|
difeso
dall’arc. Bisi, il sindaco ha difeso
l’operazione contro il parere del revisore dei
conti, dei consiglieri comunali, delle
associazioni di protezione civile, del comando dei
VVFF. La stessa associazione Paese Pronto aveva
presentato un progetto che prevedeva un magazzino
di 800 mq. (e non 500) con un preventivo di spesa
di 400.000 € totali.
Si avvicinano le
elezioni e non si placano le polemiche così
durante il confronto fra i candidati sindaci
promosso dalla CGIL, Costa presenta
inaspettatamente un “documento scoop” redatto
direttamente dai Vigili del Fuoco e sventolandolo
pubblicamente accusa Perini e gli altri, di falsità
e quella è la dimostrazione. Perini, altrettanto
improvvisamente, estrae la stessa copia e invita
Costa a leggere pubblicamente il documento nel
quale i Vigili del Fuoco dicono che è la
struttura già utilizzata da Paese Pronto in via
Circonvallazione Ovest (ex fonderia Bonaretti), ad
essere idonea ad ospitare il distaccamento dei
VVFF e non il nuovo magazzino.
Un po’ di imbarazzo,
molte risate e commenti maligni.
Così
nel rispetto dell’urgenza nella realizzazione
del magazzino (come riportato nella Delibera num.
55 del 18/12/2009), l’amministrazione comunale
invita tutta la cittadinanza a partecipare alla
posa della prima pietra del magazzino, alle ore
10,30 del 20 Marzo (si sarebbe votato una
settimana dopo, il 28 e 29 Marzo).
Ora
non resta
che modificare il progetto del magazzino e salvare
in qualche modo la faccia, intanto si comincia a
dire che nessuno aveva parlato del distaccamento
dei Vigili del Fuoco e che la struttura servirà
per la Protezione Civile che è un’altra cosa,
nello stesso tempo si cerca ancora di
ottenere dai VVFF i permessi,
mediando sulle modifiche al progetto ma
subentrano troppi ostacoli, allora che si
confeziona? Con un colpo di genio si decide di
lasciare l’associazione negli attuali locali (di
proprietà di un socio della stessa associazione e
quindi privati). Uno dei motivi principali per cui
si erigeva la nuova struttura (sede del
distaccamento dei VVFF) viene meno, si continuerà
a pagare i costi della nuova costruzione tramite
un debito da restituire e gli interessi che il
comune ha già iniziato a pagare.
Perini
ha sempre sostenuto, nonostante Donelli dicesse il
contrario, che
chi comprava il vecchio magazzino erano
sostanzialmente gli stessi che avrebbero avuto
l’appalto del nuovo magazzino. Aveva già
dimostrato in passato che il vecchio magazzino era
stato acquistato da una società di Maestri,
Bernardelli, Savi e Romitti e l’appalto del
nuovo magazzino era andato a Savi. Ma vi è di più.
Ancorato all’appalto del nuovo magazzino vi era
l’acquisto dell’attuale sede della camera del
lavoro. Ebbene il rogito di tale immobile è stato
sottoscritto a fine 2010 e si è scoperto che il
prezzo è stato pagato non da Savi ma dalla mitica
Ecogen di Maestri, Bernardelli, Romitti e Savi .
La Ecogen è la vecchia “immobiliare Ruggiero”
che ha cambiato nome e che aveva acquistato il
vecchio magazzino.
Insomma
gira e rigira sempre gli stessi nomi e di mezzo
sempre Maestri (professionista del settore,
sindaco di Gualtieri e Presidente dell’unione
dei comuni). Conflitto di interessi? Come minimo!
Passa
il tempo e si perde l’urgenza di realizzare la
struttura, tanto ormai i cittadini hanno votato e
“les jeux son fait”, infatti
dell’inaugurazione si perde tutto, le righe per
segnare il tracciato, le paline di confine, i
tavoli per il rinfresco ed ovviamente anche la
prima pietra lascia spazio alla natura.
