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Parto d’urgenza dopo 18 mesi.                                                                pub. 09/06/11

 

Tutto ha inizio il 18/03/2009 con la Delibera di Giunta num. 30  nella quale si decide di approvare il progetto preliminare relativo alla “Realizzazione di nuovo magazzino comunale e sede Protezione Civile” in via Tomba a LUZZARA, per un importo complessivo di € 500.000,00

 

In tale atto si legge:PREMESSO che:

-   l’Amministrazione Comunale è intenzionata a procedere alla realizzazione  di un nuovo fabbricato, che possa ospitare, oltre al magazzino comunale, anche la sede per le associazioni di Protezione Civile e il distaccamento dei vigili del fuoco volontari;

-  che tale intervento risulta inserito nel programma annuale delle opere pubbliche 2008, come da PROGRAMMA TRIENNALE DEI LAVORI PUBBLICI 2008/2010 approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n°11 del 11/02/2008;

RAVVISATO che la somma complessiva di € 500.000,00 trova copertura all’intervento 2.01.08.01 Cap. 15 del Bilancio 2009 G.R. 2008, avente ad oggetto “Nuova sede magazzini comunali e protezione civile”;

Da Marzo in poi emergono sempre maggiori difficoltà economiche per il nostro comune.

Le due associazioni locali di Protezione Civile dichiarano di non essere interessate alla realizzazione del nuovo magazzino a maggior ragione se ciò dovesse comportare sacrifici per la collettività.

Si arriva quindi alla Delibera di Consiglio Comunale num. 55 del 18/12/2009 per l’emissione di un prestito obbligazionario di € 500.000,00 per la realizzazione del nuovo magazzino comunale. L’associazione di Protezione Civile  “Paese Pronto” (destinataria del progetto), aveva fatto presente una serie di problemi tecnici in relazione al progetto, il Revisore dei Conti nella sua relazione invitava il comune a non procedere vista la situazione dei conti e viene allegato alla delibera anche il parere contrario del responsabile delle risorse finanziare Dott. Marco Terzi.

E’ ovvio che fino a questo memento non era previsto nessun mutuo per la realizzazione del nuovo magazzino ed è altrettanto ovvio che è stato dichiarato il falso nell’atto pubblico corrispondente alla Delibera 30 del 18/03/2009 in quanto non vi era di fatto la copertura finanziaria come previsto invece dalla legge, tale falsa dichiarazione (in atto pubblico) verrà conseguentemente riportata anche nei successivi atti.

In tale occasione si parla apertamente di vendita del vecchio magazzino per un valore di 400.000,00, legata alla realizzazione del nuovo, lo dice Perini nel suo intervento e aggiunge che proprio perché le previsioni del bilancio sono state clamorosamente  sbagliate siamo stati costretti a dichiarare il disequilibrio, per potere utilizzare i proventi da vendite immobiliari nella loro interezza.

Segue poi il mio intervento (Nosari) nel quale sostengo che l’insensata delibera cerca di nascondere quella che in realtà è una normale, anche che se deplorevole, partita di giro, facendola passare per una esigenza della collettività. Tutto ciò sapendo bene, in quanto da me anticipato nella Delibera del Consiglio Comunale del 12 agosto 2009, a seguito di mia specifica richiesta di informazioni ai vigili del fuoco di Reggio Emilia, per la quale ho ricevuto risposta con lettera recapitata proprio in comune, che la struttura che si vuole finanziare non sarà mai utilizzabile come sede distaccata dei Vigili del Fuoco, in quanto non conforme alle specifiche richieste. Anche altri consiglieri di maggioranza manifestano i loro dubbi e Donelli,

l’allora sindaco, minaccia le proprie dimissioni e mette in guardia sulle conseguenze di tale atto. Su questo punto si aprì uno scontro che portò alla spaccatura del gruppo consiliare di maggioranza ampiamente documentata da giornali e tv locali.

