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Posso essere utile?                                                                            Pub. 05/06/12

 

Dopo aver letto l'articolo apparso su il Resto del Carlino di domenica 3 Giugno nel quale il sindaco Costa dice che è necessario rivedere la cartina della sismicità del nostro territorio e che non si spiega come sia nata visto che secondo gli esperti Luzzara era l'unico comune sicuro della provincia di Reggio ma è stato uno dei comuni più colpiti dal sisma, mi sono sentito in dovere di dare il mio contributo e cercare di analizzare come siano andate veramente le cose. Anzitutto è necessario scavare nel passato, più precisamente nei documenti del passato che, nessuno mai si prende la briga di analizzare. Nel caso specifico è necessario una breve cronistoria per poter partire da punti fermi, precisi ed inconfutabili.

La classificazione sismica vigente, pubblicata con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 il 20 marzo 2003 (OPCM 3274/2003) e recepita, in prima applicazione, dalla Regione Emilia-Romagna con DGR n. 1677 del 24 ottobre 2005 (figura 9B.9), classifica tutti i comuni del territorio nazionale in 4 zone a pericolosità sismica decrescente, (prima di questa data la classificazione era diversa e Luzzara era considerata allo stesso livello degli altri comuni della bassa reggiana  n.d.r)

zona 1: elevata sismicità; zona 2: media sismicità; zona 3: bassa sismicità; zona 4: minima sismicità.


Giustamente il sindaco Costa si chiede come mai Luzzara sia stato considerato territorio a basso rischio sismico quando già nel terremoto del 15 Ottobre 1996 alle 9,55 del mattino e che colpì l'area compresa tra Bagnolo, Novellara e Correggio con un'intensità pari al 7° della scala Mercalli ed una magnitudine di 5,4 della scala Richter rese inagibile la metà del municipio. Il sisma durò circa un minuto con scosse di assestamento nei mesi successivi.

Lo stesso sindaco ricorda anche i danni subiti nel nostro territorio il 17 Luglio 2001 a seguito del terremoto che colpì l’Alto Adige (Merano e Punta Cervina (BZ)) con un magnitudo di 5.2 della scala Richter.

Ricordando che tra il 2000 e il 2010 il ruolo di sindaco nel nostro Comune fu ricoperto dalla stessa persona (Donelli, n.d.r.) e che si occupò direttamente della gestione dei danni prodotti dal terremoto, viene in effetti da chiedersi come mai nessuno abbia mai obiettato a questa nuova classificazione dei territori in cui abitiamo; non se ne accorse il sindaco Donelli e nemmeno nessuno della sua giunta, non se ne accorse nemmeno un consigliere comunale, non se ne accorse nessuno tecnico comunale o esperto esterno chiamato a produrre i documenti successivi al 2003, non si accorse nessuno delle due associazioni di Protezione Civile del territorio che in epoca Donelli ricevevano contributi per 10.000€ (ora con Costa 2.500€ a testa).

È d'obbligo a questo punto una ulteriore parentesi per ricordare le normative in vigore.

La classificazione nazionale esprime la sismicità di un’area sulla base dei terremoti avvenuti in epoca storica e della distanza dalle potenziali sorgenti sismogenetiche, senza considerare le caratteristiche locali del territorio che possono modificare il moto sismico atteso. Infatti, alcuni terreni e alcune forme del paesaggio, possono aumentare gli effetti dei terremoti amplificando il moto sismico o favorendo fenomeni di instabilità come ad esempio cedimenti o frane. Pensiamo solo ai fenomeni molto ben conosciuti ma altrettanto ignorati della subsidenza o della liquefazione dei suoli che sono tipici dei nostri terreni.

E’ per questo motivo che l’Eurocodice 8, la stessa OPCM 3274/2003 e le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14/9/2005) e l’ultima versione (D. M. 14 gennaio 2008) richiedono che per la valutazione dell’azione sismica siano adeguatamente considerate le condizioni geologiche e morfologiche attraverso dettagliati studi di microzonazione sismica.

