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Misteri della fede ……                                                                                                            pub. 15/01/12

 

Grande trambusto all’interno della Lega Nord a seguito del voto alla Camera che ha respinto la richiesta di arresto di Nicola Cosentino (detto o ‘mericano) Insieme a loro a votare contro anche i radicali, le prime reazioni dei sostenitori di Pannella, però, non sembrano entusiastiche, anzi sono proprio incazzate. E del resto come non capirle visto che è stato il voto dei radicali, assieme a quello di Lega e Pdl, a salvare dal carcere colui che è considerato il referente della Camorra in Parlamento.

P.S. ricordiamo che Cosentino è accusato di riciclaggio aggravato dalla finalità mafiosa, falso e violazioni delle leggi bancarie, argomenti che dovevano  far venire il voltastomaco ai radicali invece di votare contro. E’ ormai da molti anni che i radicali combattono le più svariate battaglie schierandosi con tutti e contro di tutti ma riuscendo a fare i “mantenuti” in parlamento grazie all’uno o all’altro “signore” della politica. Noti per i quasi quotidiani scioperi della fame, moderna forma di quella che era la pratica del salasso in epoca medievale esercitata dai ricchi signori per evitare di esplodere a causa della grande quantità di cibo che ingerivano. Già anticamente avevano capito quanto fossero pericolosi a radicali liberi. Su questa scelta si è invece rotta la Lega con Maroni che si è dichiarato a favore e Bossi che di conseguenza gli ha sospeso tutti i comizi. Questa è però attualità che tutti conosciamo.

Grazie alla ricerca di un giovane newyorkese, sono stati recuperati la maggior parte degli articoli della “Padania” in cui si documentavano le misteriose fortune economiche dell’attuale Capo del Governo. Dopo il ritorno di fiamma di Bossi per il Cavaliere nel 2001, questi articoli sono spariti dalla memoria del quotidiano leghista. Grazie a Fulvio Lo Cicero sono consultabili, a futura memoria, da “Dazebao”.

http://www.dazebao.org

 

Se fosse per gli attuali dirigenti della Lega, di una serie nutrita di inchieste, condotte fra il 1996 e 1999 e pubblicate dal quotidiano ufficiale del partito, “La Padania”, non vi sarebbe più traccia. Ogni legittimo dubbio, ogni accusa infamante, ogni domanda scomoda che quelle inchieste posero sugli inizi imprenditoriali di Silvio Berlusconi sarebbero oramai affogate nel buio del nulla.

Infatti, dalla memoria del sito web della “Padania” sono scomparsi non solo i link originali degli articoli ma anche qualsiasi riferimento ad essi e il perché si comprende benissimo. Dopo il testa-coda politico che Umberto Bossi compì all’approssimarsi delle elezioni del 2001, decidendo che il Cavaliere era nuovamente un grande leader, l’unico in grado di realizzare il “sogno padano”, alleandosi nuovamente dunque con il “presunto mafioso”, la memoria di quelle inchieste diventava molto imbarazzante. Ed era dunque necessario farla sparire, per sempre.

Ma nell’epoca del web far scomparire la memoria di qualcosa è molto più difficile, se non impossibile. Un giovane blogger newyorchese, a nome Alain De Carolis, si è preso la briga di schedare la maggior parte di quegli articoli.

Ora, è pur vero che nessuna inchiesta giudiziaria, nessun processo ha stabilito che tutte quelle accuse contro Berlusconi fossero vere, anche se uno dei suoi principali collaboratori, Marcello Dell’Utri, è stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.

Quello che stupisce negli antichi articoli della Padania, è la violenza di quegli attacchi al leader della destra italiana (Berlusconi) che poi sarà osannato come l’unico alleato affidabile e capace di portare la Lega all’incasso (federalismo, secessione, ecc..). Una tattica estremamente spregiudicata, che pone Umberto Bossi tra i  leader disposti a sottomettere tutto e tutti al suo progetto e, allo stesso tempo, di ricreare la struttura di un partito sostanzialmente simile a quello fascista o nazista, dove il principio di autorità gerarchica, l’uso di immagini paganeggianti, l’assoluta inesistenza di un dibattito interno, la fedeltà cieca e costante dei militanti verso il Capo, sono molto simili a quelli utilizzati dai partiti del radicalismo di destra che la storia ci ha tramandato.