Il consigliere Montanini affermò di non accettare questa sorta di ricatto al consiglio comunale. Sono diversi consigli comunali che si hanno pareri contrari dei revisori e del responsabile del servizio finanziario. Vi sono due pareri contrari della corte dei conti. E’ una follia fare questo mutuo, sostiene. Rammenta nuovamente le responsabilità dei consiglieri a fronte dell’approvazione di questo atto. Una delibera non deve essere occasione per minacciare chiunque. La situazione è in un vicolo cieco. All’inizio, sostiene, non si è detto che ci sarebbero stati tutti questi pareri contrari. Non è accettabile che tutte queste prese di posizioni dipendano da un calcolo elettoralistico.

Il sindaco Donelli afferma di non cambiare la propria posizione perché con questa proposta non ci sarebbe solo un po’ di disavanzo.

Si conclude quindi la votazione con 10 voti favorevoli, contrari 6 (Luppi, Montanini, Nosari, Bolondi, Lanfredi, Perini), astenuti 1 (Secchi). La Delibera viene dichiarata immediatamente esecutiva stante l’urgenza di procedere alla realizzazione degli investimenti per la seguente motivazione: l’attuale magazzino comunale è attualmente oggetto di procedura di alienazione che si concluderà entro brevissimo termine. La sua alienazione determinerà, conseguentemente, l’impossibilità di poter continuare ad utilizzare tale struttura quale ricovero degli automezzi comunali, dei materiali per la manutenzione di strade e immobili, nonché quale sede operativa del personale comunale addetto. Da qui la conseguente necessità di procedere con la massima celerità all’avvio delle procedure di gara per la realizzazione del nuovo immobile da adibirsi a magazzino comunale. (tratta integralmente dalla Delibera num. 55 del 18/12/2009). Un doveroso appunto; materiali, mezzi e personale che il comune non ha più visto che ha esternalizzato la totalità dei servizi, quindi un problema inesistente. Tutti sapevano e sanno oggi che è stato solo un trucco per ripianare il forte debito creato dall’amministrazione Donelli e successivamente coperto dall’amministrazione Costa.

Ancora una volta i documenti smentiscono le continue falsità alle quali ci ha abituato l’assessore Bosi che nel consiglio del 28/03/2011 ha voluto far credere ai consiglieri di maggioranza e ai cittadini che seguivano la diretta del consiglio via internet, che tutta la maggioranza (Perini compreso) votò allora a favore del mutuo. Nello stesso consiglio Bosi dichiara ancora il falso dicendo ripetutamente che mai l’amministrazione comunale ha parlato di distaccamento dei Vigili del Fuoco volontari (smentito dalla Delibera di Giunta 30 del 18/03/2009).

Si giunge così alla Delibera di Giunta n.131 del 22/12/2009 con l’approvazione del progetto esecutivo, nella quale si fa riferimento alla copertura finanziaria attribuita all’intervento 2.01.08.01 Cap. 15 del Bilancio 2009 G.R. 2008 e mai invece al mutuo di 500.000 Euro.

La vendita del vecchio magazzino inizia le sue fasi strane. Tutto parte da un preliminare con la ditta Romitti la quale si riserva di fare andare a rogito altri. E’ normale. Il Comune però non si riserva la clausola di gradimento. E questo è anomalo. Nel nostro caso si paga dopo  un anno e si deve presentare una fidejussione dopo un mese. Quindi non è indifferente la solvibilità di chi viene a rogito.

Infatti a rogito il 30 dicembre 2009 viene una certa “Immobiliare Ruggiero” che al momento del rogito è di proprietà dei fratelli Ruggiero Giacinto, Francesco e Giuseppe, nati a Cutro e che hanno dato vita ad una immobiliare con sede legale a Suzzara, diventata Ecogen s.r.l. lo stesso giorno che è stata acquistata da Mestri & C. ma che era iscritta dal 27/12/2006 con sede legale in via Flli Bandiera 3 a Suzzara (stesso indirizzo della Ruggiero s.r.l. ) ed il cui amministratore unico era Marco Romitti.

