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Io non denuncio                                                               pub. 20/02/2019

Chissà perché il sindaco Costa continua a non stupirmi. Sulla Gazzetta di Reggio del 20 febbraio c'era un gran articolone in prima pagina e un'intera pagina all'interno, dedicata al nostro beneamato sindaco, dal titolo “il sindaco Costa minacciato di morte”.

Mi auguro non sia una manovra pubblicitaria in vista delle prossime elezioni in quanto significherebbe essere proprio arrivati alla frutta. Non penso possa essere nemmeno un atto di accusa nei confronti di ignoti, cattivi con lui e la sua famiglia. Non può essere per il semplice fatto che lui è quello del “volemose bene”, urlato al mondo intero tramite la sua ormai notissima ordinanza contro la cattiveria. Cosa sarà allora?

Non so ed onestamente è la stessa domanda che mi sono posto più volte quando anch'io in passato ho subito ripetutamente minacce, insulti e frasi diffamatorie. Questo da quando sono stato consigliere di opposizione e anche dopo, cioè da almeno 15 anni. Molti ancora oggi hanno atteggiamenti che definire ostili è un eufemismo.

Io che non sono certo noto per essere un buono come Costa, ma anzi credo che un pizzico di sana cattiveria sia necessaria per sopravvivere, me ne fotto e non cerco certo di redimere nessuno con articoli sui giornali o con inviti a leggere libri o vedere film che altri pretendono di impormi. Rivendico il diritto di leggere ciò che voglio, sia essa la “Gazzetta dello sport” o il periodico “le ore”, con tutto ciò che ci sta in mezzo.

A Costa, che è diventato buono con almeno 10 anni di ritardo, vorrei ricordare che nel periodo di transizione tra il suo regno è quello di Donelli, ma anche per qualche anno dopo, ho subito ripetuti danni alla macchina, come spazzolini rotti e gomme tagliate o altri casi di “vandalismo” presso la mia abitazione. Avrei potuto anch'io sfruttare l'occasione per andare in televisione o sui giornali e candidarmi contro di lui alle elezioni. Così non è stato ma, ripeto, io non sono mai stato un buono.

Non ho mai denunciato nessuno, nemmeno quando un noto informatico locale ha registrato sui server di “aruba” il sito Internet “lamosca.eu”. L'estensione eu garantiva il quasi totale anonimato, o così almeno pensava l’autore, mentre se fosse stata una estensione it avremmo saputo già da subito nome e cognome del mago dell'informatica.

Non ho certo portato in tribunale gli autori degli articoli pubblicati su tale sito nonostante le pesanti diffamazioni nei miei confronti. Ho solo approfondito, come era mio diritto, per conoscere gli autori ex anonimi. Tale sito è stato ormai cancellato ma le pagine di quel tempo sono state salvate e prima o poi vi lascierò consultare i profondi contenuti dei feroci sostenitori della amministrazione Donelli e dell'attuale con Costa sindaco.

Il 21 Agosto 2011 (più di un anno dopo l’insediamento di Costa), in tal sito è stato dato molto risalto all'articolo dichiarazioni ex amministratori, in seguito al quale Stefano Donelli, Sindaco; Terzi Mirco, assessore alla scuola; Bosi Luca, assessore all’immigrazione; Terzi Elisa, assessore al personale, mi querelano per diffamazione a seguito del mio articolo del 19 maggio 2011 pubblicato sul sito www.ilguano.it a titolo “sono solo voci”. Due anni dopo viene resa pubblica (Bologna 14 ottobre 2013) la sentenza della Corte dei Conti che condanna in primo grado Donelli e i suoi assessori, a risarcire il comune di Luzzara.

Passa qualche anno e ancora una volta, come è stato per altri prima e dopo di me, in tribunale la querela si ferma, nessuna condanna. Ma il 13 Ottobre 2016 arriva la notizia.

 

A dire il vero il conto sarebbe stato di euro 237.042,91 oltre a rivalutazione e interessi compensativi, ma nel frattempo è arrivata la prescrizione consentendo uno sconto di altri 100.000 euro.

Il 7 Settembre 2011 su “lamosca.eu” appare questa segnalazione a cura di un verginello di nome Giovanni che dice di aver sentito da un amico ……:

In quel periodo ero stato incaricato dal coordinamento provinciale di Reggio Emilia di organizzare un corso per la protezione civile delle associazioni della bassa reggiana. Sono andato quindi al Centro di Formazione Professionale di Guastalla per sentire se avessero potuto dare disponibilità all'uso di una loro aula per tenere tali corsi. Sfortunatamente non vi era nessuna figura di rilievo con la quale parlare e così esposi la cosa all'unico presente, cioè ad un laureato bidello che casualmente si chiamava anche lui Giovanni ed era di Luzzara. Gli chiesi se avesse potuto parlarne col preside che poi sarei passato il giorno dopo. Ovviamente vedendo l'articolo pubblicato la sera stessa mi sono guardato bene dal ritornare ed ho organizzato come coordinatore e docente, il corso che si è poi tenuto regolarmente, presso la sala civica di Guastalla, ma sponsorizzato direttamente dalla Provincia. Non ho mai sporto denuncia nemmeno nei confronti di quel poverino identificato solo dopo due anni da persone che ringrazio ancora e che sanno fare il proprio mestiere, per la lettera molto pesante che ricevetti via posta ordinaria. L'autore che ha avuto un periodo di massima gloria presso la nostra comunità e che qualcuno ricorderà di aver visto in varie occasioni con le scarpe di pelle bianche e nere e con atteggiamenti da Bosch (non è un errore ma voluto). Devo riconoscergli però la notevole capacità di vendere fumo che gli ha consentito di intascare gigantesche somme attraverso le sue amicizie e conoscenze politiche.

Credo che la lettera qui sopra, ovviamente recapitatami in forma anonima, sia la miglior sintesi tra tutte quelle che ho ricevuto. Non ho ricevuto solo lettere per posta ma anche biglietti infilati di notte nella cassetta postale e nei quali mi si augurava amorevolmente di morire, di avere incidenti o tumori vari, rivolti non solo me ma anche a chi mi sta intorno a cominciare dalla mamma (più vecchia) a quelli più giovani. Ovviamente non potevano mancare gli esperti informatici che mi inviavano affettuose mail nascondendosi dietro l'anonimato offerto da servizi Internet che ti spediscono una mail taroccata, dove il mittente è lo stesso del destinatario. Quando però il più affettuoso di questi geni dell'informatica si pisciava ancora addosso, io, tale materia la insegnavo a scuola e così sia lui che una manciata di altri suoi simili sono stati puntualmente identificati.

Quindi caro Costa, a suo tempo sono stato io il bersaglio di alcuni dem-enti locali. Erano imbecilli allora e probabilmente sono rimasti tali anche se oggi non votano più PD (visti i risultati), hanno cambiato bandiera ma restano comunque dem-enti dentro. Oggi il bersaglio sei diventato tu. Cosa vuoi farci, evidentemente è una condanna per chi fa politica.

 

                                                                                                                                   Roberto Nosari