 

LEGGLI GLI ARTICOLI DELLA PADANIA

1) "La Fininvest è nata da Cosa Nostra" - Matteo Mauri - 27 ottobre 1998

2) "Parla meneghino ma è di Palermo" - 7 luglio 1998

3) "Silvio riciclava i soldi della Mafia" - 7 luglio 1998

4) "C'è una legge inapplicata: Berlusconi ineleggibile" - Davide Caparini - 25 novembre 1999

5) "Imprenditore o politico è il momento della scelta" - Chiara Garofano - 8 novembre 1998

6) "Fu Craxi a spingere Berlusconi in politica" - 5 maggio 1998

7) "Un biscione di miliardi in Svizzera" - Emilio Parodi - 3 novembre 1998

8) "Le sedici cassaforte occulte" - Max Parisi - 29 settembre 1998

9) "Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca" - 2 luglio 1998

10) "Cosìil Bicione si mise la coppola" - 10 luglio 1998

11) Le gesta di Lucky Berlusca - Max Parisi - 30 agosto 1998

 

 

Alcuni titoli pubblicati dalla “Padania”:

08-07-98: Berlusconi mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo - Oltre gli "anonimi" flussi finanziari, c'e' un altro mistero da svelare  Un impero di prestanome Caro Silvio, perchè li ha usati dal '68 all'84? (è l'articolo a cui si riferisce la figura riportata all'inizio)

21-07-98: Riciclaggio: sequestrata la contabilità. Il Cavaliere mette le mani avanti: potrebbero mancare i riscontri A nudo le holding di Berlusconi

21-07-98: Berlusconi: "Bossi e' un capobanda"   - Nessun accordo con Bossi

22-07-98: articolo dell'Economist  in cui "Berlusconi veniva definito senza mezzi termini un "criminale condannato tre volte"

22-07-98: Bossi : <<La caduta del suo governo? Berlusconi venga da me, che gliela spiego io...! Sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l'ho abbattuto>>

30-07-98: il 27 marzo del 1994, il Cavaliere entro' direttamente in pista, utilizzando gli organi di informazione di sua proprieta' e riuscendo a trasformare un uomo amico di Craxi, in una verginella politica che avrebbe rappresentato il "nuovo che avanza".

30-07-98: Il curriculum giudiziario del Cavaliere farebbe invidia a un boss della mala.

30-08-98: Berlusconi risponde in maniera scomposta. A chi gli domanda pubblicamente spiegazioni , oppone l'ira dei suoi fedelissimi e l'azione dei suoi legali. A chi testimonia presso i magistrati, vedi Rapisarda, querele amplificate da potenti campagne televisive e della carta stampata (tutti mezzi da lui controllati) e infine direttamente ai giudici impressionanti pressioni concentriche a cui portano man forte "legioni" di deputati e senatori di Forza Italia in Parlamento. Di fronte a questo esercito formidabile, che dire? Golia sembrava invincibile.

13-09-98: Dalla Laguna, Bossi risponde al Cavaliere: un palermitano che parla meneghino. <<Il Berlusca sparira'>>. Invece di attaccare, spieghi da dove vengono i suoi soldi

29-09-98: Svelato il primo grande segreto di Silvio Berlusconi: ecco le Holding fantasma del suo impero - Le sedici casseforti occulte - Ruggeri, autore di saggi sul Cavaliere, racconta la clamorosa scoperta

29-09-98: Cavaliere, avete risposto ufficialmente, circa 10 giorni fa, alle indiscrezioni di stampa sull'esistenza delle "38 Holding Italiane" dichiarando che tale notizia e' falsa e priva di ogni fondamento. Male, signor Berlusconi, molto male. Come le ben sa, avete detto una menzogna.

29-09-98: Scoperto questo dedalo sotteraneo, nascosto da lei, Cavaliere, per tutti i 17 anni indietro da oggi, sia certo che non molleremo l'inchiesta, anzi. Ossequi alla "famiglia".   MAX PARISI.

