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Perché si vince senza se e senza ma….                                                         pub. 25/05/12

 

Siamo tutti a conoscenza delle vicende politiche nazionali e quindi non mi voglio dilungare oltre, il mio intento è però quello di attirare l’attenzione sulla politica locale, quella che subiamo tutti i giorni, più vicina di quella nazionale e che dovrebbe coinvolgerci e farci meditare  maggiormente. Possiamo partire dalla realtà del nostro piccolo comune, dalla frase tranquillizzante in bella vista sul manifesto impiccato alle vetrine del Pd locale, a fianco  dell’altrettanto “nobile” pensiero di un anonimo demente che si arrampicava sulla stessa vetrata insultando “il guano” perché, a suo dire, raccontava balle. Puoi rileggere l’articolo di risposta “invito a nozze” CLICCANDO QUI

Comunque, nel rispetto delle opinioni altrui e della buona politica locale, i fatti oggi dicono che Donelli e la sua giunta dovrebbero restituire 250.000 € alle casse del comune e che l’attuale sindaco Costa si ritrova con il vicesindaco e un assessore indagati per danno erariale. Sono in corso anche altri accertamenti da parte degli organi competenti e che potrebbero rivelare nuove sorprese. Non per essere inclemente ma ritengo doveroso ricordare che di sprechi ne abbiamo visti tanti: 500.000 € di debito per un magazzino che non servirà mai a nessuno e che forse non verrà mai nemmeno ultimato; 450.000 € utilizzati per realizzare un ristorante nella casa cantoniera e di cui, a dire di Donelli, “il nostro centro storico aveva tanto bisogno”, viene allora da chiedersi perché sia sempre deserto; milioni di euro per riasfaltare strade con una pavimentazione inadatta e che lascia solo buche e costi di manutenzione; il patrimonio delle Opere Pie (ormai dilapidato) ha lasciato spazio ad un debito ASP che persino gli amministratori si vergognano di dichiarare anche se però possiamo vantare un porto (costato 2 milioni di euro) con tanto di illuminazione e telecamere; un passaggio doveroso è sulla “Affondazione di un Paese” che ha portato tutta la cultura che possiamo notare ad ogni angolo di strada, in cambio di spese milionarie e di manifestazioni fallite come “uguali e diversi” e altro ancora.

Per non prestare ancora il fianco a chi da sempre non vede ciò che non vuole, direi di abbandonare Luzzara, una realtà che tutti conosciamo e che forse è anomala, andiamo allora a verificare “la buona politica” messa in atto da chi è appena al di fuori della nostra realtà locale.

Dario Franceschini alla Camera e Albertina Soliani al Senato. Entrambi del Pd sono i parlamentari emiliano-romagnoli più ricchi, stando alle dichiarazioni dei redditi 2011 visibili on line sul sito di Camera e Senato, ne mancano però molte perché non autorizzate. Tra quelle visibili: la portavoce di Romano Prodi, Sandra Zampa (Pd), con 114.619 euro. Eletto a Bologna, Marco Beltrandi (Pd), salito agli onori della cronaca per il voto contrario all’arresto di Nicola Cosentino: il suo reddito è di 126.294 euro.

A Reggio Emilia, tra i deputati, il democratico Pierluigi Castagnetti guida la classifica con 224.528 euro.

Non sono invece disponibili on line i redditi della senatrice Pd Leana Pignedoli e dell’onorevole Pd Maino Marchi che di pubblicare online la propria dichiarazione non ne vuol proprio sapere. «Ho già fornito le spiegazioni del caso e non ritengo di dover tornare sull’argomento».

A Parma guida la classifica la senatrice del Pd Albertina Soliani con un reddito di 287.290 euro,

A Piacenza, tra i ‘virtuosi’ spicca il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, che dichiara un reddito di 136.885 euro.

A Ferrara, il capogruppo dei deputati Pd Dario Franceschini dichiara 225.854 euro, mentre la senatrice democratica Maria Teresa Bertuzzi ha guadagnato 124.860 euro nel 2011. Non sono on line i redditi del deputato Pd Alessandro Bratti. L’unico deputato di Imola, nonché ex sindaco, Massimo Marchignoli del Pd non ha pubblicato la dichiarazione.

