Riceviamo e pubblichiamo una mail di Luca Fragale (partecipante al concorso)
Dirmi amareggiato è fin troppo eufemistico.
Scardova fa continuamente riferimento alla prova svolta nella Sala Consiliare. Forse non è chiaro
che le irregolarità sembrano essere già precedenti. Immagino che i testimoni cui egli fa riferimento siano gli
stessi dodici impiegati di cui parla, e al limite anche i tre vincitori, che di certo – sempre in buona fede –
non terranno minimamente a rischiare di fare annullare il concorso. Dunque testimonianza contro
testimonianza.
Scardova parla del “fragile stato d’animo (del resto comprensivo) nel momento della prova” di qualche
candidato che pone “istanze di irregolarità in base ad un punteggio basso ottenuto”.
Egregio Scardova: lo stato d’animo potrebbe essere, al più, comprensibile e non comprensivo. O forse Lei
intende “comprensivo rispetto all’ambiguo andamento del concorso”, pardon, in questo caso ha ragione
Lei! Altrimenti mi spieghi in base a quali doti psicoanalitiche, anzi, teleanalitiche – siamo veramente curiosi –
avremmo dovuto avere uno stato d’animo fragile al momento della prova.
E quelli che hanno notato le stesse ambiguità ma non hanno voluto fare i propri nomi? Quelli non avevano
stato d’animo fragile? E gli altri?
E poi questa storia che i membri della Commissione sarebbero “feriti professionalmente e umanamente”
suona strana. Professionalmente perché?
Umanamente perché? Non è certo colpa dei candidati se il concorso ha avuto modalità ambigue. Ognuno
si ferisce da solo, con la propria coscienza. E quando dico che il concorso ha avuto modalità ambigue non
denuncio la certa sostituzione del compito ma la ipotizzo: di certo dico solo che il concorso ha avuto
svolgimento anomalo. Il resto lo sta dicendo Scardova, ma è un’excusatio non petita che non fa fare bella
figura al Comune, tanto per cambiare. In termini più comprensibili (e non comprensivi!) si rischia di mostrare
‘coda di paglia’. E non voglio parlare nemmeno di danno subìto (quello emergente, quello morale, quello
biologico, il lucro cessante, … che tanto il Comune, per quel che si sente dire in giro, è già mendicante,
e per risarcire anche solo me dovrebbe, come minimo, vendere tutti i suoi immobili!). Di sicuro a me spiace
aver perso tempo prezioso per partecipare al concorso. Anzi, non a un concorso, ma ad una commedia.
La cosa ha del tragicomico ma almeno abbiamo trovato qualcosa per utilizzare il vecchio teatro
comunale: la prossima volta i concorsi si potrebbero fare lì. Così tutti potremo dare la nostra più o meno
infallibile dimostrazione di talento artistico: qui ci sono degli attori di rara maestria. Sono dispiaciuto per la
realtà che ho conosciuto. Io non sono luzzarese: vengo da una Regione lontana, sovente vista con
pregiudizio da quando 150 anni fa ha cominciato a soffrire dell’indifferenza di uno Stato unitario borsaiolo
e irriconoscente. E più faccio esperienze del genere più difendo le ragioni della mia Terra d’origine. E Luzzara
sarebbe il paese dalle solide e gloriose radici contadine e partigiane? Non voglio dubitarne ma dico che allora
non è servito a niente. Assegnare con leggerezza posti di lavoro pubblici equivale al fallimento della
democrazia. E coloro i quali permettono queste cose avrebbero bisogno di un’altra guerra, mi spiace dirlo, e
di tornare alle zappe – che certamente hanno abbandonato con troppa baldanza – con cui tornare a
rovinarsi mani e schiena.
Dott. Luca Fragale
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