Altra stranezza è il capitale sociale (40.000 euro) molto basso. Voi vendereste un immobile da 400.000 euro ad una società che ha 40.000 euro di capitale sociale?

Il 12 Gennaio 2010 i fratelli Ruggiero vendono le loro quote alla Romitti srl, a Erio Savi, a Bernardelli Alessandro (allora consigliere di maggioranza a Luzzara) e a Maestri Massimiliano (sindaco di Gualtieri), per cui l’immobiliare Ruggiero risulta di proprietà di questi quattro soggetti. 

Perchè acquisire la Ruggiero s.r.l. il 12 Gennaio con atto del Notaio Dr. Laura Flisi di Suzzara e dare vita alla Ecogen s.r.l.

nello stesso giorno con pratica depositata il 14 e protocollata il 15 Gennaio 2010 con numero MN-2010-596? Non era meglio partire subito con quest'ultima? Perchè l'Arc. Dott. Bellini (allora dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Luzzara), firmò la fidejussione con la Ruggiero s.r.l. il 22 Gennaio ma che da 7 giorni era diventata  Ecogen?

Il 26 gennaio 2010 la Savi Costruzioni srl vince la gara del nuovo magazzino.  Si dirà che la Savi Costruzioni non è Savi Erio. Infatti Savi Erio ha solo il 98% della Savi L. Costruzioni.  Quindi la faccia pulita della giunta Donelli ci ha ancora una volta detto delle balle. Tra chi compra il vecchio magazzino e chi acquisisce l’appalto del nuovo vi è più di un legame. Vi è inoltre una illegalità rappresentata dal fatto che  il geom. Bernardelli (consigliere di maggioranza) ha votato a favore della emissione dei BOC, in palese conflitto d’interesse e violazione alle norme in quanto al momento della delibera Savi, Maestri e Bernardelli erano già soci (33% ognuno nella Ema srl).

In pratica la Savi costruzioni vince la gara prima che l’Ufficio Associato per la Gestione degli Appalti, con determina n° 10/G DEL 28/01/2010, aggiudichi la gara dei LAVORI DI REALIZZAZIONE NUOVO MAGAZZINO COMUNALE E NUOVA SEDE PROTEZIONE CIVILE alla ditta SAVI L. S.R.L. con sede in Via Negre n°38/A a Luzzara (RE) per il prezzo di € 405.314,29 oltre IVA di legge.

Altra cosa strana, la fidejussione, di solito data in anticipo, a termini di rogito, doveva essere presentata solo il 31 Gennaio, cioè quando si sarebbe già saputo se l’asta per il nuovo magazzino fosse stata vinta da Savi.

Va sottolineato che la fidejussione presentata della Confidi Coopterfidi con sede a Roma, piazza Cina, 78 non sembra valere molto. La società già nel gennaio 2010 ha subito un fermo amministrativo da parte del ministero della pubblica istruzione e altri dal ministero della difesa, in Italia è cessata e si è trasferita in Inghilterra, presumibilmente per sottrarsi ai controlli della Banca d’Italia, dallo Statuto sembra abilitata ad emettere fidejussioni solo per rateazione di imposte e per rimborsi, è implicata non si sa a che titolo con alcune denunce di falso. In sostanza questa fidejussione sembra valere poco più della carta con cui è scritta. In sostanza il comune di Luzzara ha venduto un immobile e per un anno non ne ha avuto la disponibilità con in mano garanzie che non valevano nulla.

Non va comunque dimenticato che l’asta per il nuovo magazzino è stata un’asta ad invito. Quindi è bastato chiamare chi doveva vincere e 4 non interessati ed il gioco è fatto. Ulteriore elemento, dal rogito Flisi scopriamo che l’Immobiliare Ruggiero è una società inattiva con soli 40.000 euro di capitale sociale e di cui solo 10.000 versati. Se il comune ha rogitato senza sapere che sarebbe stata venduta saremmo in presenza di gravissime negligenze. In tutta la vicenda poi ha avuto un ruolo attivo l’arch. Bisi, un professionista esterno e francamente anche questo è anomalo, che però negli ultimi anni ha seguito la totalità dei lavori pubblici di Luzzara, in violazione alle norme sugli appalti in stretto legame con l’arc. Bellini responsabile dell’ufficio tecnico del comune.

