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Risposta
da parte del PRC-FDS da noi sollecitata nell'ultimo
articolo pubblicato
pub.
07/007/11
OBIETTIVO
NORMALIZZAZIONE
Nel 2007 un progetto
politico neocentrista si stava strutturando per
diventare egemone nel paese. Occorreva far fuori la vera
sinistra, accantonare l’impresentabile Berlusconi già
da allora caduto in disgrazia presso i poteri forti e
mettere la Lega in condizione di non nuocere. Era un
progetto che richiedeva tempo e pazienza, una ricerca di
ampie convergenze che presupponeva un lavorio da abili
tessitori. A sparigliare le carte arrivò Veltroni che
con la delicatezza di un elefante in una cristalleria
dichiarò, col governo Prodi ancora in piedi, di voler
andare solo alle elezioni. Berlusconi, che sapeva di non
avere alternative a destra e che la porcellum avrebbe
trasformato in maggioranza (55%) la minoranza più
consistente (la sua), capì di essere stato miracolato e
tornò a nuova vita e nuovo governo. Follini dichiarò
che si sarebbe trattato solo di una parentesi: il
progetto non fu abbandonato e oggi, che l’unica
capacità dell’esecutivo è quella di spesa nei
confronti di parlamentari compiacenti, le condizioni
paiono di nuovo favorevoli.
Il PD si è sempre
dimostrato volenteroso: fin dalla sua nascita ha
dichiarato di voler rappresentare il cittadino
consumatore, di reputare produttori sia i lavoratori che
i datori di lavoro. Gli ingredienti della modernità ci
sono tutti: aziendalismo, mercatismo,
neocorporativismo… Rimane solo il problema di gettare
qualche secchiata di acqua gelida sugli ardori di chi
negli ultimi mesi aveva rialzato la testa contro la
corruzione, i privilegi, la precarietà, l’attacco ai
diritti dei lavoratori, le privatizzazioni ecc,
prima che questi movimenti si saldino magari in
un progetto politico antagonista al neocentrismo. Dopo
il successo dello sciopero generale del 6 maggio, il
patto sociale siglato il 28 giugno costituisce una bella
delusione per chi nella CGIL aveva riposto tante
speranze e produce un effetto liquidatorio dirompente
sul potenziale di lotta.
Non abbiamo elementi per
stabilire se ci sia una regia comune, ma gli effetti
prodotti, a meno di una presa di coscienza collettiva,
potrebbero essere quelli descritti.
CISL e UIL sono sempre
state collaterali alle scelte antidemocratiche del
centrodestra, ma hanno avuto sponde politiche anche nei
partiti della pseudo-opposizione; oggi la maggioranza
della CGIL uscita dal congresso si accoda col plauso di
Confindustria per chiudere il cerchio della
“normalizzazione”.
Certo, Marchionne vuole di
più , ma non abbiamo dubbi che si farà il possibile
per accontentarlo…
CIRCOLO
PRC- FDS
“A.Sottili”
Luzzara
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