Home         
 

 

Voto utile e desistenza                                                        pub. 25/01/13

 

Siamo tornati indietro di cinque anni, quando Veltroni (PD) credeva di vedere in bianco e nero e chiese agli elettori del centro sinistra di non “sprecare” il voto scegliendo una delle sfumature dell’arcobaleno.

«Oltre alla politica, c'è la matematica della legge elettorale. Chi non sostiene il Pd, in particolare al senato e in alcune regioni, fa un regalo a Berlusconi». E’ Bersani a parlare oggi “al popolo”.

"Bisogna fare molta attenzione all'idea angosciante che forze secessioniste e della destra populista e reazionaria mettano radici al nord e tentino di spaccare il Paese". Lo dice il leader di Sel Nichi Vendola.

Forse, nel 2008, l’appello fece breccia nel cuore degli italiani ma è anche per questo che oggi ci ritroviamo con il peggior Parlamento della nostra storia.

Visti i risultati ottenuti è meglio non ripetere l’errore, a differenza di allora dove i ladar era solo due, oggi il ventaglio è più ampio e questa non è più una partita a due (in bianco e nero). Era il 5 aprile 2008, Nichi Vendola, presidente della Puglia al primo mandato, chiese un voto per l'Arcobaleno, in contrapposizione agli appelli al «voto utile» di Walter Veltroni e compagni democratici. Andò come sappiamo e forse per questo il vendolo ha pensato bene di saltare il fosso e garantirsi un futuro politico all’ombra del PD senza rischiare di dover andare a lavorare.

Descrizione: http://www.ilmanifesto.it/typo3temp/pics/719a0ebcad.jpg«Dateci un voto meravigliosamente inutile, sono visceralmente stufo di vivere nella società dell'utilitarismo. E poi, a chi chiede un voto utile, risponderei: utile a chi? A cosa? …… Questo giochino un po' sporco del voto utile serve per parlare a un'Italia che si presume non sia in grado di capire». Era questo il pensiero del governatore della Puglia nel 2008 mentre oggi si appella ai «voti inutili» per battere Berlusconi indicando come tali quelli al Movimento 5 stelle ma soprattutto gli ex compagni della sinistra Arcobaleno, riuniti stavolta dalla parte opposta, sotto l'insegna arancione di Ingroia.

Fu poi di nuovo la campagna per il voto utile a impallinare definitivamente la sinistra alle europee del giugno 2009. Per spianarsi la strada qualche mese prima Walter Veltroni aveva votato con il Pdl berlusconiano l'innalzamento della soglia d'ingresso all'europarlamento al 4 per cento: «Almeno una cosa l'abbiamo fatta insieme», annunciò soddisfatto l'allora segretario Pd complimentandosi con Berlusconi. Fu il doppio suicidio che fece scomparire la sinistra.

Il «voto utile» allora fu un vero e proprio bluff perché il Pd di Veltroni sapeva di non poter vincere, ma voleva ridimensionare la sinistra per avere le mani libere per un successivo accordo con Berlusconi. Solo che Berlusconi, anche grazie alla scomparsa della sinistra, stravinse anche al Senato, e poté fare a meno del buon Veltroni lasciandolo a bocca asciutta. Complice forse anche l’alto astensionismo di chi pur di non votare con le mollette al naso consentì l’andazzo delle cose.

Il vero voto utile è il voto libero di chi vuole manifestare il proprio pensiero.

Però, mentre Bersani ci gira attorno dicendo che «senza fare polemiche» in Italia «non c'è nessun altro che può chiudere con questa destra a parte noi», viene proprio da Sel il più netto appello al voto utile.

Il leader di Sel Nichi Vendola apre a Monti. "Se fa autocritica e corregge alcune delle sue controriforme è un fatto positivo. Con Monti si può costruire un compromesso importante".

Sono in molti a chiedersi come faccia il Partito democratico a continuare a esistere, nonostante le contraddizioni interne, per non dire pensieri opposti, su praticamente tutti gli argomenti della politica. Una possibile spiegazione è che sia unicamente in funzione della salvaguardia del potere.

 

Descrizione: http://www.ciroandreapiccinini.com/wp-content/uploads/2011/09/giornale.jpgIl PD ha favorito il massacro delle pensioni, ha inventato il precariato dei giovani ed ha sponsorizzato una riforma del lavoro che ha prodotto i danni che tutti conosciamo, ha voluto i tagli indiscriminati alla spesa pubblica rifiutando politiche fiscali più eque, ha appoggiato il Fiscal Compact che appalta alla Banca centrale europea la sovranità democratica del popolo italiano, delegando a Monti qualsiasi scelta di politica economica. Ancora oggi difende scelte come i tagli alla sanità, alla scuola pubblica e si oppone alla patrimoniale difendendo l’IMU, il cui valore (4 miliardi di euro) è stato interamente utilizzato dallo Stato, con il consenso del PD, per risanare i debiti del Monte dei Paschi, dimenticando le tante promesse fatte ai terremotati emiliani che ancora oggi non hanno ancora ottenuto nessun contributo.

