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Senza balle e trucchi Costa non galleggia                                               pub. 18/05/12

 

Qualcuno di voi ricorderà i bei tempi dell’amministrazione luzzarese, di quando in tanti urlavano alle falsità di Nosari e di “ilguano”, la gente era talmente abituata a “pensarla” come il sindaco che alcuni finirono per crederci veramente. Provate allora a credere anche a questo documento prodotto dal sindaco Costa, rappresentazione della più spudorata falsità. Il riferimento va alla determina 86 del 06/06/2011 ad oggetto: “affidamento incarico professionale per la direzione lavori e coordinamento sicurezza e tutti gli adempimenti riguardanti la sicurezza nei cantieri ai sensi del d.lgs. 81/2008 per la realizzazione del nuovo magazzino comunale e nuova sede protezione civile”. 

 

SCARICA LA DETERMINA

 

Dopo le rituali: richiamate; visti; considerato; ecc.. seguite dai richiami normativi che servono per distrarre il lettore e dare la parvenza di trasparenza e legalità, si dice che nei comuni privi di dirigenti ….. bla bla bla, si può incaricare un professionista esterno (in questo caso però il responsabile dell’ufficio tecnico c’è ed è lo stesso Marco Iotti che firma poi il documento) e che scrive:

VISTA la determina n. 410 del 23/12/2009 ad oggetto “Determina a contrattare opere di realizzazione nuovo magazzino comunale e nuova sede protezione civile”;

Per la cronaca: Il progetto è stato approvato due anni prima e visto da tutti in quanto in campagna elettorale era stato abbondantemente pubblicizzato insieme alla posa della prima pietra e  finanziato con un mutuo di 500.000 € dal precedente sindaco, questo richiamo normativo è semplicemente una falsa dichiarazione in atto pubblico.

 

CONSIDERATO che il Geom. Marco Iotti, (cioè se stesso, ndr) Responsabile del Servizio Uso e Assetto del Territorio, a causa dei molteplici impegni e del pesante carico di lavoro, non  potrà occuparsi della direzione lavori e coordinamento sicurezza in fase di esecuzione dell’importante opera pubblica in realizzazione, considerando anche tutti gli adempimenti riguardanti la sicurezza nei cantieri ai sensi del D.Lgs. 81/2008;

Per la cronaca: sono trascorsi 16 mesi dalla approvazione in consiglio comunale nonostante si fosse provveduto con procedura d’urgenza (per aggirare le norme sugli appalti e affidare i lavori agli amici). Perché incaricare non una qualsiasi figura esterna al comune ma colui che ha firmato e intascato le parcelle per la quasi totalità dei lavori pubblici svolti negli ultimi 5 anni, in violazione delle norme sull’affidamento ed esecuzione dei lavori pubblici, il ben noto anche se non stimato Bisi dello studio Bisi e Merkus?

Perché il noto professionista intasca  complessivi € 34.857,68 a causa del fatto che il nostro tecnico (già stipendiato dal comune) non ha il tempo di occuparsi del nuovo magazzino ma da allora non si è mossa foglia e la struttura resta esattamente com’era anche dopo l’affidamento a Bisi? Cosa nasconde questa manovra?

 

ACCERTATO che nessun’altra figura tecnica interna all’ente è in possesso della qualifica professionale necessaria a svolgere tale incarico;

Per la cronaca: quale qualifica è necessaria per prendere soldi senza fare nulla?

 

CONSIDERATO che ai sensi del comma 6 dell’articolo 90, del D.Lgs 12.04.2006 n. 163, lo svolgimento di attività tecnico amministrative connesse alla progettazione, in caso di carenza in organico di personale tecnico nelle stazioni appaltanti, ovvero di difficoltà di rispettare i tempi della programmazione dei lavori o di svolgere le funzioni di istituto, ovvero in casi di lavori di speciale complessità o di rilevanza architettonica o ambientale, ecc., casi che devono essere accertati e certificati dal responsabile del procedimento, possono essere affidati a soggetti di cui al comma 1, lettere d), e), f), g), e h) della succitata Legge;

Per la cronaca: la progettazione era già avvenuta 2 anni prima, non si sono mai rilevate speciali complessità e la rilevanza architettonica ed ambientale viene di conseguenza al fatto che la struttura nasce all’interno della discarica della SABAR, in un’area dove nemmeno i randagi ci vanno a defecare!

 

Come era già successo in precedenza il sindaco di Luzzara pur di raggiungere i propri scopi non si preoccupa minimamente del rispetto delle norme, della trasparenza e della legalità. Così, fingendo di rispettare le norme sugli appalti, incarica i propri funzionari di “taroccare” le carte.

