Discontinuità
?
pub.
07/09/11
Moderatismo
progressista, con un termine così rassicurante, questa
scuola di pensiero, da qualche decennio si è
gradualmente sostituita alla politica di sinistra. Il
capitalismo liberista ha trovato nel moderatismo la
forma migliore di
non contrasto alla propria devastante espansione
attuata a spese
delle classi subalterne. L’abbandono della
rappresentanza attiva degli interessi di classe, da
parte di quelle forze sociali e politiche
tradizionalmente deputate a questo ruolo, ha partorito
la soccombente pratica della “riduzione del danno”
attraverso la quale sono state rese progressivamente
accettabili ogni sorta di misure involutive. La
percezione del mercatismo e perfino della
finanziarizzazione selvaggia come fatti naturali ha
permesso, a livello europeo, la creazione di un governo
tecnico sovrannazionale (la BCE) il cui principale
obiettivo è quello di controllare l’inflazione
imponendo tagli draconiani in un crescendo senza fine
destinato all’annientamento dei welfare nazionali e
all’immiserimento delle popolazioni.
La
scelta di non mettere in campo provvedimenti strutturali
contro la speculazione, ma solo di rincorrere situazioni
di emergenza con provvedimenti tampone, fa della BCE la
garante degli interessi delle banche e dei gruppi
finanziari che hanno prodotto una consistente migrazione
di risorse dalle tasche dei cittadini alle loro
casse.
L’assuefazione
al liberismo rende incapace l’opposizione nostrana,
come anche i governi europei di centro sinistra, di
comprendere che per uscire da questa crisi di sistema
occorre un coraggioso sovvertimento del sistema stesso.
Il
liberismo, che prometteva benessere crescente, ha
fallito e con esso ha fallito il moderatismo che gli ha
lasciato mano libera limitandosi a occasionali
contestazioni verbali. Non solo. Non fornendo soluzioni
efficaci ha diffuso sfiducia nelle proprie classi di
riferimento gettando discredito anche sulle forze
sociali e politiche realmente antagoniste.
Uno
dei pericoli di questa inadeguatezza è che
l’antipolitica dilaghi fomentata da utili idioti e da
imbonitori interessati a far riversare la rabbia sociale
su falsi obiettivi salvaguardando i veri colpevoli e
favorendo, come sempre avvenuto storicamente,
involuzioni autoritaristiche.
La
discontinuità non può non coincidere con
l’unificazione delle lotte attorno ad un programma
chiaro che ribalti le logiche liberiste. Le mezze
misure, oltre che inefficaci, acuirebbero questa
situazione drammatica di cui, oltre al capitalismo
finanziario, anche il moderatismo ha la responsabilità
storica.
Circolo PRC-FDS
Alfredo Sottili-Luzzara-
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