A Novembre 2010,
l’erbetta (alta più di 1 metro) ha ormai
cancellato ogni cosa. Sono ormai trascorsi quasi
tutti i 300 giorni programmati per la
realizzazione del nuovo magazzino. Sarà difficile
anche identificare il luogo di sepoltura della
prima e costosissima pietra.
Il
progetto si modifica ma non si modifica il prezzo.
Cambia tutto ma rimangono fermi i 500.000 euro di
valore di appalto. E’ una cosa veramente strana
anche perché si sarebbe dovuto procedere ad un
nuovo appalto visto che i costi probabilmente sono
cambiati e di certo comunque sono cambiati gli
accordi del capitolato. Ma di cose strane ce ne
sono tante , troppe. Insomma per riepilogare:
a)
si fa il magazzino ma non per quel che doveva
servire,
b)
vi è uno strano intreccio tra chi compra il
vecchio magazzino e chi fa il nuovo;
c)
al centro di questi intrecci c’è sempre
l’ing. Maestri che non solo fa il professionista
ma è socio di società che entrano in modo
pesante sul mercato edilizio di Luzzara,
d)si
modifica il progetto ma il prezzo resta
invariato.,
Il
bilancio 2009 è stato in piedi grazie alle
vendite degli immobili, ma come si fa a venderli
se il mercato non tira? Semplice, si legano le
vendite degli immobili ai nuovi appalti. In questo
modo si bypassa tutta la normativa. Gli appalti
sono costruiti non in funzione di ottenere i
migliori risultati per la collettività ma per
cercare esclusivamente di vendere gli immobili e
ridurre il forte debito del comune. Le aziende che
beccano gli appalti sono sempre le stesse e chi ha
un po’ di dimestichezza con i documenti del
comune sa che il ricambio medio delle aziende si
aggira intorno ai due/tre anni nei quali le
aziende “nella manica del sindaco” ottengono
tutti gli appalti, poi improvvisamente l’azienda
scompare e si ricomincia con una nuova e fino ad
allora sconosciuta.
E’
un sistema non trasparente che crea confusione, al
punto tale che lo stesso comune si confonde. Per
la cessione della Camera del lavoro fa prima un
contratto di appalto con permuta (11 novembre
2010), poi accortosi dell’errore lo modifica in
data 14 dicembre 2010 con un vero contratto di
acquisto ma attenzione non a favore di chi si
aggiudica l’appalto ma a favore della Ecogen
quella con Maestri socio.
Il
giorno dopo la firma del contratto di appalto con
le modifiche, l’Ufficio Tecnico con la Determina
n.254 del 15 Dicembre 2010, decide di liquidare
180.000 euro + IVA (198.000 €),
a seguito dello
stato di avanzamento lavori. Si tratta di
quasi la metà dell’importo complessivo dei
lavori.
DI LIQUIDARE
E IMPUTARE la
fattura n°
49 in
data 14/12/2010 della ditta ditta “SAVI L.
S.R.L.” con sede in Via Negre n°38/A a Luzzara
(RE) dell'importo complessivo pari ad €
198.000,00 di cui imponibile €
180.000,00 e IVA 10% € 18.000,00
all’intervento 2.01.08.01 Cap. 15 del Bilancio
2010 G
.R. 2009 avente ad oggetto “Nuova sede magazzini
comunali e protezione civile”;;
Le
cose che non quadrano sono tante troppe. Sappiamo
che si ritarda il pagamento degli artigiani, che
lavorano per il comune e la colpa viene attribuita
alle norme per il rispetto del patto di stabilità,
ma quando c’è di mezzo Maestri di riffa o di
raffa arriviamo a pagare i lavori prima che questi
vengano fatti.
Come
facciamo a dirlo?
OMISS
Qui
purtroppo, per ora, non possiamo rendere pubbliche
foto, documenti e video che testimoniano quanto da
noi affermato, giornali e fotografie che
riproducono la reale situazione dei lavori in data
successiva a quanto dichiarato nella Determina 154
del 15 Dicembre e successivamente fino ad oggi,
non lasciano spazio ad interpretazioni.
