Intervento in Consiglio Comunale del 19/06/2008

 

Esame ed approvazione indirizzi provinciali del P.T.C.P. in merito alle aree produttive

 

 

Dopo avere consultato altro materiale oltre a quello fornito da questa Amministrazione, mi sto chiedendo per quale motivo si debba cercare di andare contro le indicazioni fornite dalla Provincia visto che stanno andando esattamente nella stessa direzione dei tanti accorpamenti scelti dai comuni, riconoscendo agli stessi di avere adottato uno stesso schema vincente.

Valga come esempio il Comprensorio della Bassa Reggiana che, come ci è sempre stato riferito, funziona egregiamente, è efficace negli interventi e ha consentito di abbassare i costi per la collettività. Ci fidiamo.

La Polizia Municipale ad esempio, da soggetto apparentemente passivo com'era un tempo, da quando si è associata in un comprensorio di comuni, si è addirittura trasformata in una struttura in grado di incidere positivamente sul bilancio dei Comuni con introiti nelle casse degli stessi che è doveroso considerare di tutto rispetto.

Da quando Sabar si occupa dei servizi per i comuni della bassa, almeno stando ai bilanci comunali, sono spariti i costi delle manutenzioni di: strade; illuminazione pubblica; manutenzione cimiteri; sgombro neve e molto altro ancora.

Ricordo a questa Amministrazione ed a buona parte dei Consiglieri della maggioranza, che furono proprio loro a volere fortemente queste forme associative.

Ricordo anche che hanno voluto prima la Niuco e successivamente Enia e che la stessa sembra abbia ricomprato le proprie azioni per sostenere il prezzo in borsa visto che ha perso il 35% cioè un terzo del proprio valore. D'altra parte non tutte le ciambelle riescono col buco.

Rispetto alle indicazioni suggerite dalla Provincia e che condivido appieno, non riesco a spiegarmi l'inversione di marcia messa in atto da parte di questa Amministrazione nei confronti di forme associative tra Comuni.

È evidente che il nostro comune non è in grado di far fronte ai problemi cronici della zona industriale, combattuta tra strade tortuose e dissestate, nate come strade di campagna ma oggi utilizzate come vie di comunicazione per mezzi pesanti anche se inadatte perché non in grado di sopportare tale carico e di conseguenza la banchina cede e con essa la strada. Solo nella settimana che ha preceduto questo Consiglio è stata riasfaltata una parte della via principale che collega il paese alla zona industriale e contemporaneamente è stato piantato il cartello che avvisa del controllo elettronico attivo in quel tratto, unica segnalazione che ha visto la luce prima di qualsiasi altra e chissa quando vedremo le strisce bianche. Non va nemmeno trascurato il fatto che le vie di accesso alla zona industriale, devono obbligatoriamente attraversare passaggi a livello, bisogna arrivare al confine con Suzzara o andare oltre Guastalla per poter  utilizzare un cavalcavia e ciò vale anche per i mezzi di soccorso che seppur in sirena sono costretti a spegnere i motori e perdere minuti preziosi in attesa dell’apertura delle sbarre.

È comunque innegabile che il tratto che congiunge il centro del paese alla variante, ha dovuto sopportare un traffico aumentato in forma esponenziale, ma ancora oggi è sprovvisto della benché minima illuminazione compresi gli incroci sullo svincolo stesso, fatta eccezione solo per alcune macchie di luce nelle vie interne della zona industriale alle quali provvedono direttamente le aziende con fari che illuminano i propri stabilimenti e tratti delle strade antistanti.

La stessa area, quando non allagata alle prime piogge, presenta un numero illimitato di grosse pozzanghere dovute alla criticità del sistema fognario che utilizza un semplice fosso come fogna a cielo aperto, anticamente nato al solo scopo di consentire l'irrigazione dei campi e di conseguenza non certo provvisto di scarico in nessun depuratore.

Un polo produttivo di richiamo sovracomunale è la soluzione più logica e razionale per risolvere molti problemi offrendo nel contempo costi contenuti.