Il risultato di questa “collaborazione” è stata l’approvazione di un progetto con un costo di 1.000 euro al metro quadro, sono troppi, quando il mercato ne chiede 700. Durante la discussione per l’approvazione del progetto, accanitamente  

La posa della ”prima pietra” il 20 Marzo 2010, le elezioni si sono svolte la settimana dopo (28 e 29 Marzo).

Nasce il magazzino comunale (per ora solo una pietra), si legge “durata dei lavori 300 gg”, a Natale quindi l’inaugurazione?

 

 

Luglio 2010, la natura inizia a rimarginare  le ferite provocate da Donelli.

 

22 Novembre 2010, l’erbetta (alta più di 1 metro) ha ormai cancellato ogni cosa. Sono ormai trascorsi quasi tutti i 300 giorni programmati per la realizzazione del nuovo magazzino. Sarà difficile anche identificare il luogo di sepoltura della prima pietra.

 

La tabella con tutte le indicazioni del cantiere

difeso dall’arc. Bisi, il sindaco ha difeso l’operazione contro il parere del revisore dei conti, dei consiglieri comunali, delle associazioni di protezione civile, del comando dei VVFF. La stessa associazione Paese Pronto aveva presentato un progetto che prevedeva un magazzino di 800 mq. (e non 500) con un preventivo di spesa di 400.000 € totali.

Si avvicinano le elezioni e non si placano le polemiche così durante il confronto fra i candidati sindaci promosso dalla CGIL, Costa presenta inaspettatamente un “documento scoop” redatto direttamente dai Vigili del Fuoco e sventolandolo pubblicamente accusa Perini e gli altri, di falsità e quella è la dimostrazione. Perini, altrettanto improvvisamente, estrae la stessa copia e invita Costa a leggere pubblicamente il documento nel quale i Vigili del Fuoco dicono che è la struttura già utilizzata da Paese Pronto in via Circonvallazione Ovest (ex fonderia Bonaretti), ad essere idonea ad ospitare il distaccamento dei VVFF e non il nuovo magazzino.

Un po’ di imbarazzo, molte risate e commenti maligni.

Così nel rispetto dell’urgenza nella realizzazione del magazzino (come riportato nella Delibera num. 55 del 18/12/2009), l’amministrazione comunale invita tutta la cittadinanza a partecipare alla posa della prima pietra del magazzino, alle ore 10,30 del 20 Marzo (si sarebbe votato una settimana dopo, il 28 e 29 Marzo).

Ora non  resta che modificare il progetto del magazzino e salvare in qualche modo la faccia, intanto si comincia a dire che nessuno aveva parlato del distaccamento dei Vigili del Fuoco e che la struttura servirà per la Protezione Civile che è un’altra cosa, nello stesso tempo si cerca ancora di  ottenere dai VVFF i permessi,  mediando sulle modifiche al progetto ma subentrano troppi ostacoli, allora che si confeziona? Con un colpo di genio si decide di lasciare l’associazione negli attuali locali (di proprietà di un socio della stessa associazione e quindi privati). Uno dei motivi principali per cui si erigeva la nuova struttura (sede del distaccamento dei VVFF) viene meno, si continuerà a pagare i costi della nuova costruzione tramite un debito da restituire e gli interessi che il comune ha già iniziato a pagare.

Perini ha sempre sostenuto, nonostante Donelli dicesse il contrario,  che chi comprava il vecchio magazzino erano sostanzialmente gli stessi che avrebbero avuto l’appalto del nuovo magazzino. Aveva già dimostrato in passato che il vecchio magazzino era stato acquistato da una società di Maestri, Bernardelli, Savi e Romitti e l’appalto del nuovo magazzino era andato a Savi. Ma vi è di più. Ancorato all’appalto del nuovo magazzino vi era l’acquisto dell’attuale sede della camera del lavoro. Ebbene il rogito di tale immobile è stato sottoscritto a fine 2010 e si è scoperto che il prezzo è stato pagato non da Savi ma dalla mitica Ecogen di Maestri, Bernardelli, Romitti e Savi . La Ecogen è la vecchia “immobiliare Ruggiero” che ha cambiato nome e che aveva acquistato il vecchio magazzino.

