NUCLEARE: you can, you dement

 

L’opportunismo del PD

 

Il PD sia prima delle elezioni Politiche del 13-14 aprile 2008, sia dopo, si è sempre schierato a favore del nucleare, perché ora che ha subito una sonora batosta cerca di camuffare le carte e far credere di essere contrario al nucleare? Perché organizza serate pubbliche per parlare di ciò in cui ha dimostrato di non credere? Solo per opportunismo, per contrapporsi a Berlusconi o per tentare di arrestare l'emorragia di voti?

 

 

Da: La Repubblica  11-apr-2008

Hanno in mente un progetto per riempire l'Italia di centrali nucleari. Questo e' il progetto del Popolo della Liberta'". "Ma anche il Pd  dice piu' o meno chiaramente di voler riaprire al nucleare.

 

Dopo le elezioni del 13-14 aprile 2008

 

TGCOM 23/5/2008

Veronesi: "Nucleare inevitabile" Senatore Pd: una scelta obbligata

"Il nucleare è inevitabile, una scelta obbligatoria per tutto il mondo, non solo per l'Italia. Non è un problema nostro, tutto il pianeta ne ha bisogno". Lo ha detto l'oncologo e senatore del Pd Umberto Veronesi

 

dal Corriere della Sera del 5-10-2008 pagina 10

Da Bersani, che ritiene <il ritorno al nucleare un orizzonte su cui riflettere>, a Umberto Veronesi, fino a Massimo D'Alema. Finora, le prime timide aperture riguardavano le centrali di quarta generazione, di là da venire. Ma ora il Pd potrebbe andare oltre. Sul tappeto non c'é solo una svolta ideologica e programmatica, ma anche una possibile convergenza con la maggioranza.

 

L'Unità del 6 ottobre 2008, pag. 3

Pd apre al nucleare. Non una svolta: le aperture sull’argomento si sono susseguite, da Realacci a Bersani a D’Alema. Ma un chiarimento che dovrebbe spazzare via le chiusure aprioristiche del passato.

martedì 07 ottobre 2008

Colaninno (Pd): ok nucleare ma non è soluzione immediata

Il nucleare potrebbe anche starci nel mix energetico dell'Italia, ma ad alcune condizioni, la prima delle quali è la consapevolezza che questa fonte non è risolutiva per i problemi dell'energia nell'immediato. Lo ha detto Matteo Colaninno, intervenendo alla conferenza economica del Pd.

 

08 October 2008  www.fareambiente.it

Siamo ancora più contenti di constatare la presa di coscienza fatta dal PD, in passato vittima più o meno consapevole dei Verdi e della Sinistra Antagonista: da un lato il Ministro-ombra Colaninno ha promesso un approccio serio e non ideologico, dall'altro addirittura il Senatore Della Seta, già Presidente di Legambiente, che in campagna elettorale aveva definito il ritorno al nucleare un'idea "giurassica" ed aveva dichiarato che l'unica via percorribile era quella dell'"oro giallo", ha ammesso le proprie colpe, aprendosi alla ricerca sul nucleare, quella stessa ricerca che solo pochi mesi fa il Partito Democratico aveva rifiutato, bocciando, quando era ancora al Governo, l'Emendamento-Castelli.

 

Martedì 20 Novembre 2007   Il Sole 24 ore

il ministro degli esteri Massimo D’Alema comunica che l’attuale Governo è intenzionato a riportare l’Italia nel campo della ricerca dello sfruttamento dell’energia nucleare.

 

Strasburgo, 3 febbraio 2009

 

Relazione Laperrouze sul riesame della politica energetica. Passa la proposta dei Verdi sulla priorità del risparmio energetico - Il PD vota a favore del nucleare!

Monica Frassoni, Presidente del Gruppo dei Verdi/ALE "L'europarlamentare verde ha inoltre commentato il voto da parte della delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo:

"Notiamo con totale sconcerto che sulla relazione Laperrouze la delegazione del Partito Democratico ha votato a favore degli emendamenti più importanti sul nucleare, in particolare quelli che chiedono finanziamenti europei per il nucleare, respingendo la prospettiva dell'uscita progressiva dal nucleare, sostenendo la competitività economica del nucleare rispetto ad altre fonti energetiche. Inoltre i rappresentanti del PD hanno votato contro la richiesta di assicurare il più alto livello possibile di tecnologia in campo della sicurezza nucleare, nell'ambito della nuova legislazione UE prevista su questo tema.

 

Strasburgo, 3 febbraio 2009

Il PD vota a favore del nucleare!

Al parlamento europeo il PD ha sostanzialmente votato a favore del nucleare, chi se lo sarebbe aspettato?
Fino a ieri era contro e nell'ultimo governo Prodi a favore delle fonti alternative e sostenibili, quali il solare e l'eolico, si dice cosi diverso dal PDL ma ho l' impressione che l' unica differenza sta nella L in meno del nome.

La parola a Carlo Rubbia

In una recente intervista, Carlo Rubbia ( premio Nobel per la fisica ) ( come Scajola ) ha dichiarato:

“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.

"Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.

Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali."

" Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.

“C'è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.

"I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.

Se è così semplice, perché allora non si fa?

“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”. (30 marzo 2008)

 

            Di Daniele Luttazzi