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Ma senti da che pulpito                                                                                 pub. 17/04/12

 

Un rapporto dell'Eures dice che a causa della crisi, in Italia si suicida un disoccupato al giorno al quale, non dimentichiamo, si devono aggiungere una media di 3,4 persone morte sul lavoro al giorno.

E’ in prevalenza la mancanza del lavoro o comunque di qualche prospettiva economica la ragione del dilagare dei suicidi in Italia, che ormai ogni giorno miete vittime soprattutto tra i disoccupati e tra i cosiddetti ‘esodati ‘, tra coloro cioè che anche per ragioni anagrafiche nutrono meno speranze di altri di trovare un’altra occupazione. In questa triste realtà noi dovremmo continuare ad ascoltare e subire silenziosamente le decisioni di chi, per il nostro bene, ci impone le proprie riforme. Sono proprio quelli che ignorano il significato del termine a riscrivere le regole che governano il nostro lavoro e di conseguenza tutto il resto, sono gli stessi che, ormai soffocati dalla contestazione, accusano a destra e a manca di populismo tutti coloro che osano contraddirli.

‘‘Mi sono sottoposto al sacrificio di ascoltare su Internet un pezzo del comizio di Beppe Grillo a Civitavecchia …‘. Lo ha detto ieri Massimo D’Alema al teatro Politeama di Palermo, durante la manifestazione a sostegno di Ferrandelli (candidato sindaco). D’Alema ha ribadito il sostegno del Pd al governo Monti e ha marchiato come “populista” Grillo.

 “Il rischio è che i voti della Lega vadano nel fiume sporco dell’antipolitica. Il rischio è che come nelle più brutte stagioni della nostra storia possa prevalere il peggio. Grillo è un fenomeno di populismo che non ha caratteristiche di prospettiva da offrire al Paese.” Così il governatore pugliese e presidente di Sel, Nichi Vendola, commenta a SkyTG24. “Il nostro problema è ricostruire la democrazia” – aggiunge Vendola –

Descrizione: C:\Documents and Settings\Amministratore\Desktop\da usare\bersani-8-rullo.jpgGià, dopo che a forza di sgomitate è riuscito ad entrare nell’alleanza siglata a Vasto con Bersani e Di Pietro, in cerca di una poltrona ben più comoda di quella che gli potevano offrire quelli con le pezze al culo della sinistra non più rappresentata in parlamento,  dopo gli scandali giudiziari che hanno coinvolto i sinistri personaggi che ben conosciamo (loro preferiscono definirsi di sinistra) e lo scontro con i sindacati, in una intervista all'Unità, il laeder del Sel (reduce da due pesanti avvisi di garanzia legati alle inchieste sulla sanitopoli pugliese) spiega senza mezzi termini che l'antipolitica è "un'onda melmosa".

Forse non gli hanno detto ancora nulla sullo “zunami di merda” e non solo “un’onda melmosa” che lo ha coinvolto direttamente o sui loschi traffici della Margherita  tramite Luigi Lusi, ormai ex tesoriere, accusato di appropriazione indebita e illecito reimpiego di capitali per circa 23 milioni di euro provenienti dai rimborsi elettorali. Solo per le politiche del 2006 di rimborsi elettorali la ex Margherita incassò in Senato 30.769.000 milioni di euro a fronte di spese dichiarate di 10.441.000. E per la Camera, insieme ai Ds, 80.665.000 a fronte di 7.633.000 di spese. Forse il “Lo Vendo” non sa nulla nemmeno di Alberto Tedesco, ex senatore del Pd anche lui coinvolto nell’inchiesta sulla sanità pugliese, oppure di Filippo Penati (ex dirigente del Pd) nel mirino della magistratura per un giro di presunte tangenti sull’ex area Falk di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.

In Toscana invece troviamo  il consigliere regionale del Pd Riccardo Conti che è indagato per corruzione con il manager Vito Gamberale (in una vicenda legata al caso Sea che fa tremare la giunta Pisapia a Milano), ovviamente non poteva mancare una rappresentanza della nostra regione, ineccepibile perché tradizionalmente di sinistra, qui è indagato per falso Vasco Errani esponente del Pd e governatore della regione, coinvolto nella vicenda della cooperativa Terremerse di Bagnacavallo per la quale è sotto indagine il fratello Giovanni con l'accusa di truffa aggravata

Le vicende della Lega e del PDL (regione Lombardia e non solo) le omettiamo essendo di dominio comune. Quelli della ex Margherita e del Carroccio non sono però gli unici casi, i finiani Antonio Buonfiglio ed Enzo Raisi hanno presentato un esposto alla magistratura sulla presunta scomparsa di 26 milioni di euro del tesoro di Alleanza nazionale. Tesoro di un altro partito morto come la ex Margherita e valutato in decine e decine di milioni di euro.