Insomma gira e rigira sempre gli stessi nomi e di mezzo sempre Maestri (professionista del settore, sindaco di Gualtieri e Presidente dell’unione dei comuni). Conflitto di interessi? Come minimo!     

Passa il tempo e si perde l’urgenza di realizzare la struttura, tanto ormai i cittadini hanno votato e “les jeux son fait”, infatti dell’inaugurazione si perde tutto, le righe per segnare il tracciato, le paline di confine, i tavoli per il rinfresco ed ovviamente anche la prima pietra lascia spazio alla natura.

A Novembre 2010, l’erbetta (alta più di 1 metro) ha ormai cancellato ogni cosa. Sono ormai trascorsi quasi tutti i 300 giorni programmati per la realizzazione del nuovo magazzino. Sarà difficile anche identificare il luogo di sepoltura della prima e costosissima pietra.

Il progetto si modifica ma non si modifica il prezzo. Cambia tutto ma rimangono fermi i 500.000 euro di valore di appalto. E’ una cosa veramente strana anche perché si sarebbe dovuto procedere ad un nuovo appalto visto che i costi probabilmente sono cambiati e di certo comunque sono cambiati gli accordi del capitolato. Ma di cose strane ce ne sono tante , troppe. Insomma per riepilogare:

a) si fa il magazzino ma non per quel che doveva servire,

b) vi è uno strano intreccio tra chi compra il vecchio magazzino e chi fa il nuovo;

c) al centro di questi intrecci c’è sempre l’ing. Maestri che non solo fa il professionista ma è socio di società che entrano in modo pesante sul mercato edilizio di Luzzara,

d)si modifica il progetto ma il prezzo resta invariato.,

Il bilancio 2009 è stato in piedi grazie alle vendite degli immobili, ma come si fa a venderli se il mercato non tira? Semplice, si legano le vendite degli immobili ai nuovi appalti. In questo modo si bypassa tutta la normativa. Gli appalti sono costruiti non in funzione di ottenere i migliori risultati per la collettività ma per cercare esclusivamente di vendere gli immobili e ridurre il forte debito del comune. Le aziende che beccano gli appalti sono sempre le stesse e chi ha un po’ di dimestichezza con i documenti del comune sa che il ricambio medio delle aziende si aggira intorno ai due/tre anni nei quali le aziende “nella manica del sindaco” ottengono tutti gli appalti, poi improvvisamente l’azienda scompare e si ricomincia con una nuova e fino ad allora sconosciuta.

E’ un sistema non trasparente che crea confusione, al punto tale che lo stesso comune si confonde. Per la cessione della Camera del lavoro fa prima un contratto di appalto con permuta (11 novembre 2010), poi accortosi dell’errore lo modifica in data 14 dicembre 2010 con un vero contratto di acquisto ma attenzione non a favore di chi si aggiudica l’appalto ma a favore della Ecogen quella con Maestri socio.

Il giorno dopo la firma del contratto di appalto con le modifiche, l’Ufficio Tecnico con la Determina n.254 del 15 Dicembre 2010, decide di liquidare 180.000 euro + IVA (198.000 €),  a seguito dello  stato di avanzamento lavori. Si tratta di quasi la metà dell’importo complessivo dei lavori.