Le normative precedenti (D. M. 1996) classificano, invece, il territorio nazionale sulla base dei terremoti avvenuti in epoca storica e della distanza dalle potenziali sorgenti sismogenetiche.

La microzonazione sismica è la suddivisione dettagliata del territorio in sottozone a diversa pericolosità sismica locale, tenendo conto sia della sismicità di base (distanza dalle sorgenti sismogenetiche, energia, frequenza e tipo dei terremoti attesi) che delle caratteristiche geologiche e morfologiche locali.

La microzonazione sismica, individuando le aree a diversa pericolosità sismica, permette di indirizzare le scelte di pianificazione verso gli ambiti a minore rischio sismico ed è particolarmente efficace se applicata fino dalle prime fasi della pianificazione (PTCP e PSC).

Per i motivi sopra esposti, ai sensi dell’art. 16 della LR 20/2000 (Emilia Romagna), sono stati elaborati indirizzi, elaborati da un gruppo di lavoro interdisciplinare appositamente istituito con determinazione 2750/2004 dal DG Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa.

Per tentare una possibile spiegazione delle conseguenze della classificazione del nostro comune come area praticamente assente da rischio sismico, è necessario analizzare ciò che è successo negli anni successivi come per esempio:

Delibera N.37 del 23/06/2005 Illustrazione  da parte del professionista incaricato Arch. Guido  Leoni  dello  stato d'avanzamento del P.S.C. (Piano Strutturale Comunale). Il Nuovo P.S.C., rispetto al vecchio P.R.G. (scaduto il 31.12.2002), definisce ambiti potenziali destinati all’urbanizzazione, seguirà poi l’accordo con la Provincia attraverso il quale deriverà  il Piano attuativo vero e proprio (P.O.C.) e queste aree si trasformeranno in aree edificabili.

Attraverso la lettura di una serie di cartografie, vengono illustrate, dall’Architetto, le peculiarità sociali, economiche, demografiche e produttive caratterizzanti il territorio a partire  dal secolo scorso. Non si parla però mai di rischio sismico, di liquefazione dei suoli o di altro, né in questa occasione né mai più in futuro. E’ molto strano che sia sfuggito il problema anche ad un professionista come Leoni e a tutti i suoi collaboratori. Da questo momento comunque l’area “lago” ha il benestare per essere realizzata e siccome non c’è nessun problema allora è stato possibile evitare molti di quei controlli che avrebbero invece influito sui costi di urbanizzazione come per esempio: carotaggi del terreno, rilevazione delle falde superficiali, compattazione meccanica per impedire il fenomeno della liquefazione, ecc. e che probabilmente avrebbero anche scoraggiato molti costruttori che si sarebbero visti ridotti i loro margini di guadagno e che probabilmente avrebbero messo in allarme molti compratori che sarebbero stati poco attirati dall’investimento in quell’area.

 

La liquefazione del suolo è il comportamento dei suoli che, a causa di un aumento della pressione interstiziale dovuta ad esempio ad un terremoto, passano improvvisamente da uno stato solido a uno fluido. La liquefazione avviene più frequentemente in depositi sabbiosi e/o sabbioso limosi sciolti, a granulometria uniforme, normalmente consolidati e saturi, specie in terreni con falda non oltre i 15 metri di profondità. Viene così annullata la resistenza al taglio del terreno secondo il principio delle pressioni efficaci di Terzaghi (ingegnere civile austriaco, comunemente considerato il padre della geotecnica), e si assiste così a un fenomeno di fluidificazione del suolo.

In pratica, si può osservare che gli edifici costruiti al di sopra di un terreno soggetto a tale fenomeno subiscono affondamenti e ribaltamenti, in quanto il terreno non è più in grado di opporre resistenza alla spinta proveniente dall'alto. La zona "lago" ad esempio possiede tutte le caratteristiche tipiche del fenomeno della liquefazione del terreno a causa di un terremoto di magnitudo intorno ai 5 gradi  della scala Richter. In un prossimo articolo mi ripropongo di dettagliare meglio il fenomeno e magari di produrre anche i filmati che utilizzo per tenere i corsi di Protezione Civile.

