da seguire e successivamente passare eventualmente all’approvazione dello Statuto e non ripetere la deludente esperienza dell’ASP.

Non vorremmo ritrovarci  sgradite sorprese in futuro come ad esempio quella di scoprire che questa operazione è stata creata solo per dare un reddito a qualche Sindaco o funzionario “amico” nell’eventualità che venga defenestrato dal proprio comune.

Pericoloso è anche l’uso che se ne può fare della mobilità del personale. Tale strumento potrebbe essere usato come arma di pressione o di ricatto nei confronti del personale non “gradito”, o addirittura essere utilizzato come strumento di mobbing.

Resta poi da dimostrare come questi spostamenti di mezzi e personale e trasferimenti di uffici, rispondano ai requisiti di funzionalità ed economicità di gestione come più volte ripetuto nella bozza dello Statuto.

Resta poi ancora un dubbio, gli uffici che si creeranno saranno delle copie di quelle dei singoli comuni o vedremo anche un ridimensionamento degli stessi a livello locale? I tanto voluti e per questo ben pagati Direttori, Responsabili ed esperti d’area, rimarranno tali nei rispettivi comuni e allora ci chiediamo a fare cosa? Oppure finiranno a convivere forzatamente in uno stesso ufficio dell’Unione? E chi avrà più ragione il più forte o chi avrà più appoggi politici?

Mi chiedo anche come sarà possibile vedere un ruolo attivo dell’Unione vista l’attuale litigiosità ed i precari equilibri che reggono molte delle maggioranze locali, ma sopratutto come sarà possibile mantenere linee coerenti nel tempo senza cadere nella logica dell’uniti a tutti i costi pur di conservare una poltrona.

 

 

                                                                                                                        Roberto Nosari

 

Scarica la delibera di Consiglio Comunale n43 del 21 Ottobre 2008

"COSTITUZIONE UNIONE BASSA REGGIANA."

 

 

la Gazzetta di Reggio — 24 ottobre 2008   pagina 21   sezione: PROVINCIA 

Sì quasi unanime per lo Statuto dell'Unione

LUZZARA. Il consiglio comunale ha votato (con 14 voti favorevoli e uno contrario) lo statuto dell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana. L’Unione è un ente territoriale locale che nasce dalla trasformazione dell’Associazione Intercomunale, composta da Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo, per complessivi settantamila abitanti.  Luzzara è il primo degli otto Comuni ad approvare lo statuto, passaggio che i restanti consigli comunali stanno programmando per i prossimi giorni e comunque entro la prima settimana di novembre, nel rispetto di un percorso di confronto e di coordinamento avviato ormai da mesi.  «Siamo molto soddisfatti dell’esito di questo fondamentale passaggio avvenuto l’altra sera in consiglio comunale - ha affermato il sindaco, Stefano Donelli - il fatto che quasi tutta la parte politica formante la minoranza in consiglio, tranne un solo voto contrario (Nosari), si sia espressa positivamente dimostra grande maturità politica. Ed è al contempo il risultato di un apprezzabile e serio lavoro di analisi dello statuto, svolto dai gruppi consiliari di Luzzara, quindi sia di maggioranza che di minoranza, che ha portato alla redazione congiunta di emendamenti alla bozza originaria, in buona parte accolti».

 

I tempi cambiano, d'accordo, ma fino a stravolgere la propria cultura politica, la propria storia ed anche la propria dignità?

Oggi è sempre più importante apparire che non essere e l'immagine diventa una necessità, propongo quindi questo logo per l'aggregazione che sta nascendo.

 

UNITI PER UNA POLTRONA

 

P.S. La rosa si è già infilata da qualche parte anche se non è dato sapere