 

DI LIQUIDARE E IMPUTARE la fattura n° 49 in data 14/12/2010 della ditta ditta “SAVI L. S.R.L.” con sede in Via Negre n°38/A a Luzzara (RE) dell'importo complessivo pari ad € 198.000,00 di cui imponibile € 180.000,00 e IVA 10% € 18.000,00 all’intervento 2.01.08.01 Cap. 15 del Bilancio 2010 G .R. 2009 avente ad oggetto “Nuova sede magazzini comunali e protezione civile”;;

 

Le cose che non quadrano sono tante troppe. Sappiamo che si ritarda il pagamento degli artigiani, che lavorano per il comune e la colpa viene attribuita alle norme per il rispetto del patto di stabilità, ma quando c’è di mezzo Maestri di riffa o di raffa arriviamo a pagare i lavori prima che questi vengano fatti.

Come facciamo a dirlo?

 

OMISS

 

Qui purtroppo, per ora, non possiamo rendere pubbliche foto, documenti e video che testimoniano quanto da noi affermato, giornali e fotografie che riproducono la reale situazione dei lavori in data successiva a quanto dichiarato nella Determina 154 del 15 Dicembre e successivamente fino ad oggi, non lasciano spazio ad interpretazioni.

La cosa che sbigottisce è che il Comune delibera di pagare   a Savi quasi 200.000 euro per lavori non fatti e dopo pochi giorni lo stesso Savi con la Ecogen (Maestri, Bernardelli, Savi e Romitti) paga al Comune 270.000 euro per l’acquisto della camera del lavoro. In pratica il comune finanzia gli acquisti dei propri immobili. A tanto non eravamo arrivati neppure nella fase più buia del Donellismo. Hanno poi un bel dire i nuovi amministratori che questa è una storia vecchia e che è ora di smetterla di parlarne. Questa storia è la continuità con la gestione Donelli, fatta di sotterfugi, falsità e taroccamenti di ogni tipo.

Non possiamo ignorare valutazioni sul conflitto d’interessi e l’assoluto menefreghismo usato nei confronti delle Leggi visto che l’articolo 32 TUEL (Unioni di comuni) al punto 5 recita: “Alle unioni di comuni si applicano, in quanto compatibili, i principi previsti per l'ordinamento dei comuni.” Va da sé che essendo Maestri, già sindaco di Gualtieri e presidente dell’unione dei comuni, in quanto tale è paragonabile al sindaco nel territorio del suo comune e quindi è soggetto alle stesse regole, che sono:

Il conflitto d'interesse degli amministratori locali La legge 3/8/1999 n. 265, all'art. 19 - attuale co. 3 dell'art.78 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali approvato con D.Lgs. 267/2000 - relativamente alle condizioni giuridiche degli amministratori locali, stabilisce che "I componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato."

Dal tenore letterale della norma si deduce che chiunque, Ingegnere, Architetto, Geometra, o comunque libero professionista, competente in materia di edilizia e urbanistica, eserciti la libera professione non può essere, contemporaneamente, nello stesso territorio amministrato, componente della Giunta.

Essendo Maestri un professionista in ambito edilizio e socio in tutto l’ambaradan precedente, c’è una palese violazione, è evidente il conflitto di interessi che si è sviluppato in questa situazione. La divisione dei ruoli tra controllore e controllato è venuta meno negando il principio di imparzialità previsto dalla Costituzione Italiana (art. 97) e infrangendo l’art. 63 comma primo del Decreto Legislativo 18/08/2000 n. 267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” che recita “Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale (…) punto 2 - colui che, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell'interesse del comune o della provincia, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della regione”.

Oggi comunque, 9 Giugno 2011, a smentire maligni e miscredenti ci ha pensato una gigantesca gru e una serie di camion per trasporti eccezionali. E’ così che Costa può dimostrare che non era un problema di soldi o di intrallazzi ma semplicemente del momento non propizio e di una situazione meteo ostile, infatti sono bastati dieci giorni di pioggia insistente per far germogliare “la prima pietra”, anche se dopo 18 mesi e ad almeno trenta metri da dove era stata sepolta. Oggi finalmente abbiamo i nostri asparagi di cemento e forse in futuro anche molto concime che colerà da alcune braghette.

 

SPURCACIUN!!!!   

                                                                                                                                           Roberto Nosari