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Ciao Roberto,
ti scrivo in quanto sei l'unico
consigliere comunale ad avere una finestra on-line
aperta al confronto col comune cittadino. Avrei voluto
inviare una mail circolare, coinvolgendo anche gli
altri appartenenti al consiglio (di maggioranza e di opposizione),
ma sul sito del comune di Luzzara, di fianco alle
generalità anagrafiche dei membri dei vari organi
collegiali (consiglio e giunta) non è
indicato alcun indirizzo di posta elettronica e non
mi andava di passare per il filtro della segreteria del
sindaco (Sveglia ragazzi! Per aprire un blog oggi
bastano 5 minuti). Ma veniamo al dunque. L'anno scorso,
in questo periodo circolavano per il centro del
paese i patinati depliants di presentazione della
prima edizione di Uguali_Diversi, il festival delle
culture dei comuni di Luzzara e Novellara. Anche se la
partecipazione dei luzzaresi non è stata numericamente
significante (complice anche un tempo infausto), avendo
assistito personalmente a quattro eventi, ho trovato la
manifestazione interessante e quindi meritevole di
una prova di appello (so che molti luzzaresi non la
pensano come me, ma ognuno è libero di avere le proprie
opinioni). Ricordando l'entusiastica presentazione del
sindaco (vedi allegato) all'inizio della serata
inaugurale (che lasciava presagire una continuità nel
tempo dell'evento), in questi giorni ho cercato di
reperire alcune informazioni sul web. Digito l'indirizzo
del sito della scorsa edizione e con dispiacere scopro
che il link è rotto; non mi resta che Google! Inserisco
alcuni parametri sul motore di ricerca e finalmente
individuo un indirizzo valido: www.ugualidiversi.org.
Clicco sul link e con grande stupore scopro che
l'edizione del 2009 avrà luogo solo a Novellara. A
questo punto è chiaro che sorgono spontanee alcune
domande:
- Perchè il comune di
Luzzara non compare più tra gli organizzatori della
manifestazione (e pensare che quest'anno avremmo anche
la nuova pavimentazione del centro da valorizzare)?
- Perchè nel 2008 si sono
investiti soldi (quanti?) ed energie per un evento culturale
di cui nel 2009 non si trova più traccia nel nostro
comune?
- Quali sono le ragioni per
questo improvviso disinteresse per il festival
delle culture diverse? Errata pianificazione delle
risorse o gestione improvvisata della cultura?
Rimanendo in attesa di un tuo
gentile cenno di riscontro, ti saluto cordialmente.
Paolo
Colgo l’occasione per
informare
non solo te ma anche coloro che più volte mi hanno
chiesto di dare spiegazioni sulla manifestazione
Uguali/Diversi e sul come la penso nei confronti degli
extracomunitari.
Già tu premetti che sono diverse
le opinioni delle persone e l’iniziativa ha suscitato
reazioni contrastanti e spesso dettate più dalla
emotività che altro. Nel tentativo di cercare di dare
risposte obiettive, inizio col dire che a mio avviso
“il trambusto” che ha provocato molte reazioni anche
sui giornali, è nato solo dalla superficialità con la
quale è stata gestita la cosa.
Come ben sai Luzzara non ha mai
avuto particolari problemi di integrazione con gli
extracomunitari ed emigranti in genere. Da noi
l’integrazione è in atto in modo naturale e mai
traumatico da parecchi anni. E’ vero che vi sono stati
degli episodi di atti violenti, ma se guardiamo i numeri
e cioè che più di un quinto della popolazione
luzzarese non è di origine italiana e facciamo un
raffronto statistico con gli atti di violenza messi in
atto dai rimanenti quattro quinti, ci accorgiamo che
forse la bilancia pende più a loro favore e che spesso
proprio per cultura e tradizione, sono molto più
rispettosi delle regole loro di noi.
Altro invece sono le loro abitudini e le loro regole
sulle quali possiamo certamente discutere.
Ritengo quindi che all’origine
delle critiche non vi siano atteggiamenti xenofobi o
altro ma più probabilmente situazioni da troppo tempo
ignorate e che si sono protratte fino a raggiungere
spesso livelli di alta tensione; ciò però non è
dovuto ai cittadini extracomunitari o meno, ma a coloro
che pur essendone incaricati non hanno mai fatto nulla
per migliorare i rapporti e hanno lasciato che le cose
andassero avanti per inerzia arrivando persino al
rischio di subire scontri tra diverse etnie.
Personalmente non penso che gli Amministratori che hanno
data vita ad Uguali/Diversi avessero il nobile obiettivo
di affrontare finalmente e seriamente il problema
multietnico e multiculturale, la gestione caotica,
superficiale ed anche evidentemente di facciata, lo
dimostra.