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un documento che fa riferimento a protocolli di offerte da parte di professionisti che però, da un'attenta analisi, mette in evidenza non poche contraddizioni e non fa altro che aumentare i dubbi sulla regolarità dei numerosi bandi attivati dal Comune di Luzzara. Sulla falsariga di un precedente “appalto” vinto ovviamente dallo stesso Bisi, anche se questa volta è anche peggio. LEGGI “Quando ci si può permettere di snobbare le offerte di lavoro”

Casualità che pone forti dubbi sulla ormai costante vincita di qualsiasi tipo di bando da parte di Bisi & MerKus, in violazione a tutte le norme in vigore come ho già avuto modo di documentare in precedenti articoli.

Da  una attenta lettura del documento è legittimo porsi dei dubbi.

Si legge nel documento stesso che, come vuole la legge, le offerte giunte al nostro comune sono cinque, tutte di professionisti di Reggio Emilia, tutte protocollate in data 25/05/2011, con protocollo 5020/5021/5022/5023/5024.

Va fatta particolare attenzione alla data del 25/05/2011, mercoledì, giornata di chiusura al pubblico degli uffici comunali  infatti come documenta la foto del sito internet del comune gli orari sono cambiati 6 mesi dopo (dal 5 Dicembre) e da allora rimasti tali.

 

 

Mi chiedo:

  • ·         come è possibile che cinque professionisti, avendo due mesi di tempo per farlo, consegnino contemporaneamente, o comunque nel giro di mezz'ora, i loro preventivi presso gli uffici comunali che però quel giorno sono chiusi?

  • ·         come è possibile che ancora una volta sia BISI & MERKUS STUDIO ASSOCIATO – Vicolo Trivelli n. 6 – Reggio Emilia, ad accaparrarsi i lavori?

  • ·         Perché tutti i professionisti che hanno partecipato “all’appalto” sono di Reggio Emilia città e nessuno della periferia o delle province limitrofe? Siamo forse di fronte ad un cartello creato apposta per aggirare i vincoli normativi?

  • ·         Com'è possibile che ancora una volta le offerte da parte di professionisti vengano protocollate in perfetta sequenza, quando teoricamente dovrebbero essere in concorrenza tra loro e quindi ignari della partecipazione di altri professionisti? Ciò non è spiegabile e sarebbe sufficiente andare a verificare in che modo sono giunti all’URP tali documenti. Se con posta elettronica allora dovrebbe esserne rimasta traccia, soprattutto perché ovviamente il professionista avrebbe dovuto usare la posta elettronica certificata in quanto consente il rilascio di una ricevuta, altra possibilità è la lettera raccomandata per posta tradizionale. Ovvio che se non esiste nessuna di queste due condizioni, i documenti sono stati consegnati di persona da cinque professionisti che non dovevano conoscersi tra loro e che si sono trovati nel giro di mezz'ora in uffici comunali chiusi e che magari si sono anche messi le mani addosso? Tra di loro non c’è nessun ingegniere all’altezza di Carlo Olmi di San Polo come fu nel Giugno del 2008?

  • ·         Possiamo però anche supporre che la manovra nasconda una partita di giro per consentire il pagamento di € 34.857,68 per un precedente lavoro ad un professionista che non ha mosso un dito. Di conseguenza dobbiamo ipotizzare che siamo in presenza di uno dei tanti debiti fuori bilancio di cui sospettavamo, debiti non dichiarati dal sindaco ma che prima o poi doveva saldare e che di per sé costituisce falsa dichiarazione da parte dello stesso e di chi lo ha approvato (assessori e consiglieri). Ciò ci induce a domandarci quanti debiti non dichiarati vi siano ancora e quando mai finiremo di pagarli.

 

Una domanda su tutte ci dobbiamo però porre e cioè come mai nessun consigliere ha svolto il proprio ruolo di controllore della pubblica amministrazione, eppure la lettura di questo documento pone ben più di un dubbio. Cosa mai penseranno ora i paladini dei valori (quelli perduti ancor prima di partire ovviamente), quelli  dell’Italia Dei Valori e dei favori per intenderci, paravento di legalità e trasparenza per una amministrazione che ignora il significato di tali vocaboli? A quanto hanno venduto il loro falso moralismo pur di starsene seduti sul loro scranno con questa amministrazione? E gli altri? E al Segretario comunale (rappresentante dello Stato nel nostro comune), come può essere sfuggita una tale boiata, piena zeppa di irregolarità?

 

 

Roberto Nosari