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Full
Monti
pub. 30/11/11
Qualche
lettore forse si ricorderà di un film di alcuni anni fa
“Full Monty”, che ci stiano ripresentando un film già
visto? Più che un sospetto, una certezza, … nulla di
nuovo sotto al sole nonostante tutti cerchino di
convincerci del contrario dandoci una loro ottimistica
interpretazione. Anche il film inizia con la disperata
ricerca di lavoro di un’ampia fascia di lavoratori
(operai, impiegati, insegnanti, ecc.), in una grave
situazione di crisi economica e si sviluppa con
l’inventarsi “un lavoro” da parte di questi
disoccupati. Uomini che si sono inventati di fare gli
spogliarellisti. Fin qui nulla di nuovo, tanto ci aveva
già pensato il precedente governo a lasciarci in
mutande, quello che però non condivido è l’euforia
collettiva al continuare su questa strada. Finiremo
anche noi in piazza a ballare e spogliarci
pubblicamente? Che schifo! Almeno il piccoletto
spogliava solo belle donne, forse troppo giovani, ma non
tutti indistintamente! Cribbio… un po’ di decenza, e
se ce lo chiede lui è tutto dire!
Cara
Anna, ho letto con attenzione le tue valutazioni e le
condivido pienamente, se prima eravamo pesciolini in una
padella ora i pesciolini sono tutti contenti perché
invece che fritti finiscono ai ferri, che vuoi farci,
ognuno gode come può.
Abbiamo
cambiato il governo che tutti ricordiamo, col
rispettabilissimo governo presieduto dall'uomo di
Goldman Sachs, voluto dalla BCE, dal presidente
Napolitano, da Confindustria e benedetto dalla Chiesa.
Ma
vediamo più da vicino qualcuno dei suoi titolati
ministri:
·
Gian
Paolo Di Paola ministro della difesa:
Presidente
in carica del comitato militare della Nato nel 2002, da
segretario generale della difesa ha firmato l'intesa con
gli Usa per l'acquisto di 131 bombardieri F 35 al costo
di 15 miliardi di euro.
Attualmente
svolge le sue mansioni in Afghanistan dove spendiamo 2
milioni di euro al giorno. In regime di austerity dove
sacrifici sono chiesti a tutti, di quanto ridurrà la
non proprio utilissima spesa militare questo Signor
ammiraglio?
·
Corrado
Passera ministro dello sviluppo:
Con
una “assunzione diretta” è passato da manager di
Banca Intesa a titolare del ministero suindicato. La più
grande banca d'Italia ha interessi in tutti i settori
strategici del paese quali trasporti, telecomunicazioni,
infrastrutture e il neo ministro possiede un cospicuo
pacchetto di azioni Intesa per un valore di circa 10
milioni di euro che gli hanno permesso di incassare
dividendi dell’ordine di 500.000 € nel 2010 (anno di
particolare crisi), ai quali vanno aggiunti i 5,29
milioni (di euro) di “stipendio” sempre nel 2010.
Potrà prendere decisioni imparziali per il bene del
paese alla luce di questo evidente conflitto di
interessi? Ritengo di sì, visto che tra il 1998 e il
2002 “risanò” le poste italiane facendo saltare
20.000 posti di lavoro: un vero salvatore della patria.
·
Corrado
Clini ministro dell'ambiente:
Il
governo tecnico, improntato alla competenza e alla
sobrietà, è scivolato sulla prima buccia di banana ad
opera del successore della Prestigiacomo. Si è da
subito dichiarato favorevole alla TAV e agli OGM. Per il
ponte sullo stretto ha detto che non ha ancora capito se
è prioritario (complimenti per la tempestività), ma in
compenso ritiene la tecnologia nucleare un punto chiave
a livello globale.
Ministro,
si ricorda che per ben due volte gli italiani si sono
pronunciati contro al nucleare, l'ultima volta nel
giugno di quest'anno? Non è che il referendum sia
avvenuto a sua insaputa?
·
Francesco
Profumo ministro dell'Istruzione, dell'Università e
della Ricerca.
Nel 2010 ha tenuto sulle spine tutti
prospettando la sua disponibilità alla candidatura a
Sindaco del Comune di Torino nelle liste del PD. Il
rapporto privilegiato di Profumo con la Gelmini è
testimoniato dal fatto che il Politecnico, durante il
mandato dell’allora Direttore Amministrativo Dott. M.
Tomasi, si è classificato ai vertici della graduatoria
degli Atenei italiani, diventando miracolosamente primo
nel 2010, quando Tomasi è entrato ufficialmente
nell’entourage della Gelmini, andando a ricoprire
l’incarico di Direttore Generale del ministero di
Viale Trastevere. Affermare che Profumo ha avuto un
ruolo determinante nella stesura della riforma Gelmini
viene spontaneo, se si esamina il piano strategico del
Politecnico che già nel 2007 impegnava l’Ateneo ad
investire nella ricerca applicata, attirando
finanziamenti privati che attualmente superano per entità
quelli pubblici. Tale percorso è stato attuato
ignorando il malessere di Studenti, Ricercatori e
Personale Tecnico-Amministrativo, disattendendo accordi
integrativi di Ateneo e ignorando scioperi e
manifestazioni. L’attuale bozza di statuto del
Politecnico, ha vissuto un travagliato iter ed è stata
di fatto respinta nel referendum dall’80% del
personale tecnico-amministrativo, passando per un
“pelo” solo grazie al peso dei voti (erano necessari
7 voti del personale tecnico ed amministrativo per fare
un voto di un docente).
