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Se ne fa un altro ….. ma se non muore?                        pub. 12/02/13

 

Papa Ratzinger ha scelto di abbandonare la poltrona più influente del mondo e sicuramente tra le più potenti. Si dimette per sopraggiunti limiti di età, perché è stanco e non ha più parole da spendere.

Descrizione: http://m2.paperblog.com/i/2/25344/invia-un-sms-di-solidarieta-al-papa-L-1.jpegComprensibile lo stupore di tutti in quanto abituati a “grandi manovratori” non più tanto giovani ma accanitamente incollati allo scranno. Siamo circondati da vecchi manager, politici, ecc. che hanno rubato, stuprato, malversato, corrotto; gente che è sotto processo per prostituzione minorile, falso in bilancio (depenalizzato), per concussione, riciclaggio e appropriazione indebita. Neppure Andreotti (94 anni) ha mollato le redini per raggiunti limiti di età, nessuno poi lascia per motivi di salute, soprattutto un Papa. Un  Papa non si dimette mai, ne sia esempio il predecessore di Ratzinger.

Chi viene eletto al Vaticano sa che su quella scomoda poltrona dovrà esalare l’ultimo respiro. A costo di sacrifici immani e di agonie mediatiche. È così che è sempre andata, è così che sempre andrà o comunque è così che ci hanno abituato a vederla.

E se il problema non fosse fisico ma morale? Benedetto XVI non avrebbe potuto abdicare perché si vergogna del contesto nel quale ha esercitato il suo immenso potere, fatto di scandali nella Chiesa, preti pedofili o che abbandonano gli abiti per una vita normale insieme ai figli avuti 20 anni prima o a causa dei forti poteri interni e intrighi che legano la fede alle banche e non solo?

Papa Benedetto XVI, riconosciuto come campione della Chiesa conservatrice, ha forse voluto in questo modo riconoscere il proprio fallimento per non essere riuscito in alcun modo a rimettere sui binari la più estesa (territorialmente) e forse anche più numerosa comunità monoteista della storia, il Cristianesimo, non me ne vogliano le altre maggiori fedi monoteiste  (Ebraismo, Islamismo e Comunismo).

Certo che se B. accusa spesso le Toghe di tempismo ad orologeria, qualche sospetto potrebbe venire anche su B. XVI che ha dimostrato di non essere da meno della magistratura. Quando mai si è sentito dire che uno si dimette spontaneamente se non con capi di imputazione che lo inchiodano alle proprie responsabilità o sotto la minaccia di essere sgozzato? Perché dimettersi gratis, senza chiedere nulla in cambio, quindici giorni prima delle elezioni?

Descrizione: http://wwwdonnemanagernapoli.files.wordpress.com/2013/02/silvio-papa.jpeg?w=229Anche se l’accostamento è forse azzardato, mi ricordo un episodio che fece storia. Furono le elezioni europee del 17 Giugno 1984, cosiddette del "sorpasso" dove il PCI, per la prima ed unica volta in un'elezione su base nazionale, si affermò come primo partito, conquistando più voti e seggi della Democrazia Cristiana, probabilmente sulla scia della recentissima morte di Enrico Berlinguer, segretario del PCI, avvenuta appunto l’11 giugno 1984.

Il 7 giugno 1984 mentre era ad un comizio a Padova, Enrico Berlinguer fu colpito da ictus. Ricordo ancora le sequenze di quella fatalità trasmesse ripetutamente dalle televisioni. Enrico Berlinguer si aggrappò al leggìo, si girò per avere un bicchiere d’acqua. Bevve ma fu colto da colpi di tosse e conati.

Venne portato in ospedale dove venne operato alla clinica neurologica di Padova ma Lunedì 11 giugno 1984 il suo cuore cessò di battere.  Mercoledì 13 giugno 1984 si svolsero i funerali.

Domenica 17 giugno si svolsero le elezioni dove il PCI ebbe 11.714.428 voto (33,33%), mentre la DC ebbe 11.583.767 voti (32,96%), il PSI 3.940.445 voti (9%). Nessuno in quella occasione parlò di voto utile, i “barbari” di allora esprimevano ancora le preferenze per eleggere i propri candidati, non vi erano ancora gli autovelox e si rischiava ancora qualche sorpasso in più.

 

 

                                                                                                                                                Roberto Nosari