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Lettera
di Maurizio Re
pub.
10/01/12
Ho
letto con interesse la lettera e la relativa risposta di
Alberto Cani. Devo dire che mi riconosco molto in quello
che scrive Alberto, per avere fatto, almeno da ragazzo,
esperienze simili.
Vorrei
fare qualche precisazione, in particolare su Scuola
Materna Parrocchiale e Doposcuola. Senza voler andare
sul piano "etico" o di scontro tra laici e
cattolici (non mi sembra il caso), ma rimanendo su un
piano molto pratico, vorrei sottolineare che:
-
la Scuola Materna Parrocchiale fornisce un servizio che
il Comune non è al momento in grado di garantire;
quanto costerebbe al Comune (o allo stato, cioè
all'istituto Comprensivo, visto che la scuola materna
non è più comunale, mentre lo è il Nido) garantire
questo servizio (posti per bambini nella scuola
pubblica)? E quanto invece costa al Comune dare un
contributo al privato (la Parrocchia in questo caso) che
garantisce lo stesso servizio? A conti fatti credo si
risparmi; forse il buon Nosari, con la precisione che lo
contraddistingue può aiutarci in questo. Faccio anche
presente che la Scuola Materna Parrocchiale negli ultimi
anni ha vissuto una forte crisi economica dovuta al
ridursi dei contributi statali, affrontata ricorrendo
all'aiuto di "sostenitori" privati e risorse
della Parrocchia.
-
il Doposcuola era un servizio storicamente offerto dalla
Parrocchia di Luzzara, alcuni anni fa il Comune ne ha
organizzato uno alternativo con scarso successo e lo ha
poi abbandonato; da quest'anno Comune e Parrocchia hanno
deciso di collaborare (per evitare di farsi stupida
concorrenza). Non so giudicare l'organizzazione del
servizio, ma mi sembra che, date le dimensioni del
comune di Luzzara, se si collabora per evitare la
duplicazione di certi servizi sia solo un bene.
Gli
altri attacchi generici alla "Chiesa" mi
sembrano davvero fuori luogo se rivolti alla realtà di
Luzzara, dove, con i propri errori, mancanze, difficoltà,
mi sembra che la Parrocchia sia una delle
"istituzioni" che ancora cercano di funzionare
con un'ottica di servizio alla comunità, magari
riuscendo a coinvolgere anche persone che di solito in
Chiesa non ci vanno, ma che sono pronte a darsi da fare
se stimolate nel modo giusto e per un fine che
condividono.
Un
saluto
dott. Maurizio Re
Visto
che sono stato chiamato direttamente in causa, come buon
Nosari, non posso che ammettere di non avere mai fatto i
conti in tasca alla Parrocchia e di conseguenza di non
conoscere l’entità dei finanziamenti sia pubblici che
privati che la scuola materna parrocchiale riceve a
vario titolo, posso solo immaginare che, come è
vero per altre organizzazioni o istituzioni private, sia
abbastanza difficile conoscerne la reale entità proprio
perché private e quindi ancora più impenetrabili delle
istituzioni pubbliche che a loro volta scarseggiano in
termini di trasparenza.
Posso
solo prendere per buono ciò che mi viene riferito, come
ho accettato il fatto che ci possa essere chi spende
l’intero reddito di un anno di lavoro in soli quindici
giorni a Cortina. Se invece l’obiettivo era quello di
conoscere il mio pensiero in merito alla domanda “cosa
ne pensi del finanziamento pubblico ad una struttura
privata?”. Personalmente ritengo che i soldi pubblici
debbano essere utilizzati per servizi e strutture
pubbliche poiché sono convinto, forse sbagliando, che
vi possa essere una maggior garanzia di trasparenza e
non solo.
Per
esempio, il pubblico impone un bando per assunzioni,
appalti, ecc.. ovviamente nel privato questo non è
necessario. Nel pubblico, l’attenzione e il rispetto
dell’individuo deve essere totale, mentre nel privato
mi potrei permettere di operare scelte di carattere
politico, religioso, sociale, economico, ecc.. con il
rischio di mettere gli individui su piani diversi,
avvantaggiando o penalizzando l’uno o l’altro,
magari in buona fede ma comunque in conseguenza a
retaggi e
canoni radicati nel tempo da esperienze o culture
diverse. Questa mia posizione non dovrebbe comunque
stupire in quanto sono ben note la mie battaglie fatte
contro la privatizzazione dell’acqua, dei trasporti,
ecc.
Possiamo
poi auspicare tutta la collaborazione possibile senza
però dimenticare di porci anche domande del tipo
“visto che conosciamo solo una faccia della medaglia,
come sarebbe l’altra se i contributi pubblici
giungessero alle scuole pubbliche e venissero gestiti in
totale trasparenza?”
Dal
punto di vista religioso, rispetto allo stesso modo
tutte le filosofie e non mi permetto certo di mettere in
dubbio ad esempio la veridicità delle tre culture
monoteiste (Ebraica, Cristiana, Islamica), che pur
nascendo dallo stesso ceppo, nei vari distinguo,
promettono paradisi e nuova vita oltre la morte. Deve
essere certamente così perché nessuno mi ha mai
testimoniato il contrario e nemmeno io ho esperienza
diretta per dubitarlo, è anche vero del resto che
nessuno è mai ritornato dal paradiso col rischio poi di
non ritrovare più il suo posto e oggi poi, chi ha un
posto se lo tiene ben stretto.
Roberto Nosari
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