 

Descrizione: http://www.strutturista.com/wp-content/uploads/2010/07/liquefaction.jpgComunque, sicuramente è stato molto meglio (almeno per alcuni) non accorgersi del grossolano errore al quale però ora Costa vuole porre rimedio. Onestamente apprezzo l’iniziativa dell’attuale sindaco e credo nella sua buona fede ma penso anche che possa scatenare a sua volta un nuovo terremoto, questa volta politico, basato su carte ed omissioni o di cittadini piuttosto preoccupati di perdere la propria casa ma costretti a  continuare a pagarne il mutuo. Forse è stato troppo precipitoso nell’esporre il suo pensiero, come lo fu a suo tempo quando volle salire sulla bicicletta che fu di Donelli ma, non si accorse che quest’ultimo gliela consegnò senza la sella.

 

Allo stesso modo i luzzaresi potrebbero anche preoccuparsi per il loro futuro e del pericolo che potrebbero correre a causa della possibile incompleta stima del rischio rappresentato dagli scavi di sabbia alla base dell’argine maestro. Senza tanto disturbare la filosofia, la logica ci impone di chiederci perché subito dopo la piena che ci ha terrorizzati nel 2.000 è stato realizzato “un muro” di Bentonite profondo tra i 4 e 5 metri alla base dell’argine (lato interno alla golena) per evitare il fenomeno dei fontanazzi e poi si autorizzò lo scavo di un lago grande quanto tutta Luzzara con una profondità di 12 metri che rende del tutto inutile il diaframma di Bentonite e che potrebbe trovare in profondità “canali” che potrebbero far saltare l’argine? A chi scava è richiesto solo di produrre una autocertificazione nella quale dichiarano di essere bravi e onesti, non lo metto in dubbio ma forse anche un controllo dopo anni e anni sarebbe utile. Credo di non dire nulla di nuovo se ricordo che anche le certificazioni degli esperti di varie università (molto distanti però dal sito), rassicuravano sulla sicurezza della diga del Vajont (vi furono 1917 vittime). Credo che provocherei vomito se continuassi col ricordare le tangenti emerse dopo il terremoto in Abruzzo e l’indifferenza alla sicurezza dei cittadini. Rimaniamo allora nel nostro piccolo e continuiamo ad analizzare ciò che ci riguarda direttamente come territorio e la sicurezza costituita dai nostri argini.

Luzzara si è dotata di P.A.E.(Piano Attività Estrattive), adottato con delibera del Consiglio Comunale  n°20 del 29.04.97 ed approvato con delibera del C.C. n°47 del 02.08.97 e successivamente modificato con variante approvata con delibera di C.C. n°47 del 28.09.1999.

Fa seguito una seconda variante con delibera di Consiglio Comunale  N.15 del16.02.2005 approvata negli ultimi giorni del mandato di Donelli (ultimo consiglio, perché tutta questa fretta?).

Intervennero l’Arch. Marco Denti, Arch. Isabella Caiti dello Studio Binini e i Consulenti D.ssa Forest. Paola Romoli e Geologo Roberto Farioli, illustrarono, per quanto di competenza, l’analisi fatta e il progetto in approvazione, dal punto di vista morfologico, geologico e di ripristino ambientale, che si avrà al termine del periodo concesso di escavazione.

In questa serata si parlò unicamente del recupero della cava e di dare una valenza di parco urbano, in quanto è una zona adiacente all’abitato, completo di parcheggi per una migliore fruizione pubblica, anche da parte di persone disabili. Venne precisato che i costi di sistemazione dell’area sarebbero stati a completo onere della società autorizzata ad effettuare gli scavi.

