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Rifinanziare
ACT mentre Casoni e Villarotta sembrano villaggi africani
Presidente
di ACT (Azienda Consorziale Trasporti di Reggio Emilia)
dal 25 Gennaio 2007 è Angelo
Malagoli
(DS) è subentrato
a Giulio
Fantuzzi, attuale segretario provinciale DS.
La loro gestione ha portato a
trasformare quella che una volta era una azienda di
servizi, in una giostra per il divertimento di qualcuno
ammaliato dall’idea di essere un grande manager.
Non considerando che è
insufficiente appartenere al gruppo dirigente di un
partito per essere automaticamente bravi manager. Che
questa scuola di partito sia l’unica ad avere bisogno
di una vera riforma lo dimostrano anche i dati Enia che
accusa una perdita in borsa del 61%, oppure della
“Fondazione Manodori” che ha perso in pochi anni 70
milioni di Euro e dove la ex sindachessa di Reggio
Emilia, Antonella Spaggiari, ha avuto la sua parte
volendosi trasformare in banchiere.
Le beffe morali ai soci e utenti
non sono finite, infatti si legge da NEWS ACT numero 40 / 25
Gennaio 2007:
Unanime il ringraziamento e
l'apprezzamento espresso dai soci proprietari di ACT per
l'operato svolto dall'ing. Fantuzzi nei suoi quasi due
anni di presidenza dell'Azienda Consorziale Trasporti di
Reggio Emilia.
“Esprimiamo un sentito ringraziamento al presidente uscente
Giulio Fantuzzi – ha dichiarato il sindaco di Reggio
Emilia Graziano Delrio – che ha saputo interpretare
ottimamente il suo ruolo, e che ha portato in Act, oltre
ad una consolidata esperienza e conoscenza del
territorio, il valore aggiunto di un sensibile interesse
per il servizio pubblico rivolto ai reggiani, per la
massima collaborazione tra gli enti e per la ricerca di
soluzioni innovative. Davvero grazie, quindi, per la
dedizione e i risultati.
Grazie
per cosa? Considerato che il Collegio dei Revisori dei
conti ha scritto che Autolinee dell’ Emilia è
talmente in deficit che il capitale sociale è ridotto a
meno di due terzi, ricadendo così l’azienda sotto il
disposto dell’ art. 2446 del codice civile
(ricapitalizzare o portare i libri in tribunale), invece
che i manager ricevono comunque stipendi di tutto
rispetto, non sarebbe il caso
di far pagare anche a loro i costi dei loro
errori e non sempre e solo ai contribuenti?
Ho diversi dubbi sulla trasfusione di denaro pubblico
richiesta dall’azienda trasporti.
Non è logico che venga ricapitalizzata una società prima
della cessione di una sua parte. Mi sembra che si stia
ripetendo il solito giochino di scatole cinesi.
Società
controllate da ACT:
-
AE
Spa (65,34%)
Autolinee dell’Emilia S.p.A.
-
Consorzio
CAT (62,76%) Consorzio
fra ACT, TIL, AE, DOLOMITIBUS, ORFEO, DINAZZANO PO,
AGI
-
Dinazzano
Po Srl (80%)
+ 20% SAPIR
Ravenna (porto intermodale) e Autorità portuale
Ravenna
-
TIL
Srl (94,51%)
Trasporti Integrati Logistica S.r.l.
Tecnicamente
è
accaduto questo:
1)
la Regione Emilia
Romagna ha
avocato a sé (più precisamente nella F.E.R.,
Ferrovie Emilia Romagna) le linee regionali di trasporto
su rotaia, sia trasporto passeggeri che di merci
(compresa la Dinazzano Po).
Il che significa che da questa operazione ACT
incassa complessivamente 31 milioni di euro
2)
la
Regione ha deliberato la Legge regionale 25 luglio 2008
n. 70.
a)Dispone
la costituzione di una Agenzia “anche” in
convenzione con gli Enti Locali soci, quindi
essenzialmente più leggera di quella attuale, più
funzionale e sopratutto molto meno onerosa
b)
reitera il disposto del tetto massimo di sub
affidamento, max 15 % . Dal 1998 ad oggi, ACT ha sempre
illegalmente superato questo tetto, giungendo sino al
26,4 %.
c)
reitera il disposto della effettiva separazione tra i
compiti di Agenzia e l’ Azienda gestrice/esecutrice
del trasporto pubblico di persone su gomma. Ne consegue
che ACT venderà ad Autolinee
dell’ Emilia ed al suo socio privato AutoGuidovie
Italiane – in realtà è un giro di conto, essendo
A.E. (Autolinee dell’ Emilia)di proprietà di ACT per
il 66% circa) - la proprietà degli autobus, la proprietà
dell’autofficina e l’uso della sede ACT di via del
Chionso, assumendo Autolinee dell’ Emilia 13,5
milioni di euro di
mutui oggi in carico ad ACT, non è scritto chi poi
dovrà pagare questi mutui, anche se la presunzione è
facile).
d)Altro
giro di conto. Ancora per effetto della separazione
delle funzioni e dei beni, in cambio della cessione
della proprietà dei minibus ACT recupera da T.I.L.
srl (di cui è proprietaria per il 95 %) 1,6
milioni di Euro, soldi rientrati da un investimento
esterno (ATVO Venezia 6% di TIL) come sempre effettuato
in favore di AGI.
