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Osservazioni
al PSC riferimento scheda urbanistica APC3(S1).
“Ampliamento
attività produttiva esistente (Tigieffe s.r.l.)”
Dalla
lettura della scheda sopra citata, si ha modo di cogliere
alcune inesattezze che vado ad evidenziare:
1)
Al punto 7 (Rifiuti), nella
descrizione della condizione esistente è specificato che la
“ raccolta differenziata condizione esistente è al 40%”.
Ricordo che in questa zona non esiste raccolta differenziata,
come non esiste nessuna isola ecologica e l'azienda
interessata, come la cittadinanza, dispone di un unico bidone
dell'immondizia nel quale confluiscono tutti i rifiuti che
vengono prodotti.
2)
Al punto 9 (mobilità), è scritto nella
descrizione della condizione esistente che “l'accessibilità
è data da ingresso esistente in condizione di sicurezza”.
Ciò più che una inesattezza, descrive l'esatto contrario
della realtà, come documentato dalle foto allegate e che vado
a commentare nel dettaglio:
·
L'accesso
sulla strada principale (ex SS62) avviene su una curva
segnalata come pericolosa poiché non consente una visibilità
entro i limiti di sicurezza.
·
L'intersezione
con la via principale avviene tramite strada in salita ed in
piena curva. Tali condizioni impongono ai grossi mezzi,
necessari per il trasporto del prodotto dall'azienda
(piattaforme aeree), di compiere manovre in assoluta lentezza
e con inevitabile invasione della corsia opposta a causa delle
dimensioni della strada stessa, creando in tal modo un
ostacolo improvviso per la normale circolazione degli altri
veicoli.
·
A
dimostrazione di quanto il tratto sia già pericoloso per sé
stesso, senza l'aggravio dell'accesso alla Tigieffe, si vedano
le foto della casa posta esattamente sulla curva e davanti
all'accesso della suddetta ditta. Nei particolari rilevabili
dalle foto è evidente come sia critico questo tratto,
soprattutto per i mezzi pesanti.
3)
Al punto 10 (rete fognaria), è scritto; a)
Allaccio reti esistenti; b) Attività esistente.
L'imprecisione
in questo caso ha origini lontane, a quando quest'azienda è
nata come bottega artigiana e la sua struttura era costituita
da una tettoia in lamiera. Solo dopo una serie di successivi
ampliamenti ha raggiunto le dimensioni attuali, circa 30 volte
maggiore di quella in origine. Nello stato attuale quindi
l'azienda presenta un sistema fognario alquanto critico ed
opsoleto, caratterizzato in parte dallo scarico delle acque
sia bianche che nere tramite dispersione diretta nel terreno,
non essendovi in questa zona e non essendo previsto in futuro
un sistema fognario degno di tale nome.
Unica possibilità sarebbe l'utilizzo di un fossato
adibito all'irrigazione dei campi. Ne consegue la totale
mancanza di qualsiasi forma di depurazione delle acque. Tutto
ciò in pieno contrasto con il punto 14 della stessa scheda (vulnerabilità
falda superficiale) che considera alta tale vulnerabilità
e prescrive di evitare dispersione delle acque reflue nel
sottosuolo ed allo stesso modo prescrive condotte fognarie a
tenuta stagna.
A
tali osservazioni vorrei aggiungere anche il fatto che è
previsto per tale azienda un ampliamento quasi triplo di
quello attuale e che di conseguenza si dovrà tener conto di
nuove problematiche quali; mancanza delle condutture fognarie
ed il potenziamento di quelle elettriche in pieno contrasto
con la Legge Regionale 30 del 2000, essendo l'azienda a
ridosso di abitazioni attualmente ancora in fase di
costruzione. Dobbiamo
anche considerare un aumento dei rifiuti e scarti di
lavorazione prodotti, senza il supporto di un adeguato sistema
di differenziazione.
A
ciò va aggiunto che è l'unico insediamento produttivo al di
fuori di qualsiasi area artigianale o industriale del nostro
comune che presenta criticità dal punto di vista della
viabilità non essendo servita da vie di comunicazione adatte
a mezzi pesanti. E’ d'obbligo richiamare il rispetto della
Legge Regionale 26 del 2003 in materia di rischio rilevato e
che pone ancor più in situazione critica tale azienda in caso
di emergenza da parte dei Vigili del Fuoco o di mezzi di
soccorso in genere, essendo l’unica via di accesso, stretta,
tortuosa e resa lenta anche dalle rotonde e dai dossi
artificiali che inevitabilmente è necessario superare per
accedervi.
Devo
inoltre ricordare il punto12 del programma elettorale del 2005,
redatto di questa stessa Amministrazione, in riferimento alla
nuova pianificazione urbanistica, si legge che: “viene
considerato come fondamentale il progetto di delocalizzazione
degli insediamenti produttivi
attualmente presenti vicino ai centri abitati, verso aree
produttive attrezzate”.
Mentre
i Consiglieri di minoranza non sapevano e quelli di
maggioranza potevano non conoscere
gli accordi tra Giunta e Airo, non può apparire solo disattenzione ed
ingenuità da parte dell’Amministrazione la votazione del
04/06/2007 della Delibera numero 27 di Consiglio che approva
“l’acquisizione gratuita” di un appezzamento di terreno
sito in Codisotto e donato da Franzoni e Canova che sono anche
casualmente i genitori di un socio della Airo.
E’
infatti nell’estate del 2007, solo pochi mesi dopo, che
l’Amministrazione luzzarese dimenticando gli impegni presi
in campagna elettorale, vede ampliare ancora l’Airo con il
completamento di un nuovo capannone. Chissà chi avrà
autorizzato tempo prima il nulla osta al progetto? Ora invece
si predispone addirittura una scheda del PSC solo per questa
azienda, riportando dati “inesatti”, beffandosi delle
direttive provinciali in materia di insediamenti produttivi (PTCP),
delle leggi Regionali in materia di sicurezza e delle promesse
fatte ai cittadini. Mentre altre aziende si sono viste negare
la possibilità di ampliamento motivandole con le
argomentazioni che vengono invece ignorate in questo specifico
caso. Queste “distrazioni” evidenziano come minimo incoerenza e
disonestà politica e potrebbero ingenerare il
pettegolezzo, come teme il Segretario del Pd luzzarese nonché
Consigliere di maggioranza Berni Simona nell’articolo del
Carlino il 18 Settembre 2008 e potrebbero infangare il buon
nome dell'ignaro, ne sono certo, consigliere di maggioranza S.
F. dipendente della suddetta ditta e del quale onestamente
nutro pieno rispetto seppur nella diversità degli
schieramenti di appartenenza. E’ su quanto da me
esposto che chiedo fin da ora al Consiglio Comunale di stralciare dal PSC la
scheda APC3(S1) che riguarda la Tigieffe e ricordo agli
stessi Consiglieri che sono legalmente responsabili del loro
voto.
Roberto Nosari
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