13-10-98: Ma dietro a Berlusconi si vedono chiaramente i fili che fanno muovere il pupazzo di Arcore: sono quelli dei poteri occulti in odor di mafia, le cui radici si innestano a Palermo, mentre i rami fanno ombra su tutto il Nord.

27-10-98:    Bossi rincara la dose dal Congresso federale della Lega: il capo di Forza Italia parla meneghino ma nel cuore è palermitano <<La Fininvest è nata da Cosa Nostra>>. Lo tengono in piedi perché rappresenta i loro interessi al Nord, é il loro "figlio di buona donna"

24-02-99: Il Senatur replica duramente alle affermazioni del Cavaliere che torna ad attaccare la Lega - Bossi: il piduista non ci fermera' - Berlusconi in Veneto straparla: "I leghisti sono il mio popolo"

24-03-99: C'e' anche questo - Silvio: Scalfaro dica che non sono mafioso

03-10-99: Roberto Maroni replica al Cavaliere che aveva attaccato i ministri leghisti del suo esecutivo - Berlusconi, metodi mafiosi - "Se gli si tolgono gli strumenti della politica-fiction, si sgonfia subito"

25-11-99: Par Condicio Ante Litteram: drastico decreto del '57 - C'e' una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile

29-02-00: Giulio Tremonti sgombra ogni equivoco: non esistono patti segreti Accordo Lega-Polo: tutto alla luce del sole

 

http://www.lapadania.com/1998/luglio/07/070798p13a6.htm

 

Pentito inguaia Berlusconi al processo Dell'Utri. Oggi a Milano, sentenza per le mazzette Gdf
«Silvio riciclava i soldi della mafia»

PALERMO
«Isoldi della banda della Magliana e quelli della mafia siciliana sono stati dati a Silvio Berlusconi per finanziare la speculazione edilizia in Sardegna». Lo ha detto ieri in aula il collaboratore di giustizia Antonio Mancini, 50 anni, ex componente della banda della Magliana, deponendo a Palermo nel processo a Marcello Dell'Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. «A parlarmi per la prima volta di Berlusconi - ha detto Mancini - è stato Francis Turatello verso la fine degli anni Settanta, quando eravamo rinchiusi nel carcere di Trani. Turatello mi disse che attraverso l'imprenditore, i milanesi riciclavano i soldi provenienti dai sequestri di persona e dal traffico della droga. Berlusconi faceva muovere il denaro della criminalità organizzata». Mancini ha parlato dei rapporti che esistevano fra la banda della Magliana e boss come Pippo Calò e Stefano Bontade. «Il riciclaggio dei soldi della mafia e della criminalità - ha detto - avveniva attraverso Silvio Berlusconi e Flavio Carboni; la banca usata per ripulire il denaro che arrivava a Berlusconi era il Monte dei Paschi di Siena». Rispondendo alle domanda del pm Nico Gozzo sulla differenza di ruoli, Mancini ha detto: «Entrambi erano uguali perché ci servivamo di loro per ripulire il denaro, solo che uno metteva i tacchi alti e il parrucchino, l'altro era terra-terra...». Mancini ha parlato poi di presunti contatti fra la banda della Magliana e uomini delle istituzioni. «Ricordo - ha detto - che avevamo rapporti con Vitalone e l'onorevole Evangelisti. Non li ho mai visti di persona ma fra di noi sapevamo che potevamo contare su di loro». Ha poi deposto un altro pentito, il cosentino Francesco Pino: «Marcello Calvano mi avvicinò nella primavera del '94 - ha detto il teste - per invitarmi a votare Forza Italia perchè era una forza politica garantista e avrebbe fatto qualcosa per modificare il 41 bis e la legge sui collaboratori di giustizia». «Assisto nauseato all'interminabile tiro al bersaglio contro la mia persona», ha risposto Silvio Berlusconi. «Mancano solo le stragi della Banca dell'Agricoltura, dell'Italicus e della stazione di Bologna, ma forse - ha proseguito - basta aspettare». Oggi intanto a Milano è prevista la sentenza al processo per le mazzette alle Fiamme Gialle. La procura aveva chiesto 3 anni per Berlusconi. E sempre a Milano ieri, al processo "All Iberian" la difesa del Cavaliere ha chiesto l'assoluzione. Sentenza il 13 luglio.