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In
seguito a questo articolo ed in
occasione di una successiva serie di
articoli sul porto delle “Garzaie”
a Luzzara, sono intervenuto in
risposta a Simona Berni.
Allego
di seguito la lettera integrale
inviata ai giornali e pubblicata (solo
in parte) dal Resto del Carlino e da
l'informazione.
La consigliera Berni Simona difende l'Amministrazione nella
polemica sulla casa cantoniera.
Pettegolezzo
e insinuazione del sospetto della
malafede sono le accuse che mi rivolge
Simona Berni (Consigliere di
maggioranza) quando difende
l’Amministrazione nella polemica
sulla casa cantoniera, ma senza nulla
insinuare non posso non collegare il
suo intervento col fatto che proprio
suo fratello Nicola ha denunciato
alcuni giorni fa il tentativo di furto
nella propria baracca al porto delle
Garzaie. E’ in seguito a tale atto,
definito sconcertante dall'Assessore
alla sicurezza dottor Luca Bosi, che
lo stesso ha promesso un impianto di
video sorveglianza oltre all'impegno
di 120.000 € per il rifacimento
dell'illuminazione in aggiunta ai tre
lampioni fotovoltaici attualmente
installati.
Dopo
che sono stati spesi in cinque anni
oltre 2 milioni di Euro per la
sistemazione della cava “Luccio” e
per un porto che di fatto è un
ormeggio per una decina di piccole
barche, trovo io sconcertante che si
spendano ancora soldi pubblici per
dare “maggiore sicurezza” ad un
porto del quale dovrebbe rispondere la
società che lo ha preso in gestione,
in fondo i rischi sono gli stessi che
corriamo con le nostre abitazioni o le
nostre macchine in parcheggio o
sottocasa.
Sconcertante
è che via Rottazzo, via Bosa, via
Maso, le uniche vie del paese che
hanno accesso alla zona industriale ed
i rispettivi residenti, non abbiano
mai visto un solo lampione.
Sconcertante è che gli svincoli della
variante non abbiano nemmeno un
lampione fotovoltaico e che la stessa
zona industriale sia illuminata a
macchia di leopardo solo grazie alle
aziende che provvedono con propri fari
ad illuminare le strade e gli
stabilimenti. Per restare sempre in
tema di sicurezza, sconcertante è
anche che nonostante gli impegni presi
nel programma elettorale e gli accordi
per la realizzazione del cavalcavia a
Codisotto nei quali l’Ente gestore
della ferrovia aveva posto come
condizione la chiusura di tutti
passaggi a livello ad esclusione di
quello della stazione, ancora oggi
nulla sia cambiato e da allora vi
siano stati diversi incidenti e
purtroppo anche il morto.
Anche
oggi alcuni giornali danno il massimo
risalto all’ennesimo furto ai danni
di alcune baracche di Po, tra le quali
anche quella di Alberto Girardi anche
lui Consigliere di maggioranza. E’
una iniziativa per sensibilizzare
sulla sicurezza di alcuni cittadini?
Mai prima d’ora si era attivato un
simile movimento di opinionisti.
Invito ad una maggiore ponderazione
dei fatti soprattutto gli
Amministratori, che hanno recentemente
attivato una lodevole iniziativa come
Uguali/Diversi spendendo 240.000 €,
credo che non debbano lasciarsi
coinvolgere nelle insinuazioni che gli
autori dei furti siano rumeni o
ungheresi. Questo sarebbe solo fare
del terrorismo che non servirebbe a
nessuno e vanificherebbe i precedenti
sforzi nella direzione di una maggiore
integrazione.
Quelli
che ho esposto forse saranno anche
pettegolezzi, che però invitano a
ridare valore alla parola sicurezza ma
anche un invito a prestare maggiore
attenzione alle priorità.
Il Consigliere Comunale
Roberto Nosari
Il
Resto del Carlino del 17 ottobre 2008
Lettera
originale inviata ai giornali.
In
merito al costo di 200.000 euro per il
“recupero” della casa cantoniera
che verrà ristrutturata e trasformata
in ristorante e che per il sindaco
Donelli alla fine sarà a costo zero
perché si ripagherà con gli affitti,
mi potrebbe suggerire come un canone
annuo di 15.000 Euro per 12 anni, cioè
180.000 euro in tutto, riesce a
bilanciare un costo di 175.000 Euro
per l’acquisto più 200.000 Euro per
la ristrutturazione senza considerare
gli interessi? Nell’intervista del
15 settembre 2008 sul Resto del
Carlino afferma che i soldi spostati
provvisoriamente dal capitolo di spesa
per il depuratore di Codisotto a
favore della ristrutturazione della
casa cantoniera in realtà non
avrebbero tolto nulla al bilancio e
all’impegno di spesa per la
frazione.
Perché
allora nella delibera di Giunta no
99 del 1 ottobre nel capitolo Ris.
5730/1 si legge che Lei ha emesso un
Boc (un prestito) per realizzare il
depuratore di Codisotto quando li
aveva già stanziati prima?
Visto
che ci siamo e che il consigliere
Franco Scardova, nella delibera no
37 del 16/07/2008 definisce
“obbligo morale” la spesa per la
conversione in ristorante della casa
cantoniera e che il consigliere Simona
Berni non capisce dove
l’Amministrazione difetti, credo
siano doverose alcuni precisazioni.
L’Amministrazione
difetta in correttezza nei confronti
dei cittadini, difetta in trasparenza
ed in serietà.
Quale
moralità c’è nel girare milioni di
euro alla Fondazione un
Paese e lasciare immutati i
problemi cronici del comune? Quale
moralità c’è nel buttare più di
due milioni di euro per un porto
turistico che ospita 8 barche e nello
sprecare 120.000 Euro per
sorvegliarle? Quale moralità c’è
nello spendere centinaia di migliaia
di Euro in dossi e assurde
rotonde nel solo centro del capoluogo
e nel contempo accendere dei mutui per
risolvere i problemi reali?
Sanno
forse questi consiglieri quante case
cantoniere il nostro comune potrebbe
acquistare in contanti in un anno, se
solo non dovesse sprecare risorse per
pagare interessi sulle frivolezze di
qualcuno?
Il consigliere Roberto Nosari
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