La
cosa che sbigottisce è che il Comune delibera di
pagare a
Savi quasi 200.000 euro per lavori non fatti e
dopo pochi giorni lo stesso Savi con la Ecogen
(Maestri, Bernardelli, Savi e Romitti) paga al
Comune 270.000 euro per l’acquisto della camera
del lavoro. In pratica il comune finanzia gli
acquisti dei propri immobili. A tanto non eravamo
arrivati neppure nella fase più buia del
Donellismo. Hanno poi un bel dire i nuovi
amministratori che questa è una storia vecchia e
che è ora di smetterla di parlarne. Questa storia
è la continuità con la gestione Donelli, fatta
di sotterfugi, falsità e taroccamenti di ogni
tipo.
Non
possiamo ignorare valutazioni sul conflitto
d’interessi e l’assoluto menefreghismo usato
nei confronti delle Leggi visto che
l’articolo 32 TUEL (Unioni di comuni) al punto 5
recita:
“Alle unioni di comuni si applicano, in quanto
compatibili, i principi previsti per l'ordinamento
dei comuni.” Va da sé che essendo
Maestri, già sindaco di Gualtieri e presidente
dell’unione dei comuni, in quanto tale è
paragonabile al sindaco nel territorio del suo
comune e quindi è soggetto alle stesse regole,
che sono:
Il
conflitto d'interesse degli amministratori locali La legge 3/8/1999
n. 265, all'art. 19 - attuale co. 3 dell'art.78
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli
enti locali approvato con D.Lgs. 267/2000 -
relativamente alle condizioni giuridiche degli
amministratori locali, stabilisce che "I
componenti la giunta comunale competenti in
materia di urbanistica, di edilizia e di lavori
pubblici devono astenersi dall'esercitare attività
professionale in materia di edilizia privata e
pubblica nel territorio da essi
amministrato."
Dal tenore letterale
della norma si deduce che chiunque, Ingegnere,
Architetto, Geometra, o comunque libero
professionista, competente in materia di edilizia
e urbanistica, eserciti la libera professione non
può essere, contemporaneamente, nello stesso
territorio amministrato, componente della Giunta.
Essendo Maestri un
professionista in ambito edilizio e socio in tutto
l’ambaradan precedente, c’è una palese
violazione, è
evidente il conflitto di interessi che si è
sviluppato in questa situazione. La divisione dei
ruoli tra controllore e controllato è venuta meno
negando il principio di imparzialità previsto
dalla Costituzione Italiana (art. 97) e
infrangendo l’art. 63 comma primo del Decreto
Legislativo 18/08/2000 n. 267 “Testo unico delle
leggi sull’ordinamento degli enti locali” che
recita “Non può ricoprire la carica di sindaco,
presidente della provincia, consigliere comunale,
provinciale o circoscrizionale (…) punto 2 -
colui che, come titolare, amministratore,
dipendente con poteri di rappresentanza o di
coordinamento ha parte, direttamente o
indirettamente, in servizi, esazioni di diritti,
somministrazioni o appalti, nell'interesse del
comune o della provincia, ovvero in società ed
imprese volte al profitto di privati,
sovvenzionate da detti enti in modo continuativo,
quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di
una legge dello Stato o della regione”.
Oggi comunque, 9 Giugno
2011, a smentire maligni e miscredenti ci ha
pensato una gigantesca gru e una serie di camion
per trasporti eccezionali. E’ così che Costa può
dimostrare che non era un problema di soldi o di
intrallazzi ma semplicemente del momento non
propizio e di una situazione meteo ostile, infatti
sono bastati dieci giorni di pioggia insistente
per far germogliare “la prima pietra”, anche
se dopo 18 mesi e ad almeno trenta metri da dove
era stata sepolta. Oggi finalmente abbiamo i
nostri asparagi di cemento e forse in futuro anche
molto concime che colerà da alcune braghette.
SPURCACIUN!!!!
Roberto
Nosari
|