Home         
 

 

Votare per costruire il mondo di domani                               pub. 20/05/2015

 

Sì ma a quello di oggi non ci pensa nessuno?

Hei, gente lo sapevate che tra dieci giorni andremo a votare? Strane queste elezioni, nessun manifesto appeso negli appositi spazi elettorali, nessun chilo di propaganda nella cassetta delle lettere, nessun comizio pubblicizzato con le trombe sulle auto come è stato per altre volte. Sembra che i partiti cerchino di rimanere nell’ombra, nell’assoluto silenzio. Che abbiano intuito che i cittadini ne hanno i coglioni strapieni delle loro promesse mai mantenute? Dei loro voltagabbana? Dei loro accordi segreti ai danni del popolo?

In una situazione politica più ampia oggi possiamo elencare:

 

Italicum e Costituzione fatta a pezzi

Qualcuno ricordi a Renzi che le leggi elettorali non le modificano i governi e le loro maggioranze (specie se inesistenti come la sua, che sta in piedi solo grazie al premio di maggioranza del Porcellum abrogato dalla Corte costituzionale), ma i Parlamenti, con maggioranze possibilmente più ampie. Il suo è il terzo governo illegittimo perché non eletto dai cittadini ma autonominato (Monti, Letta, Renzi).

L’art.67 della Costituzione: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Sostituire con 10 fedelissimi altrettanti deputati Pd in commissione Affari costituzionali perché non obbediscono ai suoi ordini e minacciano di votare secondo coscienza è un tradimento della Carta. Specie se il mandato che hanno ricevuto dagli elettori, il 25-26 febbraio 2013, non prevedeva alcuna riforma elettorale simile all’Italicum, ma al contrario il superamento del Parlamento dei nominati con un sistema che restituisse la parola ai cittadini.

Quando il governo Berlusconi impose a colpi di maggioranza (ma senza fiducia) la controriforma costituzionale “Devolution”e poi quella elettorale “Porcellum”, il deputato della Margherita Sergio Mattarella disse alla Camera il 20-10-2005: “Oggi voi del governo e della maggioranza vi state facendo la vostra Costituzione, avete escluso di discutere con l’opposizione, siete andati avanti solo per non far cadere il governo, ma le istituzioni sono di tutti, della maggioranza e dell’opposizione”.

Oggi, con le riforme, Renzi  consegna al capo del governo e del primo partito il controllo assoluto della gran parte dei parlamentari, non più scelti dai cittadini ma nominati con i trucchetti dei capilista bloccati (Camera) e dei consiglieri regionali e sindaci cooptati (Senato).

Strane le nostre leggi, al partito di maggioranza relativa, che potrebbe anche avere ottenuto il 20% ad esempio in caso di ballottaggio, viene garantito un premio di maggioranza come se avesse ottenuto la maggioranza assoluta ma, nello stesso tempo si contrappone una legge che dice che i referendum sono validi solo se raggiungono il 50% più 1 degli elettori.

Il report di Openpolis: dal 1996 a oggi nessuno aveva fatto ricorso così tante volte al voto di fiducia per "blindare" i provvedimenti. Renzi al 52,73%, e balza al 74,3% escludendo le ratifiche di trattati. Secondo Monti (45,13%).

 

Tante ciance  e pochi fatti

La sparizione delle province come tante altre parole al vento sono rimaste solo parole al vento, mancano i decreti attuativi e le province restano dove sono ma con la differenza che i costi sono aumentati.

 

Job-Act

Dopo la carneficina ai danni delle giovani generazioni causata dal Job-act il rapporto trimestrale su occupazione e situazione sociale pubblicato dall'esecutivo Ue evidenzia le criticità dell’Italia, fanno peggio solo la Croazia e la Grecia.

 

Renzi e l’amnesia sulla legge Fornero

Suona paradossale la critica in bocca di chi l’ha votata: noi facevamo altri mestieri, io tappavo le buche a Firenze. È il colmo che ora dicano che bisogna restituire tutto, è ridicolo. Noi siamo qui a correggere errori di altri”. Così il premier Renzi dopo l’ok in cdm al decreto legge sulle pensioni, per la bocciatura da parte della Consulta del blocco dell’indicizzazione voluta dall’ex ministro Elsa Fornero.

A proposito degli “errori” della legge Fornero sulle pensioni è bene ricordare quanto diceva lo stesso Renzi che, nel 2012 e 2013, oltre a “tappare le buche” da sindaco di Firenze (sognando la segreteria del Pd e Palazzo Chigi), tappava anche la bocca a chi criticava la riforma con queste parole: “La riforma Fornero è giusta, a parte gli esodati” (ansa 28 novembre 2012); “La riforma delle pensioni della Fornero è seria, quella del lavoro timida e inefficace. Bene sulle pensioni, maluccio sul lavoro” (ansa 29 novembre 2012); “La riforma Fornero andava bene, perderò qualche voto (primarie 2013, ndr) ma lo dico. La riforma non era sbagliata ma va trovata una soluzione per gli esodati” (ansa 29 ottobre 2013). Insomma: altro che errori,

Quanto agli “altri” che avrebbero sbagliato ad approvarla, stupisce che Renzi non ricordi che a votare la riforma Fornero fu, se non lui direttamente, visto che non era (e non è mai stato) in Parlamento, certamente il suo partito, il Pd, sostenitore convinto del governo Monti.