Si
presenta quindi questa realtà:
a)
Con l’ entrata in vigore dello STIMER (sistema di
bigliettazione regionale, probabile entrata in vigore
2009,) si andrà necessariamente ad un
innalzamento delle tariffe, con un forte impatto
sociale da governare;
b)
i Comuni soci dovranno considerare l’ aumento
del contributo chilometrico (oggi 10 cent/Km, dove
in altre realtà si arriva sino a 30 cent/Km);
c)
dal 2009, ed in modo continuativo, i Comuni dovranno
prevedere nei loro investimenti la voce “trasporti”
per i servizi aggiuntivi ai servizi minimi;
d)
ricorso ad investitori privati a fronte dei trasporti
speciali, che sono remunerativi (nella pratica si
aumenta quello che avviene già oggi, il trasferimento a
privati – cooperativi o meno - delle risorse ricavate
dal servizio scuolabus e dal servizio di trasporto
anziani ed handicap).
Riassumendo:
Nonostante la vendita del comparto ferroviario a FER per un
controvalore di ben 30 milioni di euro e nonostante i
giro conti con Autolinee dell’ Emilia – cui comunque
restano in sofferenza 10 milioni di euro di mutui, ACT
chiede ancora 12 milioni di euro (la competenza per
Luzzara è di 81.600 Euro) e di fatto il via
libera per sostanziosi prossimi aumenti a carico dell’
Utenza e a carico dei Soci.
Nonostante che nel programma elettorale presentato da
questa Amministrazione al punto 3 sulla mobilità (strade e trasporti), si legga come
impegno da perseguire, il potenziamento dei collegamenti tramite pullman
sull’asse Reggiolo-Villarotta-Casoni-Luzzara e ritorno
in collaborazione con ACT, ancora oggi nulla è
cambiato.
Per un cittadino di Villarotta o
Casoni impossibilitato ad usare l’auto, diventa
irraggiungibile anche un qualsiasi ufficio del comune, e
come se il nostro fosse uno sperduto villaggio africano,
può prendere il pullman nei giorni feriali alle 7 circa
ma poi deve attendere fino a Domenica pomeriggio per
ritornare a casa, infatti solo di Domenica pomeriggio ci
sono due corse verso Casoni e Villarotta. In alternativa
può perdere il mattino andando a Guastalla e cambiare
per Suzzara e perdere il pomeriggio cambiando da
Guastalla per Reggiolo.
I pullman che transitano sul nostro
territorio sono sulla tratta Suzzara-Guastalla e
Guastalla-Reggiolo forse anche perché costretti dalla
minore distanza tra i paesi a noi confinanti e non certo
per la comodità dei luzzaresi poiché gli studenti ad
esempio sono costretti ad usare il treno, impensabile
poi un servizio pubblico da e per la zona industriale.
Non vedo perché dovremmo
impegnarci come comune a sostenere economicamente ACT e
tappare le falle create da Amministratori che trovano più
interessante guardare a Ravenna piuttosto che non dare
servizi a coloro che li hanno sempre mantenuti senza mai
ricevere nulla in cambio.
Roberto Nosari
N.B.
| 4
anni fa ACT acquistò, per il trasporto merci, 10
locomotori |
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diesel marca Wossloh, pagati circa 1 milione di
euro cadauno + interessi passivi, ottenendo così
anche la esclusiva per le riparazioni su tutto il
territorio nazionale (anche se gli unici che
girano sono i nostri 10). La Vossloh AG è
un'azienda tedesca, che costruisce materiale
ferroviario, con sede a Werdohl, presso Düsseldorf.
Succede però che questi locomotori
sono inadatti all'uso sulla tratta Ravenna -
Reggio, tanto che se si va a vedere i locomotori
del treno della Padana Tubi, si vedono 2 catorci
di diesel tedeschi d'anteguerra riverniciati. I
locomotori Wossloh pertanto sono da anni
utilizzati, 2 al giorno a rotazione, solo sulla
tratta Reggio Dinazzano Po. |
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Ovviamente
nessuno ha verificato prima dell'acquisto e di
conseguenza ora ci troviamo a possedere in "conto
capitale" dei mezzi perfettamente inutili e per i
quali oltre al danno subito per l'acquisto dobbiamo
subire anche la beffa dei costi di manutenzione. |