Nel documento si legge: “Si prende atto che:” la Variante Generale al P.I.A.E. conferma, nell’ambito del territorio del Comune di Luzzara, il “Polo estrattivo n. 15 Belgrado - Fogarino”, del quale prevede un ampliamento in termini di estensione planimetrica ed una riduzione della quota di fondo scavo”. (Successivamente però si scoprì che oltre ad allargarsi, invece di 6 metri di profondità gli scavi hanno raggiunto 12 metri sotto il livello dell’argine, n.d.r.), ancora una volta potremmo trovarci di fronte ad una mancata autorizzazione da parte del Consiglio Comunale, alla manipolazione successiva di documenti e ad una falsa dichiarazione su di un documento ufficiale che avrebbe consentito la speculazione di qualcuno, in questo caso la CCPL, a scapito della sicurezza del territorio. Molti dubbi poi nascono dal fatto che la stessa CCPL (operante nel campo dell’edilizia), dopo le elezioni del 2010, aveva probabilmente la necessità di assumere un laureato in filosofia che fosse anche ex sindaco e così ha assunto Donelli, mentre ha licenziato altro personale. La cosa è a dir poco immorale.

Tornando però alla delibera del 2005, il Consigliere Bovi chiese se fossero stati valutati i piccoli cedimenti che vi sono stati sull’argine maestro, con micro avvallamenti e se fosse stata valutata la pericolosità di questa situazione. Gli rispose il Dott. Roberto Farioli Geologo, dicendo che sono fenomeni di cui non si conosce la natura; c’è chi pensa siano causati dagli animali, chi parla di una sorta di scioglimento del “materiale” quasi analogo a quanto avviene nelle colline moreniche. Tuttavia non ci sono sicuramente allarmi per la sicurezza e per la tenuta degli argini golenali. Un geologo che non conosce la liquefazione dei suoli? Allora possiamo veramente sentirci al sicuro! Comunque si indicano tutti gli elaborati del caso senza però alcun riferimento a territori ritenuti a rischio sismico, (Ricordo che Luzzara non la è mai stata, almeno in epoca Donelli, n.d.r.)

Senza falsa modestia, mi permetto di comunicare a chiunque stia leggendo queste righe che la Provincia di Reggio Emilia sta ultimando i corsi per i volontari della protezione civile, nella bassa i corsi si sono tenuti presso la sala civica di Guastalla e guarda caso due settimane prima del terremoto del 20 maggio parlavamo appunto argini, di terremoti e di liquefazione dei suoli, inutile dire che l'interesse da parte dei partecipanti è stato alto, come documentato anche nei giornali locali vi hanno partecipato tutte le associazioni di protezione civile della bassa meno ovviamente quelle di Luzzara che, a differenza degli altri comuni non ha una sola associazione ma addirittura due. Al sindaco Costa che per legge è la massima figura di protezione civile sul proprio territorio, vorrei chiedere se si considera tra i “nasciuti imparati” dei volontari locali o se intende approfondire le tematiche della sicurezza del nostro territorio.

Ricordo anche al lettore due vecchi articoli già pubblicati su questo sito e che sollevano molti dubbi sulla regolarità di alcune iniziative promosse dalla amministrazione comunale:

Piano estrattivo (cave di sabbia), ma è proprio tutto regolare? pub. 21/10/09

Come è finita sul piano estrattivo?  Integrazione all'articolo sul piano estrattivo   pub. 22/10/09

 

Dovete sapere che in data 15/10/2008, con Delibera di giunta numero 102, l’Amministrazione Comunale approvò la “convenzione con la ditta CCPL Inerti S.P.A. per anticipo quota parte proventi attività estrattive”, per un importo presumibile pari a € 692.570,59 dal primo gennaio del 2008 (siamo a metà ottobre 2008).

In pratica la CCPL anticipa 350.000 € sugli scavi di sabbia, senza interessi o clausola alcuna, del resto la CCPL è anche tra gli sponsor della Fondazione un Paese ed evidentemente è molto sensibile alle esigenze territoriali.

Arriviamo alla Deliberazione di Consiglio Comunale numero 43 del 30/09/2009 (altri 15 giorni e sarebbe passato un anno), nella quale i Consiglieri imparano che in data 15 ottobre 2008, con nota prot. 11139, CCPL Inerti S.p.a., Ditta esercente l’attività estrattiva nel Polo di PAE del Comune di Luzzara, segnala all’Amministrazione Comunale il verificarsi di problematiche emerse solo successivamente all’approvazione della variante generale al P.A.E. e riguardanti una riduzione dei quantitativi di sabbia estraibile rispetto a quello pianificato nella Sottozona A e B e la necessità di nuovi spazi di servizio.