Si pensi ad esempio alla possibilità di avere una mensa in loco, da anni promessa a Luzzara ma mai realizzata, ad un'area attrezzata per mezzi e conducenti, ad un unico depuratore ed alla maggiore facilità di controllare quanto e cosa scaricano le aziende, alla possibilità di avere anche per le stesse una sorta di raccolta differenziata mentre oggi nella zona industriale di Luzzara qualsiasi cosa finisce nello stesso bidone, vanificando gli sforzi dei comuni e di tanti cittadini.

Vie di comunicazione grandi e dritte, collegate con caselli autostradali e grandi scali ferroviari per consentire la tanto auspicata riduzione del trasporto su gomma. Da tempo si parla di autostrada che collega Reggiolo con Ferrara e vi sarebbe anche la possibilità di creare una linea ferroviaria dedicata all’alta velocità.

L'aspetto più positivo e che deve far maggiormente riflettere e convincere per una scelta di zona industriale centralizzata, è data dalla possibilità di avere all'interno o nelle immediate vicinanze, i presidi di soccorso sia sanitari da parte della Croce Rossa che tecnici da parte dei Vigili del Fuoco, nel pieno rispetto della Legge Regionale 26 del 2003 in materia di rischio rilevato.

In un momento particolarmente triste a causa dell’ intensità di incidenti sul lavoro, non possiamo solo parlare di prevenzione e di sicurezza sul lavoro, per poi chiudere gli occhi ed adottare soluzioni che vanno in senso contrario.

Solo alcuni anni fa, per un'ambulanza, era possibile soccorrere un paziente in pochi minuti, ora i tempi si sono parecchio allungati a causa non solo del traffico ma, soprattutto, di rotonde e dossi che nascono come funghi e che costituiscono un pericolo ancora maggiore che non lo stesso incidente se superati con una velocità superiore a quella del passo d'uomo.

Lasciamo libertà ai sindaci di usare il compasso ma non precludiamoci la via del soccorso.

Le motivazioni portate dal documento in allegato non hanno sufficiente spessore per motivare un rifiuto ai consigli indicati dalla Provincia. Pur contenendo valori statistici molto generici ad esempio mancano dati certi sulla percentuale di pendolari che quotidianamente vengono a lavorare a Luzzara e che non sono certamente pochi.

Piuttosto, se volessimo, dovremmo parlare di quello che sarebbe l'unico e vero problema cioè i mancati introiti per le casse comunali e per quegli ingranaggi che sono la naturale sussistenza dell'economia di un territorio come: affitti e compravendita di case più alti a causa della maggiore domanda, maggiori affari per i negozianti, maggiori servizi a pagamento da poter sfruttare, mercato più grande per gli artigiani di servizio, maggiori utenze per banche ed assicurazioni, ecc.

Non nascondiamoci dietro motivazioni come quelle che il trasferimento in altra zona produttiva implicherebbe maggiori costi sulle spalle dei lavoratori, maggior traffico e maggiore inquinamento. Suggerisco di valutare la possibilità di avere un trasporto pubblico più efficiente di quello attuale, di incentivare l'utilizzo di una stessa vettura da parte di più persone come avviene sempre più spesso in altre parti d'Europa. Sarebbe  inevitabile il risparmio per i lavoratori e i notevoli i vantaggi per l'ambiente con conseguente riduzione dell'inquinamento ma anche del consumo di combustibili, senza poi dimenticare il consistente risparmio nelle manutenzioni delle strade.

Oggi che i costi energetici sono tanto alti, la concentrazione delle industrie e la conseguente concentrazione nell'assorbimento energetico, porterebbero ad una diminuzione nei costi della distribuzione e risponderebbero pienamente alla Legge Regionale 30 del 2000 in materia di tutela della salute dalle fonti di inquinamento elettromagnetico poiché toglierebbero i cavi che alimentano le aziende che ancora sono all'interno dei centri abitati.

Certo comunque che una conseguenza diretta nell'adottare tali sistemi si tradurrebbe i minori introiti nelle casse comunali a causa dei minori verbali notificati dalla Polizia Municipale. Abbiamo però pur sempre un museo Naive ed un porto turistico appositamente costruito ed ancora non sfruttato e da ammortizzare.

 

 

 

                                                                                                          Roberto Nosari