Prima di ogni altra cosa dobbiamo
confrontarci sul programma del 2008 (puoi scaricarlo
qui)
Se facciamo una analisi molto
pratica vediamo immediatamente che vi sono state diverse
presentazioni di libri e colazioni con l’autore,
molte, forse troppe lezioni magistrali di chi come Gad
Lerner, dopo avere intascato il proprio
"ricordino" sarebbe
ritornato alla propria vita senza preoccuparsi del più
banale dei problemi e cioè che per avere un vero
confronto, prima di tutto bisogna invitare coloro coi
quali ti vuoi confrontare e la presenza di immigrati era
diciamolo pure, scarsina o assente?
Secondo, ci si confronta se si parla
almeno la stessa lingua, mentre spesso in fabbrica mi
ritrovo a dover leggere e spiegare anche la semplice
comunicazione del Direttore Didattico che riguarda il
figlio dell’immigrato o una ordinaria comunicazione da
parte un qualsiasi ente, senza per questo mettere
l’accento sulla infinita disparità culturale tra gli
oratori e una platea che difficilmente ha recepito il
significato di tutti i termini.
Se vogliamo, ma si poteva evitare,
ci poteva stare anche il “concorso video e foto
cellulari” della serie videoculturiamoci, oppure il
concorso di cortometraggi (fuori tema), ma ciò che
veramente è stato più utile di ogni altra cosa ai fini
dell’integrazione è stato il laboratorio del gusto
presentato da Slow Food (uno degli sponsor) «Pane,
formaggio e salame, viva la diversità!» o la cucina di strada con
stand gastronomici, in pieno ramadan,
che ha lo stesso effetto
di un pugno nello stomaco.
La
vera integrazione e prima ancora la vera analisi va
fatta coi piedi per terra ed analizzando situazioni
pratiche più che filosofiche, quali sono i veri
problemi che si incontrano quotidianamente? Sono:
·
Il bisogno di una casa. A causa del fatto che il Comune già
da molti anni non mette in atto iniziative di edilizia
privilegiata o popolare o non destina nuove aree
edificabili, chi vuole è costretto a prendere casa da
chi ha messo in atto forti speculazioni edilizie e così
i costi dell’abitabilità sono saliti al punto tale
che spesso i giovani hanno pensato di trasferirsi in
comuni vicini perché i prezzi sono più accessibili.
In
questa situazione intanto chi ci guadagna sono le Banche
e coloro che riescono ad affittare tuguri al costo di
regge. Caso esemplare ma non unico è la storia
dell’ex Cantone, quella casa verso Casoni nella quale
”erano ospitati” un numero imprecisato di Africani.
Mi risulta che coloro pagassero una quota a persona e
quindi erano stipati oltre ogni limite, questa
situazione l’abbiamo potuta osservare per parecchi
anni, fino a quando il proprietario probabilmente non ha pensato di
venderla definitivamente. Quanto ha fatto in tempo a
fruttargli quella casa? Alcune volte il suo valore?
Hai
mai visto persone che riempiono bidoni, canestri,
damigiane e quant’altro alle fontane? Pensi che questi
se vivessero in una casa agibile, con il gas e la luce
come hanno tutti gli altri e come impone la Legge, si
porterebbero a casa l’acqua una goccia alla volta?
Pensi che a questi nessuno faccia pagare l’affitto? La
verità è che c’è una speculazione e un
arricchimento da parte di Luzzaresi senza scrupoli o
morale, la gente comune però si scandalizza solo per il tenore di vita che conducono
certi extracomunitari ma non sono schifati invece da quello schiavista che li
sfrutta. Quanto si può guadagnare con un appartamento
affittato “ammobiliato” come qualcuno lo definisce,
a quattro o cinque persone, magari metà in nero?
Credimi è una opportunità insperata per molti
“benpensanti” e spesso conosciuti come “brave
persone” e che a volte sono gli stessi che hanno la
puzza sotto al naso nei confronti degli extracomunitari.
·
Il legittimo bisogno di rispetto. Ti allego due (ma non
unici) articoli che puoi trovare facendo una semplice
ricerca sui quotidiani.
In coda perché non sfumi il sogno
di restare
la
Gazzetta di Reggio — 02 settembre 2009 pagina
13 sezione: CRONACA
I primi erano già in fila dalle
6.30, davanti al portone della Camera del Lavoro,
nonostante gli appuntamenti fossero già stati fissati.
I cittadini extracomunitari non si fidano. Hanno
paura che le cose possono cambiare e che il sogno di
stringere in mano il permesso di soggiorno possa
sfumare. Ed anche il ripetere come fanno alla Cgil ed
alla Cisl che c’è tempo fino al 30 settembre, non li
tranquillizza………….
Costretti a guidare i camion per 14
ore di fila
la
Gazzetta di Reggio — 30 novembre 2006 pagina 03
sezione: PRIMO PIANO
REGGIO. La promessa di
ottenere un permesso di soggiorno e la garanzia di
guadagnare poco più di mille euro al mese. Non
importava se per farlo 13 giovani erano costretti a
lavorare 14 ore al giorno, senza alcuna sicurezza e
nessun rispetto delle regole…………..
