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Tutti
nella stessa
barca
pub. 30/11/11
Solo
che la barca somiglia ad una antica galea dove c'è chi
rema, chi impone il tempo di voga, chi dispensa frustate
e chi prende il sole sul ponte.
Ecco
perché, noi che da sempre remiamo, quando ci sentiamo
dire che “tutti responsabilmente dobbiamo fare la
nostra parte”, rimaniamo un attimino infastiditi per
la consapevolezza che le “ parti” non si
invertiranno.
Nemmeno
ci rassicurano i buoni propositi di chi blatera di equità.
Negli ultimi anni la ricchezza si è spostata di 15
punti di PIL dai redditi da lavoro alle rendite e ai
profitti, le pensioni hanno perso il 30% del potere
d'acquisto e le tasse per l'87% vengono pagate da
lavoratori dipendenti e pensionati. Se le parole
avessero ancora un significato condiviso, equità
dovrebbe significare restituzione alla grande del
maltolto ai “rematori”.
Scopriamo
invece di essere dei privilegiati; dopo qualche lustro
di precarizzazione spinta e impoverimento del lavoro ci
viene spiegato che la colpa dell'incerto futuro
pensionistico dei giovani è dell'egoismo dei padri. Che
strano, noi abbiamo sempre pensato che la colpa fosse
dei padroni e dei loro supporter politici di vario
colore che hanno reso possibile il reperimento di lavoro
a basso costo e a bassa contribuzione ……
Ma
niente paura, la precarietà può essere eliminata da
subito basta introdurre il licenziamento libero per
tutti …. Meno male che abbiamo cambiato
l'impresentabile governo Berlusconi, caratterizzato da
gaudenti nani e ballerine nonché da spernacchiati
ministri col dito medio alzato in perfetto stile “
stracafonal”, con i composti professori del governo
Monti che ci illuminano dall'alto della loro cultura
liberal, l'unica ad avere cittadinanza in questo paese.
Che
dire infatti dell'atto di fede al buio professato in
ginocchio dal segretario del PD Bersani nei confronti
del governo? Questo governo, che dovrebbe essere
tecnico, si è connotato immediatamente e
inequivocabilmente come liberista e di discontinuità
col passato ha solo l'assenso bipartisan che permetterà
più veloci e decisive batoste sui soliti noti in nome
della salvezza nazionale.
Certo
Monti non risolverà la crisi perché, fino a quando la
BCE non deciderà di cambiare le sue regole (permettere
agli Stati di finanziarsi sul mercato primario al tasso
dell'1,5 % invece di permetterlo alle banche che poi
praticano tassi da usura agli Stati stessi aumentando a
dismisura il loro debito), tutte le risorse provenienti
dai tagli spariranno nel buco nero della speculazione.
Se
non si comincia da questo tutte le altre chiacchiere
stanno a zero. Ma il lavoro sporco per la paura delle
urne non voleva farlo nessuno, adesso tutti si
limiteranno ad avallarlo.
Il
governo Monti è proprio il governo della provvidenza,
sicuramente lo è per la Lega che in maniera strumentale
vi si oppone e ne ricaverà un riscontro elettorale.
Ancor
di più lo è per il centro (destra) che, liquidato
Berlusconi, può aspirare a larghe intese dall'attuale
PDL al povero PD che invece qualche penna ci lascerà
nel momento in cui, smaltita l'ubriacatura montiana, i
suoi elettori si troveranno spremuti e senza
contropartita.
Ma
del resto qualcuno che paga ci vuole sempre,
l'importante è farlo con gioiosa inconsapevolezza
….
Finchè la barca va ….
Anna Cealti
Circoli PRC – FDS della bassa
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