E’ un partito non solo inutile ma dannoso, perché assume posizioni opportunistiche, a seconda delle situazioni locali, infatti mentre finge di contrastare le politiche di privatizzazione dei servizi pubblici, in realtà invece le porta avanti in prima persona a Torino come altrove (vedi IREN-ENIA-IRIDE) ma come ben sappiamo anche molti altri servizi e così i cittadini si ritrovano a sanare i debiti prodotti dai manager amici del partito. Che sia un partito dannoso lo testimoniano le tante indagini su corruzioni ed altro che lo hanno coinvolto, su questioni strategiche come la guerra, mostra la sua anima guerrafondaia, tanto che l'Italia sta per spendere 15 miliardi di euro (circa 4 volte l’entrata IMU) per acquistare 50 esemplari di Caccia F35 che tra l’altro, si è scoperto in questi giorni, possono esplodere se colpiti da un fulmine.

  •  
l’accordo Italia-Usa per l’acquisto degli F-35 porta la firma di Lorenzo Forceri del Partito Democratico (sottosegretario alla Guerra nell’ultimo governo Prodi nel 2007);
  •  
l’anno scorso il Partito Democratico ha sostenuto e approvato una legge che assegna alle Forze Armate più di 230 miliardi per i prossimi 12 anni;
  •  
il 28 marzo 2012 il Partito Democratico si è rifiutato di approvare una mozione presentata dall’On. Savino Pezzotta che proponeva la cancellazione del programma F-35;
  •  
il 23 gennaio 2013 il Partito Democratico ha autorizzato con un semplice ordine del giorno l’ingresso dell’Italia nella guerra in Mali. Con un ordine del giorno ha stracciato l’articolo 11 della nostra Costituzione come fece a sua volta nel kosovo durante il governo D’Alema

     

Descrizione: C:\Documents and Settings\Amministratore\Desktop\da usare\stipendi\amato2.jpgE’ un partito inutile e dannoso perché ha votato per 43 volte la fiducia a Monti in un anno esatto (Berlusconi 52 in più di 3 anni), sostenendo la spending review che tagliava i posti letto negli ospedali mentre il 18 dicembre ha votato una nuova delibera (a Palazzo Madama) che ha l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il presidio di cardiologi e infermieri interni per un costo di 2 milioni di euro all’anno quando per ridurre il rischio infarti basterebbe scaricare le vecchie mummie. Mentre il Pd ha consentito i tagli incondizionati al servizio pubblico ha invece avallato il finanziamento alle strutture private (università, scuole, cliniche) ed ha per esempio appoggiato Monti nella spesa di 2,3 milioni di euro in consulenze. Alla faccia della spending review.

E’ un partito dannoso perché  si ostina nella difesa dei peggiori aspetti della legge porcata, dall’impossibilità di esprimere preferenze, al premio di maggioranza. Il famoso conflitto di interesse che fine ha fatto? Perché mentre il Pd governava non ha dato una risposta a questa domanda? Dannoso perché di democratico non ha proprio nulla, basti pensare che alla festa nazionale del PD a Reggio E. è stato impedito ai dipietristi e ai grillini di entrare, tanto che Arturo Parisi disse “Passare in 3 anni da Di Pietro unico alleato e Berlusconi nemico a Berlusconi alleato e Di Pietro unico nemico è decisamente troppo”

Come può un partito definirsi di sinistra e permettere il disastro sugli esodati e poi permettere a Giuliano Amato (consentitemi di definirlo amico del PD) di dire il 15 Novembre scorso «Ma cosa dovrebbe fare un parlamentare che a 40 anni, dopo due legislature, non può più candidarsi? L’esodato di Stato? Ci vorrebbe un’indennità di reinserimento, mentre cerca lavoro»

Nella legittima libertà di pensiero, dopo avere sostenuto insieme a Casini e Alfano il governo Monti e proponendo già da ora un patto con lui nel dopo elezioni, io mi chiedo perché i vertici del PD si appellino al voto utile e alla desistenza rivolgendosi a coloro che non hanno mai condiviso le loro scelte. A rigor di logica, a mio avviso, dovrebbe essere proprio il PD a rinunciare a presentarsi alle elezioni e appoggiare apertamente Monti come ha sempre fatto e come ha promesso di fare in futuro. E’ chiaro che se vince Berlusconi la colpa sarà solo del PD.

 

                                                                                                                                             Roberto Nosari