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Gli sconti perenni del Pd locale                                  pub. 02/07/2014

 

Caro Cesare mi stupisce il fatto che tu ti sorprenda ancora delle azioni intraprese dall'amministrazione luzzarese. L'epoca degli sconti è stata inaugurata molto tempo fa dall'ex sindaco Donelli e come vuole la tradizione portata avanti anche dal suo successore Costa.

Descrizione: C:\Documents and Settings\Amministratore\Desktop\Documenti aggiornati\PERSONAGGI LOCALI\Donelli\DSC00002.JPGIn occasione della rielezione di Donelli (2005) il Pd perse esattamente il 30% e fu l’unica volta che Donelli mantenne le promesse. Successivamente, dopo le lunghe vicissitudini della Casa Cantoniera trasformata in ristorante “di cui il nostro territorio aveva così tanto bisogno”, a detta di Donelli e riportato nei documenti, alla Delibera di Giunta numero 87 del 15/07/2009 venne allegato un contratto di locazione per 18.000 Euro annuali da pagarsi in due rate semestrali, che poi vennero scontati il 5 Agosto 2009 con la Delibera numero 89 di 1/3 e l’affitto divenne 12.000 euro all’anno.

Nel frattempo, il 23/04/2009, con Delibera di Giunta numero 46 l’Amministrazione approva l’esecuzione di un nuovo intervento di sistemazione dell’area esterna per ulteriori 35.197 € che portano così il costo del ristorante a 175.000 € per l’acquisto, 200.000 € per la ristrutturazione e 35.197 € per la sistemazione dell’area esterna. Il totale diventa quindi di 410.197 € (oltre al contributo di 85.000€ da parte della provincia). Molte le polemiche del momento e tutti a dire che era un investimento per il comune e che l’investimento si sarebbe pagato da solo. Facendo due calcoli però scopriamo che serviranno quasi 35 anni per pareggiare l’investimento e viene da chiedersi in quale stato e quanto bisognerà spendere per Descrizione: C:\Documents and Settings\Amministratore\Desktop\Documenti aggiornati\PERSONAGGI LOCALI\Berni Simona\scansione0023.jpgrecuperare nuovamente la ex Casa Cantoniera e in tutto questo cosa ci hanno guadagnato i cittadini. Appena pochi mesi prima del passaggio dall’era a. C. a quella d. C (avanti Costa e dopo Costa), tutti a motivare la scelta fatta: “la vicinanza al museo Naif; spazi adibiti a mostra; valore aggiunto al nostro paese; offerta culturale fusa con la tradizione culinaria; ecc”. In pratica una fonduta di colori ad olio insomma. Sappiamo tutti come è finita. Ritornando però a soli quattro mesi dopo, nel programma elettorale di Costa si legge (e qui si ripresentano “I fa e sdelfa” o inversioni di rotta che dir si voglia, di cui tu parlavi in riferimento al magazzino): “Museo dei Naif: essere ospiti paganti di uno stabile la cui gestione ora, grazie alla nascita dell’Asp, va condivisa con altri enti locali non è certamente un vantaggio. Il canone d’affitto non potrà di certo essere simbolico ma anzi, proprio perché lo stabile è in gestione ad un’azienda, dovrà corrispondere alle leggi del mercato. Allora, con i soldi di un affitto a perdere (così come sono tutte le locazioni), sarebbe davvero il caso di discutere di un eventuale trasloco del Museo.” In pratica Costa ammette la stessa inutilità della Casa Cantoniera che ha ammesso per il magazzino. Una differenza però per me ci sarebbe e cioè che nonostante i locali non siano di proprietà del comune ma che lo stesso sia in affitto, non mi stupirebbe una proposta di Costa per spendere qualche centinaia di migliaia di euro per “ristrutturare” gli stessi locali, magari utilizzando la stessa formula del “… a causa dei gravi danni subiti nel terremoto… bla… bla….. bla” e del resto la crisi ha messo in ginocchio molte aziende e questa formula potrebbe ridare una boccata di ossigeno alle stesse. Se ci stai, anzi, ti invito ad accettare una scommessa, scommettiamo che ti indovino chi vincerà gli appalti non per i lavori ma per prendersi i soldi? Tanto all’incirca chi stima i danni è nella stessa cerchia dei soliti noti che incassano gli appalti.

 

                                                                                                                      Roberto Nosari