Le
RSU del Politecnico di Torino, in lotta contro le
politiche del rettore Profumo, contro i tagli al salario
accessorio, contro la riorganizzazione unilaterale
dell’organizzazione del lavoro, per il rispetto degli
accordi sindacali e contro il licenziamento dei precari,
hanno indetto lo stato di agitazione e nei prossimi
giorni saranno programmate in tutte le sedi del
Politecnico una serie di assemblee e di incisive azioni
di lotta, che assumono oggi una valenza più generale.
In
conclusione, non possiamo condividere l’ottimismo di
certi gruppi politici e sindacali che si aspettano dal
nuovo Ministro dell’Istruzione del Governo Monti
segnali di discontinuità nel processo oramai ventennale
di dismissione dell’Università pubblica a spese di
studenti, precari e personale tecnico-amministrativo.
·
Elsa
Fornero, ministro del Welfare
Docente
di economia all'Università di Torino, è alla guida del
“Center for research on pensions and welfare policies”.
La professoressa è anche vicepresidente del Consiglio
di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, nonché componente
del Nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale
presso il ministero del Lavoro. Volete che non sia
favorevole ai tagli su pensioni, assistenza sanitaria,
ammortizzatori sociali? Da questi tagli le deriveranno
elogi e “reddito integrativo”.
Un
governo che si basa sul consenso di tutti cosa può
fare? Semplicemente accontentare tutti rimanendo
nell’immobilismo totale!
In
questa esaltante prospettiva solo la Lega ha preso le
distanze dal governo Monty, non certo per coerenza col
pensiero politico, anche perché qual’è? Quanti
pensieri ha e quanti ne ha cambiati?
Una cosa è certa, questo governone darà
sicuramente una sferzata all’economia molto più di
quanto non abbia fatto il precedente governo, non certo
per il bene del paese ma per quello delle banche e dei
grandi imprenditori che continueranno ad
“imprendere” tutto ciò che potranno in ogni
occasione. Non dimentichiamo che mentre la Germania in
questi anni di crisi ha investito in ricerca ed
innovazione tecnologica, i nostri “prenditori” hanno
invece preferito utilizzare gli aiuti statali iniziando
l’innovazione dai parcheggi (privati), mettendoci
nuovi SUV.
Tutti
d’accordo perché questo governo duri a lungo, o
almeno che possa temporeggiare in attesa che trascorrano
i 5 anni (una sola legislatura) necessari per ottenere
gli assegni vitalizi da parte degli attuali nostri
rappresentanti politici, che ricordiamolo, però, si
eleggono tra loro perché noi non possiamo nemmeno
esprimere le preferenze.
Le
prospettive sono quindi di una Lega che, non si sa come,
ma farà opposizione a ciò che sarà la prosecuzione
della linea intrapresa quando lei era al governo con
Berlusconi, in pratica si opporrà a sé stessa, ma
apparendo agli occhi di alcuni, come l’unico partito
che dice qualcosa, ottenendo l’indubbio vantaggio del
consenso popolare tipico di chi fa populismo spicciolo.
Tutto ciò ai danni anche del sonnecchiante Di Pietro
che non ha ancora capito che il sostegno un po’ sì e
un po’ no, non ha mai pagato in termini elettorali, a
meno che dietro non ci sia il peso della Chiesa che
riesce a far digerire qualsiasi contraddizione, ma
questo posto è già occupato da Casini anche se cercano
di scalzarlo sia Fini che Bersani, elemosinando la
copertura dell’alto prelato tedesco, che …. di
questi tempi …...
Tutti
in piazza quindi a guadagnarci da vivere come nel film?
Nessuno si è mai chiesto perché i politici ormai non
si presentano più in pubblico ma ci parlano solo da
luoghi ben protetti? Io credo che sia perché temono il
ripetersi, viste le stesse condizioni, di quando la
prima repubblica ha lascito il posto alla seconda, a
quando Craxi fuggì da una folla inferocita che gli
lanciava le monetine. Forse, come allora, presto ci
ritroveremo in piazza, non appena l’infatuazione
generale sarà svanita, saremo lì a rimpiangere ciò
che non abbiamo più, grazie alla complicità di tutti i
partiti politici, Lega compresa, che non può esimersi
dalla responsabilità di aver trasformato il “popolo
padano” in “popolo pedana”, calpestato da tutti ed
al quale ha fatto andare bene tutto ciò che ha voluto
il padrone della Lega (Berlusconi). Nel caso dovessimo
ritornare nelle piazze, io di certo non lancerei le
preziose monetine come fu per Craxi, ma opterei per cose
più consistenti e più adatte ai nostri
rappresentanti..
Colgo
l’occasione per porgere, un saluto padano a tutti i
padani. Buona dormita.
Roberto Nosari
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