Tanto fumo e c’è anche l’arrosto! I conti non tornano.

 

Un articolo apparso sulla Gazzetta di Reggio  il 10 Febbraio, titolava “Bufera sulla Fondazione, assessore licenziato” e come sottotitolo si leggeva “Per l‘ente culturale gestito da Luca Bosi un buco di 150 mila euro e tante polemiche”. Sembrava che una voragine si fosse aperta  sotto la  fondazione “Un Paese”  e che avesse inghiottito anche il dott. Luca Bosi.

Una notizia del genere ha sorpreso anche me che da sempre accuso la fondazione di sprechi ed attività poco chiare. Era strano quel messaggio forte, comparso proprio su di un giornale che non ha mai scritto nulla ad esempio degli articoli dell’opposizione, che non era supportato da iniziative della Magistratura, era insomma un petardo lanciato nel silenzio della proiezione di un film. Nulla di grave, son ragaaaaazziiiii!

Il giorno seguente la ovvia smentita e conseguente ridimensionamento della notizia. Nessuna denuncia per diffamazione od altro, nessuna presa di posizione dai partiti della maggioranza, nessuna querela al giornalista, significa che era tutelato e che sapeva quello che scriveva. Una frettolosa archiviazione che contiene la conferma di “messaggio ricevuto”. Insomma un piccolo scherzo in vista del carnevale vicino ma non una voragine sotto la fondazione o l’esplosione all’interno dell’Amministrazione locale.

A Luzzara, sono sempre stati numerosi gli inghiottitoi di natura carsica simili alle foibe.

Tempo fa, all’epoca dell’allora venerato ex direttore Vanni Marchetti si parlò di ammanchi al bilancio della fondazione ma con molto meno clamore, quello che venne immediatamente trasformato in un perfetto sconosciuto, sparì in una altra voragine e di lui non si seppe mai più nulla.

Successivamente in una di esse ci sparì da un giorno all’altro anche un il tecnico comunale Marmiroli che molte polemiche suscitò allora a causa del suo “corposo” compenso. Purtroppo per lui non seguì le indicazioni che gli furono suggerite e vi finì dentro in pieno scomparendo per sempre. Venne però silenziosamente e puntualmente sostituito.

Quello che oggi è l’Assessore alla cultura, alla immigrazione, alla sicurezza ed alle attività produttive, nonché esponente di rilievo del Partito Democratico non solo reggiano ma anche nazionale, non può subire infamanti accuse e linciaggi mediatici o finire semplicemente in una voragine della fondazione, anche perché fino a ieri il presidente della stessa era Mimmo Spadoni assessore al comune di Reggio e che sono certo, non avrebbe mai permesso irregolarità gestionali. Figure di questo rilievo hanno più di una cintura di sicurezza e nessuno si sognerebbe mai di scalfire la loro immagine.

A mio avviso la cosa è stata troppo rumorosa, troppo esagerata per i tradizionali silenzi della politica. Sembra manipolata apposta. Da forze della coalizione strette da un legame che ormai non sopportano più?. Chi sarebbe mai quel pazzo che in vista delle prossime elezioni si suiciderebbe politicamente denunciando irregolarità al proprio interno? Nessuno l’ha mai fatto prima!

Sembra più un messaggio rivolto da addetti ai lavori ad altri addetti ai lavori, da chi sa e dispone di “banane” ma non teme ritorsioni o ricatti politici, sembra più una intrusione del potere economico su quello politico insomma. Indubbiamente ciò conferma quell’ormai conosciuto mal di pancia all’interno della maggioranza, ma che comunque non può sovvertire le regole del gioco per le quali la Giunta ed i Consiglieri di maggioranza hanno sempre votato a favore di tutto ciò che veniva loro sottoposto, senza se e senza ma, senza mai un solo astenuto ma, semmai, catturando a volte anche il consenso di alcuni consiglieri di opposizione.

Ormai ho imparato che la vera politica, quella spicciola, è fatta di silenzi, di cose taciute, di piccoli passi, di piccole distrazioni che se prese singolarmente non sono condannabili ma che assumono corpo e significato se viste in un contesto più vasto. La giusta rappresentazione potrebbe essere l’estrema lentezza e pazienza con le quali un pitone riesce ad ingoiare prede anche molto più grandi lui. Le azioni della politica a cui siamo abituati passano per tempi lunghi, affinazione di idee che nascono lontane nel tempo e che solo se viste in un contesto ampio si riesce a comprenderne il vero significato.

La ristrutturazione della casa cantoniera, affidata alla fondazione “Un Paese” e  per la quale i cittadini pagano 375.000 Euro (più interessi) per trasformarla in un ristorante gestito da amici, ad esempio, non è solo una notizia ma dovrà essere vista nel suo contesto più ampio e che vi farò conoscere il giorno dopo l’inaugurazione.

                                                                                                                                    Roberto Nosari