TRADOTTO:

La CCPL, ha protocollato il 15 Ottobre 2008, ovviamente al mattino visto che era Giovedì e gli uffici erano chiusi il pomeriggio, un documento nel quale lamentano la scarsa quantità di sabbia scavata. La Giunta Comunale che forse non era stata messa a conoscenza della cosa né quel giorno né mai successivamente, nemmeno dalla CCPL stessa, alle ore 17.00 (come rilevabile dalla Delibera 102), si fa anticipare i soldi e Delibara che nel caso la CCPL non riesca a scavare il quantitativo di sabbia programmato, il Comune “si impegna, rimossa ogni eccezione futura, a restituire alla medesima la differenza tra quanto versato e i corrispondenti proventi lordi dell’escavazione fino a quel momento effettuata”.

Coincidenza incredibile!

Passa un anno senza che nessuno sappia nulla e nel 2009, al Consiglio Comunale, viene “proposto” di ampliare l’area degli scavi per consentire alla CCPL di raggiungere la quantità programmata di sabbia da estrarre. Durante questo anno però la CCPL continua a scavare, quanto? Chi può dirlo? Il comune?

La cosa che più stona è data dal fatto che  la Delibera del 2009 (ultime tre righe) viene votata come atto immediatamente esecutivo ai sensi dell'art. 134, comma 4 del D.Lgs. n° 267/2000, stante l'urgenza di provvedere. Urgenza?? Dopo un anno? Quando si è atteso ben 5 mesi (Determina 41 del 4 Febbraio del 2009) per affidare l’incarico professionale a Binini (ricordate il Binini della delibera di 4 anni prima?) per un importo di € 24.455,52 e che lo stesso viene liquidato parzialmente con Determina 233 del 23 Luglio 2009, tre mesi prima della Delibera di Consiglio? Urgenza? Ma in caso di urgenza reale la CCPL avrebbe smesso di estrarre sabbia e si sarebbe dovuto informare prima il Consiglio Comunale, non fargli semplicemente ratificare una decisione presa un anno prima.

Ancora, perché non è stato rispettato il punto che sanciva l’impegno da parte dell’Amministrazione di restituire i soldi in caso di mancato raggiungimento della quantità di sabbia invece che ampliare la zona degli scavi???

Perché il Sindaco  dice che l’anticipazione delle somme da parte di CCPL di cui alla deliberazione della Giunta comunale n.102/2008 sopra richiamata era finalizzata alla realizzazione di un’opera pubblica e non certo per sanare il bilancio corrente dell’anno 2008 quando invece nella Delibera di Giunta del 2008 afferma:

·         che codesta Amministrazione comunale ha la necessità di accertare dette somme a valere sul Bilancio di previsione del corrente esercizio finanziario, al fine di poter dare puntuale e rapida attuazione agli interventi di spesa a valenza ambientale ivi previsti;

·         che codesta Amministrazione comunale ha altresì la necessità di introitare entro il corrente esercizio finanziario parte di dette somme, al fine di perseguire il rispetto degli obiettivi stabiliti in materia di Patto di stabilità per l’anno 2008 dalla L. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007), come modificata ed integrata dalla L. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008);

 

In conclusione, rivolgo un appello a tutti coloro che hanno letto questo testo, non tenete assolutamente in considerazione quanto da me espresso in quanto è risaputo che scrivo solo falsità atte unicamente a denigrare gli amministratori. Sapete come si dice, fatti, nomi e personaggi sono puramente casuali, continuate tranquillamente a credere in coloro che vi hanno sempre dato fiducia e tranquillizzatevi perché tanto noi non siamo in zona sismica, qui tutti sono onesti e lavorano bene e le vostre paure dovute alle vibrazioni sono solo una reazione muscolare (inconscia) di trasporto per i vostri fans che avete eletto.

 

                                                                                                                                              Roberto Nosari