Grande trambusto all’interno della Lega Norda seguito del voto
alla Camera che ha respinto la richiesta di arresto di
Nicola Cosentino (detto o ‘mericano) Insieme a loro a
votare contro anche i radicali, le prime reazioni dei
sostenitori di Pannella, però, non sembrano
entusiastiche, anzi sono proprio incazzate. E del resto
come non capirle visto che è stato il voto dei
radicali, assieme a quello di Lega e Pdl, a salvare dal
carcere colui che è considerato il referente della
Camorra in Parlamento.
P.S. ricordiamo che
Cosentino è accusato di riciclaggio aggravato dalla
finalità mafiosa, falso e violazioni delle leggi
bancarie, argomenti che dovevano far
venire il voltastomaco ai radicali invece di votare
contro. E’ ormai da molti anni che i radicali
combattono le più svariate battaglie schierandosi con
tutti e contro di tutti ma riuscendo a fare i
“mantenuti” in parlamento grazie all’uno o
all’altro “signore” della politica. Noti per i
quasi quotidiani scioperi della fame, moderna forma di
quella che era la pratica del salasso in epoca medievale
esercitata dai ricchi signori per evitare di esplodere a
causa della grande quantità di cibo che ingerivano. Già
anticamente avevano capito quanto fossero pericolosi a
radicali liberi. Su questa scelta si è invece rotta la
Lega con Maroni che si è dichiarato a favore e Bossi
che di conseguenza gli ha sospeso tutti i comizi. Questa
è però attualità che tutti conosciamo.
Grazie alla ricerca di un giovane newyorkese, sono
stati recuperati la maggior parte degli articoli della
“Padania” in cui si documentavano le misteriose
fortune economiche dell’attuale Capo del Governo. Dopo
il ritorno di fiamma di Bossi per il Cavaliere nel 2001,
questi articoli sono spariti dalla memoria del
quotidiano leghista. Grazie a Fulvio Lo Cicero sono
consultabili, a futura memoria, da “Dazebao”.
Se fosse per gli attuali dirigenti della Lega, di una
serie nutrita di inchieste, condotte fra il 1996 e 1999
e pubblicate dal quotidiano ufficiale del partito, “La
Padania”, non vi sarebbe più traccia. Ogni legittimo
dubbio, ogni accusa infamante, ogni domanda scomoda che
quelle inchieste posero sugli inizi imprenditoriali di
Silvio Berlusconi sarebbero oramai affogate nel buio del
nulla.
Infatti, dalla memoria del sito web della
“Padania” sono scomparsi non solo i link originali
degli articoli ma anche qualsiasi riferimento ad essi e
il perché si comprende benissimo. Dopo il testa-coda
politico che Umberto Bossi compì all’approssimarsi delle elezioni del 2001,
decidendo che il Cavaliere era nuovamente un grande
leader, l’unico in grado di realizzare il “sogno
padano”, alleandosi nuovamente dunque con il
“presunto mafioso”, la memoria di quelle inchieste
diventava molto imbarazzante. Ed era dunque necessario
farla sparire, per sempre.
Ma nell’epoca del web far scomparire la memoria di
qualcosa è molto più difficile, se non impossibile. Un
giovane blogger newyorchese, a nome Alain De Carolis, si
è preso la briga di schedare la maggior parte di quegli
articoli.
Ora, è pur vero che nessuna inchiesta giudiziaria,
nessun processo ha stabilito che tutte quelle accuse
contro Berlusconi fossero vere, anche se uno dei suoi
principali collaboratori, Marcello Dell’Utri, è stato
condannato in primo grado per concorso esterno in
associazione mafiosa.