A Rimini tutto tace, non sono infatti disponibili i redditi dei deputati.

A Ravenna, infine, il deputato Pd Gabriele Albonetti ha dichiarato 179.133 euro nel 2011, mentre non è on line la dichiarazione del senatore democratico Vidmer Mercatali.

I redditi dei nostri politici non sono però sufficienti a garantire un adeguato tenore di vita e così ….. Chi non ricorda il recente scandalo dei rimborsi chilometrici per l’auto dei nostri consiglieri regionali?

Se l’Aci calcola per una millequattro una cifra che oscilla tra gli 0,41 e gli 0,58 euro al chilometro, la Regione Emilia-Romagna riconosce ai suoi consiglieri un generoso 0,80: quasi il doppio della cifra di mercato.

Morale, alla fine del mese se ne ricava uno stipendio.

Un tempo, non troppo lontano, nel nostro territorio vi era una azienda pubblica chiamata AGAC, un allacciamento all’acqua o al gas costava un decimo di quanto costa ora con IREN, l’acqua la pagavamo la metà e il servizio era rapido, non aveva scopo di lucro. Ora con IREN (prima ENIA poi IRIDE) siamo passati ad una azienda quotata in borsa e in balia dei capitali privati tanto che ha perso il 70% del suo valore iniziale che gli stessi cittadino avevano contribuito a creare; da pochi dirigenti che percepivano uno stipendio onesto se ne sono aggiunti di volta in volta fino ad avere tanti manager con stipendi scandalosi, il presidente (Roberto Bazzano, 499mila euro all’anno, l’amministratore delegato Roberto Garbati 477mila euro l’anno, il direttore generale Andrea Viero 442mila), questi top manager percepiscono tra le 4 e le 5 volte il reddito dichiarato da chi ha voluto IREN e loro a dirigerla, cioè i vertici del PD emiliano, Bersani per primo. Nel 2011 il consiglio di amministrazione di IREN ha incassato 2 milioni e 300mila euro. Numeri che fanno a pugni col bilancio della multiutility che gestisce energia elettrica, acqua, gas e rifiuti a Reggio Emilia e Parma, ma anche a Genova, Torino e Piacenza. Un colosso industriale e finanziario con un debito di 2 miliardi e 600 milioni di euro e dividendi che da un anno all’altro sono quasi scomparsi.  

E’ così che il presidente di IREN come tutti i sindaci (99% PD) che lo sostengono non possiedono nemmeno una azione di IREN e preferiscono far rischiare ai comuni cittadini mentre loro incassano gli utili.

Intanto IREN a Reggio Emilia dà in appalto la raccolta rifiuti a due ditte sotto inchiesta per mafia. Si chiamano Tradeco e Ramm, e sono le due aziende alle quali la multiutility ha affidato la gestione della raccolta differenziata in alcuni comuni della provincia di Reggio Emilia e i lavori della discarica di Poiatica, sempre nel reggiano.

Una è indagata dalla procura di Bari per presunti legami con la malavita organizzata. L’altra è finita più volte nel mirino della magistratura per le attività del suo amministratore, arrestato nel 2005 per traffico di rifiuti pericolosi e nel 2006 con le accuse di estorsione e truffa.

A Parma, sigilli al cantiere dell’inceneritore Iren Spa.  

Davanti ai fatti l’amministrazione comunale (travolta dallo scandalo tangenti) “ha accertato che la procedura risulta carente del permesso di costruire di cui Iren, in quanto soggetto privato, avrebbe dovuto munirsi prima dell’inizio dei lavori, come deliberato dalla Provincia di Parma, ente responsabile del procedimento”.

Inchiesta Unione Europea – Quella del blocco del cantiere per abuso edilizio è solo una nuova  tegola sulla costruzione di questo impianto che dovrebbe bruciare 130.000 tonnellate di rifiuti l’anno ed è contestatissimo in quanto in Emilia Romagna ne esistono già altri  otto. Frutto della scelta ecologista del PD emiliano?

Strenui difensori del contestato progetto di costruzione del nuovo inceneritore sono il centrosinistra che governa sia la Provincia con il presidente Bernazzoli (Pd), che la Regione Emilia Romagna governata da Errani.