·
Ho assistito direttamente alle file per ottenere il permesso
di soggiorno, con donne che allattano bambini di pochi
mesi sotto al sole, in fila da ore per non perdere il
posto, senza servizi igienici e fortunati gli uomini che
almeno vanno ad innaffiare il giardino di fronte …….
Questa
non è integrazione ma inciviltà. Quale logica c’è
nel prendere il permesso al lavoro per fare la fila a dimostrare che si era al lavoro???
·
E perché allora non parliamo anche di badanti? Ti allego la
parte iniziale di un articolo:
Via alla maxi sanatoria per le
badanti almeno 3mila quelle ancora in nero
la
Gazzetta di Reggio — 02 settembre 2009 pagina
13 sezione: CRONACA
L’avvio, ieri, della sanatoria
per badanti e colf, ha avuto il merito di rendere
trasparente un mondo sommerso di immigrati che da mesi
ed anni lavorano con noi, ma sono fantasmi. Non è una
favola, ad esempio, quella delle badanti che dopo l’entrata in vigore del Decreto Sicurezza avessero paura di
uscire di casa e di essere rimpatriate, ci hanno
confermato ieri i sindacati. Una presenza, ormai
indispensabile in molte famiglie ed aziende, ma che
doveva fare i conti con il Decreto che fa diventare i
datori di lavoro colpevoli del reato di favoreggiamento.
Sai quante badanti sono a spasso
perché i loro “datori di lavoro”, ma che sarebbe
giusto definire sfruttatori si sono rifiutati di metterle in
regola e sono state licenziate in tronco senza poter
fare nessuna recriminazione, senza contributi,
accontentandosi di ciò che hanno ricevuto, ecc.? Se
vuoi conoscere di persona questa triste realtà
contattami e ti porterò in questo meraviglioso mondo
fatto spesso di ricatti e di sfruttamento.
Qui però mi fermo poiché sono già
entrato anche troppo nella politica, ritorno quindi a
rispondere alle tue domande. Quanti soldi sono stati
spesi?
Nessuno lo sa!!!! Unica cosa certa
e documentata sono i 60.000 Euro messi da Novellara e i
40.000 messi da Luzzara come comuni. Da un articolo
della Gazzetta del 2 Agosto 2008 il Sindaco di Novellara
Raul Gardini parla di altri 100.000 euro messi dalla
Fondazione un Paese e diventano 200.000 Euro. Successivi articoli
parlano di 240.000 e poi di 270.000 euro, di fatto
l’opposizione di Novellara, pur avendo
chiesto copia delle fatture e relazione sui costi mi ha
riferito di avere ottenuto solo documentazione parziale che però farebbe
pensare a costi ben più alti, come del resto è
legittimo attendersi visto il nutrito numero e la
valenza degli sponsor che vi hanno partecipato (scarica
il documento).
Perché il comune di Luzzara non
compare tra gli organizzatori della manifestazione del
2009? Non lo so perché nessuno lo ha mai detto e tutte
le scelte dell’Amministrazione sono state fatte in
sordina e mai comunicate, almeno alla opposizione.
L’unica cosa che ti posso
documentare sono gli articoli che ho letto sui giornali:
-
Donelli: questo è il nostro festival e lo
ripeteremo (leggi l’articolo)
-
Il Sindaco di Novellara: “alta risposta
culturale” (leggi l’articolo)
-
Uguali diversi sulla crisi Luzzara lascia (leggi
l’articolo)
Unica
documentazione ufficiale che ti posso trasmettere è la
Delibera di Giunta numero 8 del 12/02/2009 ad oggetto:
festival delle culture uguali-diversi, delega al comune
di Novellara a svolgere le attività necessarie per la
realizzazione della seconda edizione della
manifestazione. (leggi
la Delibera)
Sull’ultima
domanda:
Quali sono le ragioni per questo
improvviso disinteresse per il festival delle
culture diverse? Errata pianificazione delle risorse o
gestione improvvisata della cultura?
Senza ombra di dubbio mi sento di
poter dire che a mio avviso, più che di sensibilità
per la cultura, a Luzzara fino ad ora abbiamo sempre
subito il fascino dei nostri Amministratori per la
notorietà, le apparenze, la visibilità magari da
spendere politicamente, l’opportunismo. Di fatto il
museo Naif è stato lasciato morire, grandi promesse
seguite da nulla di fatto per il teatro,
la gestione della cultura in mano alla Fondazione
che corrisponde a non si sa chi è.
Potremmo dire che la cultura a
Luzzara e tutta da inventare? Direi di sì, se
escludiamo la cultura di partito che da sempre viene
coltivata nel nostro territorio, quella che ti impone di
credere che gli asini volano e, pensa, c’è stato il 70
% degli elettori che nel 2005 ci ha creduto in questa
corrente di pensiero!!!
Roberto Nosari
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