Quello che stupisce negli antichi articoli della Padania,
è la violenza di quegli attacchi al leader della destra
italiana (Berlusconi) che poi sarà osannato come
l’unico alleato affidabile e capace di portare la Lega
all’incasso (federalismo, secessione, ecc..). Una
tattica estremamente spregiudicata, che pone Umberto
Bossi tra ileader
disposti a sottomettere tutto e tutti al suo progetto e,
allo stesso tempo, di ricreare la struttura di un
partito sostanzialmente simile a quello fascista o
nazista, dove il principio di autorità gerarchica,
l’uso di immagini paganeggianti, l’assoluta
inesistenza di un dibattito interno, la fedeltà cieca e
costante dei militanti verso il Capo, sono molto simili
a quelli utilizzati dai partiti del radicalismo di
destra che la storia ci ha tramandato.
08-07-98:
Berlusconi
mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo - Oltre gli
"anonimi" flussi finanziari, c'e' un altro
mistero da svelare Un impero di prestanome Caro
Silvio, perchè li ha usati dal '68 all'84? (è
l'articolo a cui si riferisce la figura riportata
all'inizio)
21-07-98:
Riciclaggio:
sequestrata la contabilità. Il Cavaliere mette le mani
avanti: potrebbero mancare i riscontri A nudo le holding
di Berlusconi
21-07-98:
Berlusconi:
"Bossi e' un capobanda" - Nessun
accordo con Bossi
22-07-98:
articolo dell'Economist in cui"Berlusconi
veniva definito senza mezzi termini un "criminale
condannato tre volte"
22-07-98:
Bossi
: <<La caduta del suo governo? Berlusconi venga da
me, che gliela spiego io...! Sono stato io a metter giù
il partito del mafioso. Lui comprava i nostri
parlamentari e io l'ho abbattuto>>
30-07-98:
il 27 marzo del 1994, il Cavaliere entro' direttamente
in pista, utilizzando gli organi di informazione di sua
proprieta' e riuscendo a trasformare un uomo amico di
Craxi, in
una verginella politica che avrebbe rappresentato il
"nuovo che avanza".
30-07-98:
Il curriculum giudiziario del Cavaliere farebbe invidia
a un boss della mala.
30-08-98:
Berlusconi risponde in maniera scomposta.
A
chi gli domanda pubblicamente spiegazioni
, oppone
l'ira dei suoi fedelissimi e l'azione dei suoi legali. A
chi testimonia presso i magistrati, vedi Rapisarda,
querele amplificate da potenti campagne televisive e
della carta stampata (tutti mezzi da lui controllati) e
infine direttamente ai giudici impressionanti pressioni
concentriche a cui portano man forte "legioni"
di deputati e senatori di Forza Italia in Parlamento. Di
fronte a questo esercito formidabile, che dire? Golia
sembrava invincibile.
13-09-98:
Dalla
Laguna, Bossi risponde al Cavaliere: un palermitano che
parla meneghino. <<Il Berlusca sparira'>>.
Invece
di attaccare, spieghi da dove vengono i suoi soldi
29-09-98:
Svelato
il primo grande segreto di Silvio Berlusconi: ecco le
Holding fantasma del suo impero - Le sedici casseforti
occulte - Ruggeri, autore di saggi sul Cavaliere,
racconta la clamorosa scoperta
29-09-98:
Cavaliere,
avete risposto ufficialmente, circa 10 giorni fa, alle
indiscrezioni di stampa sull'esistenza delle "38
Holding Italiane" dichiarando che tale notizia e'
falsa e priva di ogni fondamento. Male, signor
Berlusconi, molto male. Come le ben sa, avete detto una
menzogna.
29-09-98:
Scoperto
questo dedalo sotteraneo, nascosto da lei, Cavaliere,
per tutti i 17 anni indietro da oggi, sia certo che non
molleremo l'inchiesta, anzi. Ossequi alla
"famiglia". MAX PARISI.
13-10-98:
Ma
dietro a Berlusconi si vedono chiaramente i fili che
fanno muovere il pupazzo di Arcore: sono quelli dei
poteri occulti in odor di mafia, le cui radici si
innestano a Palermo, mentre i rami fanno ombra su tutto
il Nord.