Ricordiamo che l’appalto da 42,5 milioni di euro per la costruzione delle opere accessorie dell’inceneritore fu vinto lo scorso anno dal Ccc di Bologna (lo stesso che è nella bufera per lo scandalo Penati ndr) in un consorzio temporaneo d’impresa con aziende polacche.

Lavori alla stazione di Parma bloccate aziende per mafia

L'interdizione arriva dalla Prefettura di Reggio Emilia ed è stata confermata dal Tar. Il provvedimento vede come destinatarie la Acropoli srl e la Edil Perna srl di Poviglio (Reggio Emilia) a cui erano state assegnati subappalti nell’ambito della nuova stazione ferroviaria di Parma.

Il riferimento è alla vicenda delle opere di scavo di Iren (che opera nel settore della distribuzione del gas metano, della raccolta rifiuti e dell’igiene ambientale e coordina l’attività delle società territoriali dell’Emilia Romagna) appaltate alla Coop Orion, subito subappaltata al Consorzio Primavera.

E’ proprio per ricordare la buona politica messa in atto dal PD che non possiamo non dimenticare Alberto Tedesco, ex senatore del Pd coinvolto nell’inchiesta sulla sanità pugliese salvato dall’arresto grazie a un voto del Parlamento. Filippo Penati del consiglio regionale della Lombardia  è invece nel mirino della magistratura per un giro di presunte tangenti sull’ex area Falk di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.

E’ per ora solo indagato per falso ideologico in concorso con due funzionari regionali Vasco Errani il governatore dell’Emilia Romagna coinvolto nella vicenda della cooperativa Terremerse di Bagnacavallo per la quale è sotto indagine il fratello Giovanni con l'accusa di truffa aggravata. Attestati di solidarietà sono arrivati da parte del segretario regionale, Stefano Bonaccini (indagato a sua volta per turbativa d’asta in una vicenda che lo vedeva ancora assessore comunale a Modena)

A un mese dalle elezioni il partitone si ritrova in difficoltà. Il primo terremoto arriva da Piacenza, la città del segretario Pierluigi Bersani: un’indagine sulla sanità cittadina vede coinvolto anche il consigliere regionale democratico Marco Carini presidente della cooperativa Inacqua, Legacoop Piacenza, attualmente consigliere regionale Pd e componente delle commissioni per la salute, politiche sociali e politiche economiche della Regione Emilia Romagna. Sette persone sono indagate per una vicenda relativa ai rapporti tra il Centro medico Inacqua Baia del Re e l’Asl della città emiliana. Il secondo terremoto si abbatte a cento chilometri di distanza, a Modena, dove le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica Daniele Sitta spingono il sindaco Giorgio Pighi a ridisegnare l’intera giunta in meno di 12 ore. Un altro guaio giudiziario per una Regione che si è sempre vantata della legalità e del buon governo ma si sa che dal dire al fare …...

Nonostante i 200 milioni ricevuti dal 2008 a oggi per rimborsi elettorali, i Democratici sono in bolletta. Spiega Raffaello Badursi, segretario del Circolo storico della Bolognina (quello della svolta di Occhetto, per intenderci): “Noi ci autofinanziamo. Con il tesseramento e con le feste dell’Unità, prima di tutto.

Dice Massimo Gnudi, tesoriere del Pd dell'Emilia: “Solo una piccola parte dei fondi del partito finisce alle sezioni sul territorio. Anzi, spesso i soldi delle tessere servono a mantenere le strutture regionali. Solo il 36-37 per cento va sul territorio…”

Diceva alcuni giorni fa al Fatto Quotidiano il tesoriere Antonio Misiani: “Noi siamo un partito vero, che esiste tutto l’anno. E i rimborsi per le amministrative li trasferiamo sul territorio”. Due conti: nel 2010 e nel 2011 il Pd ha preso di rimborsi elettorali rispettivamente 60 e 58 milioni di euro. Di questi, per le regionali ne ha ricevuti circa 12 milioni annui. Dunque, solo un quinto dei fondi complessivi è destinato al territorio, e gli altri al buon governo?