Cosa dire poi delle sue proposte di riforma della riforma? Un caos totale, ogni giorno una nuova sparata al vento per poi smentirla il giorno dopo

 

Riforma della scuola

I super presidi che vorrebbe Renzi saranno scelti con gli stessi criteri che hanno portato la magistratura a decapitare molti vertici delle partecipate, dell’EXPO o del MOSE? Il preside sceglierà i propri professori, come? In base alla lunghezza della minigonna o della disponibilità agli “extra” da parte delle professoresse? Quanti insegnanti calabresi, siciliani, pugliesi verranno scelti per insegnare in istituti di Bergamo o del Tirolo? Quanti insegnanti non allineati politicamente con il preside vedranno riconfermati i loro incarichi l’anno successivo?

 

Intanto ci si prepara alle elezioni

Così Forza Italia e Pd correranno insieme alle amministrative di Agrigento. Il nuovo sindaco, dunque, sarà il risultato di un accordo che stringeranno democratici e berlusconiani. 

Mentre alle Regionali in Campania, Caldoro fa man bassa di indagati. De Luca punta su De Mita (non è un nipote è proprio quello delle banche che fecero affari con il terremoto in Irpinia e noto politico).

Hanno infarcito le loro coalizioni di riciclati, voltagabbana, inquisiti, personaggi dai curriculum discussi e discutibili.

Alcune liste che sostengono De Luca (PD) hanno candidati che non voterei nemmeno costretto”, così il premier Matteo Renzi, parlando a RepubblicaTv, ha chiarito come la pensa sugli “impresentabili” schierati dal sindaco di Salerno, a sua volta condannato in primo grado per abuso d’ufficio. Sia Guerini che De Luca dicono, dopo giorni di cannoneggiamenti in cui si sono tenuti al coperto: “Va bene, non votateli”.

Ma l’elettore medio del Pd ambisce proprio a votare il candidato di Pompei accusato di esumare cadaveri per aggiudicarne i loculi, o quello che va a Predappio ad onorare il Duce, o anche quello con un passato di vicinanza all’arcinemico Nicola Cosentino, in carcere con accuse di camorra?

Il leader del Fronte Nazionale, il fascista Andriano Tilgher, parla della candidatura dei cosiddetti ‘impresentabili’ di estrema destra nelle liste di Vincenzo De Luca (Pd) in Campania e Renzi dice “è il vero leader di centrodestra”

 

Il nuovo partito di Fitto

Nascono i conservatori-riformisti di Fitto dopo lo strappo con Berlusconi. Le due cose sono però in antitesi o sono conservatori o sono riformisti, potrebbero però anche essere del PD, cioè ne dicono una e ne fanno un’altra.

 

Spese pazze in Emilia, chiesto il processo per 16 ex consiglieri Pd. C’è anche Richetti La Procura di Bologna ha inoltrato al Gip richieste di rinvio a giudizio per gli ex eletti in Regione del gruppo democratico, per i rimborsi tra giugno 2010 e dicembre 2011. Altri gruppi politici sono nelle stesse condizioni non solo in Emilia ma anche Lombardia e Piemonte.

 

Non vogliamo approfondire ulteriormente il lungo elenco di condannati, indagati, eccetera che i partiti mantengono al parlamento? Passiamo allora alle tante cose inspiegabili che succedono in Italia

L’Arpa Basilicata ha nominato Gaetano Santarsia come dirigente dell’ufficio Suolo e rifiuti della provinciale di Matera. E’ però indagato dalla Dda di Potenza per traffico e smaltimento illecito di rifiuti.

A casa nostra si scopre che  Iren (ex AGAC) è vincolata a una società in odore di 'ndrangheta. La multiutility detiene il 25% della Fata Morgana di Reggio Calabria, finita nel mirino dell'antimafia.

 

A Luzzara invece abbiamo avuto un sindaco uscente Costa che ha confermato due assessori di Donelli condannati in primo grado a risarcire il comune ma restati ai loro posti fino all’ultimo (Terzi) o (Bosi) divenuto poi presidente della Cooperativa Muratori Reggiolo poi Sicrea e quindi vicepresidente delle COOP.

L’anticorruzione ha poi avviato un’indagine sulle strane manovre che hanno portato alla realizzazione del Magazzino comunale la cui posa della prima pietra è avvenuta proprio la settimana prima delle elezioni di cinque anni fa. I risultati probabilmente non prima di un anno.

 

Con queste premesse perché i candidati dovrebbero esporsi? E’ meglio far finta di nulla e far passare come sempre tutto sotto silenzio, o no?

Intanto Costa si è limitato a far rattoppare l’asfalto mentre per cinque anni ha pagato la Global Service per la manutenzione che non ha mai svolto e ha fatto “allestire” la rotonda di Casoni e di Codisotto. I lavori dopo un anno di proclamazione sono partiti il sabato pomeriggio 9 Maggio. Non è penoso? Ma almeno una finta inaugurazione prima delle elezioni ce la vuole organizzare?