27-10-98:
Bossi rincara la dose dal Congresso federale della Lega:
il capo di Forza Italia parla meneghino ma nel cuore è
palermitano <<La Fininvest è nata da Cosa
Nostra>>. Lo tengono in piedi perché rappresenta
i loro interessi al Nord, é il loro "figlio di
buona donna"
24-02-99:
Il
Senatur replica duramente alle affermazioni del
Cavaliere che torna ad attaccare la Lega - Bossi: il
piduista non ci fermera' - Berlusconi in Veneto
straparla: "I leghisti sono il mio popolo"
24-03-99:
C'e'
anche questo - Silvio: Scalfaro dica che non sono
mafioso
03-10-99:
Roberto
Maroni replica al Cavaliere che aveva attaccato i
ministri leghisti del suo esecutivo - Berlusconi, metodi
mafiosi - "Se gli si tolgono gli strumenti della
politica-fiction, si sgonfia subito"
25-11-99:
Par
Condicio Ante Litteram: drastico decreto del '57 - C'e'
una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile
29-02-00:
Giulio
Tremonti sgombra ogni equivoco: non esistono patti
segreti Accordo Lega-Polo: tutto alla luce del sole
Pentito
inguaia Berlusconi al processo Dell'Utri. Oggi a Milano,
sentenza per le mazzette Gdf «Silvio riciclava i soldi della mafia»
PALERMO
«Isoldi della banda della Magliana e quelli della mafia
siciliana sono stati dati a Silvio Berlusconi per
finanziare la speculazione edilizia in Sardegna». Lo ha
detto ieri in aula il collaboratore di giustizia Antonio
Mancini, 50 anni, ex componente della banda della
Magliana, deponendo a Palermo nel processo a Marcello
Dell'Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa.
«A parlarmi per la prima volta di Berlusconi - ha detto
Mancini - è stato Francis Turatello verso la fine degli
anni Settanta, quando eravamo rinchiusi nel carcere di
Trani. Turatello mi disse che attraverso l'imprenditore,
i milanesi riciclavano i soldi provenienti dai sequestri
di persona e dal traffico della droga. Berlusconi faceva
muovere il denaro della criminalità organizzata».
Mancini ha parlato dei rapporti che esistevano fra la
banda della Magliana e boss come Pippo Calò e Stefano
Bontade. «Il riciclaggio dei soldi della mafia e della
criminalità - ha detto - avveniva attraverso Silvio
Berlusconi e Flavio Carboni; la banca usata per ripulire
il denaro che arrivava a Berlusconi era il Monte dei
Paschi di Siena». Rispondendo alle domanda del pm Nico
Gozzo sulla differenza di ruoli, Mancini ha detto: «Entrambi
erano uguali perché ci servivamo di loro per ripulire
il denaro, solo che uno metteva i tacchi alti e il
parrucchino, l'altro era terra-terra...». Mancini ha
parlato poi di presunti contatti fra la banda della
Magliana e uomini delle istituzioni. «Ricordo - ha
detto - che avevamo rapporti con Vitalone e l'onorevole
Evangelisti. Non li ho mai visti di persona ma fra di
noi sapevamo che potevamo contare su di loro». Ha poi
deposto un altro pentito, il cosentino Francesco Pino:
«Marcello Calvano mi avvicinò nella primavera del '94
- ha detto il teste - per invitarmi a votare Forza
Italia perchè era una forza politica garantista e
avrebbe fatto qualcosa per modificare il 41 bis e la
legge sui collaboratori di giustizia». «Assisto
nauseato all'interminabile tiro al bersaglio contro la
mia persona», ha risposto Silvio Berlusconi. «Mancano
solo le stragi della Banca dell'Agricoltura, dell'Italicus
e della stazione di Bologna, ma forse - ha proseguito -
basta aspettare». Oggi intanto a Milano è prevista la
sentenza al processo per le mazzette alle Fiamme Gialle.
La procura aveva chiesto 3 anni per Berlusconi. E sempre
a Milano ieri, al processo "All Iberian" la
difesa del Cavaliere ha chiesto l'assoluzione. Sentenza
il 13 luglio.