Anche l’Idv ha la sua guerra interna: alcuni esponenti del Cantiere, l’associazione politica fondata nel 2004 da Elio Veltri insieme ad Achille Occhetto ed altri hanno portato in tribunale Di Pietro. Materia del contendere, la ripartizione del rimborso elettorale per le europee del 2004 (5 milioni 510 mila euro nell’arco dei 5 anni), per le quali Di Pietro e Occhetto diedero vita a un’alleanza. Dopo il suo scioglimento, Di Pietro decise di tenere i soldi per sé.

Gestiti disonestamente o no, i partiti sono comunque una industria molto redditizia anche attraverso quel sistema diabolico rappresentato dai rimborsi elettorali.

Nel 1993 un referendum disse basta al finanziamento pubblico. Sparì così il finanziamento pubblico ma arrivano i rimborsi elettorali. Rimborsi che si calcolano a seconda dei voti presi dai partiti, in base al numero di iscritti alle liste elettorali alla Camera e al Senato: secondo una legge del ’99, per ogni elettore prima 4000 lire, poi 5 euro (dal 2008 ridotte del 30 per cento). Fatto sta che dall’abolizione del finanziamento, i contributi sono aumentati di 10 volte. “A prescindere” dalle spese effettuate. Da sottolineare che ogni volta che si vota c’è un nuovo rimborso e che questi tra l’altro si sommano. Nel 2009 la Lega somma il rimborso per tre tornate elettorali: le politiche del 2006 (4.491.000 annui), le politiche del 2008 9.625.000, le europee del 2009 (circa 6 milioni di euro). Altre “anomalie”? Per le politiche del 2006 i partiti hanno ricevuto i soldi anche oltre la fine della legislatura. E poi: chi non arriva in Parlamento prende comunque i rimborsi, e i partiti che ottengono meno dell’uno per cento se li vedono distribuiti tra gli altri.

 

I partiti spendono 1/5 dei rimborsi elettorali che ricevono dallo Stato, 2 miliardi e 253 milioni di euro per le tornate elettorali dal 1994 al 2008. Le elezioni del 2008 sono costate allo Stato oltre 503 milioni di euro, mentre i partiti hanno sostenuto spese per 110 milioni. La differenza, evidentemente, è rimasta nelle loro casse.

Alfano, Bersani e Casini: “Abolire i rimborsi elettorali sarebbe un errore drammatico poiché i partiti sarebbero in balia delle lobby”

Ecco cosa dicono i leader (meglio sarebbe scrivere “ladar”) dei partiti di maggioranza, preoccupati delle infiltrazioni mafiose e della corruzione che si avrebbe nel caso venisse abolito il finanziamento ai partiti. Ma chi vogliono prendere per il culo? Tutto questo c’è già ma la loro ingordigia non si accontenta e vogliono anche i soldi pubblici oltre a quelli ottenuti dalla corruzione ecco perché sono diventati improvvisamente salvatori dell’Italia ed hanno scoperto di avere condivisioni di pensiero fino ad ora occultate per quasi un secolo. Sono stati improvvisamente illuminati dal lampo di genio che ha generato la ricetta salva Italia anche se per ottenere risultati significativi ci sarà bisogno di sacrifici, i nostri solo però.

 

A due giorni dalle affermazioni del presidente della Regione Puglia che aveva definito Grillo un ‘populista inquietante’, Beppe Grillo si sfoga “Quando Vendola si presentò alle regionali, noi l’abbiamo aiutato. E’ stato eletto anche grazie a noi e poi invece è successo che la supercazzola Vendola si è messo a fare affari con la Marcegaglia, ha dato 140 milioni di soldi pubblici a Don Verzè. Non si è accorto cosa ha combinato nella sua giunta l’assessore Tedesco, salvato poi dai senatori”. Grillo respinge così al mittente le accuse fatte dal leader di Sel, scegliendo di attaccarlo sul piano politico

“Il Movimento 5 stelle è politica vera, non antipolitica. E’ popolare, non populista (di base, non di vertice) e  soprattutto si tiene alla larga dal denaro a pioggia, rimborsi compresi”

I toni e le parole di Grillo possono anche  non piacere ma nessuno può negare che dietro a Grillo esiste un popolo di militanti composto da cittadini informati solitamente ad alto tasso di scolarizzazione, impegnati nel sociale o in iniziative legate alle condizioni del territorio: inquinamento, energia, modelli di sviluppo, spesa pubblica nei comuni e nelle regioni… Quanti partiti possono dire di avere una simile base?

Rivolgo a tutti un personale invito “Contro al rischio di populismo e abbandono della politica, avviciniamoci nuovamente ai politici e manifestiamo liberamente il nostro pensiero” 

                                                                                                 Roberto Nosari