In evidente crisi, i partiti si sono alleati pur di mantenere i propri privilegi. Sono nate quindi alleanze anche stomachevoli come PD con SEL e IDV ma anche come a Pozzallo (cittadina in provincia di Ragusa in Sicilia), dove Pd e Pdl si sono alleati alle elezioni, affrettandosi a dichiarare “Modello Monti non inciucio”.

Se a Roma la coalizione di “salvezza istituzionale” formata dal Pd e dal Pdl funziona alla perfezione, è possibile provare ad esportarla per le amministrative? È possibile tutto pur di riempire la pancia e così il Monti locale diventa Roberto Ammatuna .

Non è stato così ovunque e l’esito elettorale di Domenica scorsa ha decretato alcune sorprese e seminato il panico in alcuni esponenti politici (alcuni pollitici ma non aquile).

Casini ha quindi intimato a Grillo di “entrare in Parlamento a misurarsi coi problemi concreti” e “smetterla con le chiacchiere”, dimenticando però che Grillo in Parlamento entrò tre anni fa, per portare le firme di 300 mila cittadini su tre leggi d’iniziativa popolare: ma, siccome prevedevano l’incandidabilità dei pregiudicati, il limite di due legislature per i parlamentari e una legge elettorale democratica al posto del Porcellum, i partiti le imboscarono tutte e tre.

Il segretario del PD Bersani, del partito mai nato e che vince ovunque non si presenti come PD, ha detto di aver “non vinto” a Parma, Comacchio e Mira, aggiungendo che da qualunque altra parte “E’ una vittoria senza se e senza ma“. Bersani però è affranto, non potrà più costruire l’ennesimo inceneritore nella sua Emilia, a Parma non ci sarà il nono tumorificio dell’Emilia o come in altre città governate dal Pdmenoelle come a Firenze.

 

Bersani ha poi spiegato ai giornalisti “Che se stiamo fermi non andiamo lontano“. Nessuno a questo punto ha osato infierire sul “buon uomo” che ha continuato accusando Grillo di non aver mai parlato di lavoro. “Abbiamo un tasso di disoccupazione che sommato agli sfiduciati, che il lavoro non lo cercano più, arriva al 20% ….”. Fanno seguito lunghi minuti di pura demenza politica.

Vengono spontanee a questo punto alcune domande: la disoccupazione è imputabile al Movimento 5 Stelle oppure a vent’anni di inciuci con il Pdl, di finanziamenti alla Fiat che poi con Marchionne ha abbandonato l’Italia invece che innovare la produzione? Chi ha svenduto a debito la Telecom se non D’Alema condannandola a un nanismo industriale? Chi ha benedetto la legge sul precariato ieri e la “ristrutturazione” dell’articolo 18 oggi? Chi ha permesso alle nostre aziende di spostare la produzione all’estero, dalla Cina alla Romania consentendo di mantenere sui loro prodotti il marchio “Made in Italy“? Chi non ricorda i finanziamenti della regione Emilia Romagna a chi delocalizzava in Cina? Chi ha costretto una generazione di giovani a emigrare (secondi in Europa dopo la Romania)? Prima di parlare di lavoro, Bersani dovrebbe lavorare, ci provi, in futuro ne avrà bisogno.

Sempre rimanendo in tema di  candidati sindaci per il Movimento 5 Stelle, a Budrio (Bologna) Antonio Giacon ha ottenuto il 48,56% e a  Garbagnate Milanese (Milano) Matteo Afker si è fermato al 47,76%. Ai tre primi cittadini emersi da questa tornata elettorale si aggiunge Roberto Castiglion, eletto due settimane prima a Sarego (Verona) con il 35,2%. L’età media dei vincitori, è di “31 anni e sei mesi”, tutto questo deve far pensare ad una precisa richiesta di rinnovamento politico, senza demagogia.

L’antipolitica sono quelli che ci hanno portato fin qui, Pd, Pdl, Udc con chiacchiere e malaffare affondando il paese a favore dei soliti poteri forti. E Lei, signor Napolitano, questa volta ha sentito il boom? Concorda con me che il vero problema per l’Italia non sono i cervelli che se ne vanno, ma le teste di cazzo che vi restano e che continuano a votare e sostenere certi loschi figuri?

 

                                                                                                                      Roberto Nosari