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Cosa aspettiamo a mandarli a casa?                                                                                pub. 13/09/11

 

Tempo fa ci siamo lasciati in attesa del grande discorso che Bossi avrebbe fatto a Pontida, addirittura avevamo ipotizzato di anticiparlo dato che come da sua abitudine avrebbe detto tutto e il contrario di tutto nella stessa occasione. Ormai l'acqua della sorgente del Po piano piano è passata sotto i ponti, non senza fermarsi presso i bacini privatizzati dalle multi politica.JPGutility che producono energia, a scapito dell'inquinamento e delle colture agricole. Come sempre purtroppo il tempo passa e la gente dimentica, così un elettorato affezionato al sinbolo ma disattento ai macroscopici particolari, con l'aggravante delle personali difficoltà intellettive a dare proprie valutazioni, vive con la convinzione che lo sdoppiamento di personalità dei loro partiti sia in realtà frutto della demonizzazione dell'opposizione.

Iniziamo quindi dal trascinatore indiscusso e leader della Lega:

Com’è finito il grande e atteso discorsi di Pontida? Non penso ci sia bisogno di commenti! Oggi Bossi è costretto ad annullare le sue presenze in pubblico  per evitare le contestazioni, in molti prendono le distanze dalle sue esternalizzazioni da “rutto sound”, che ci sia un principio di crisi in atto? La Lega però può contare su un vasto gruppo di incorruttibili sostenitori, di vasta cultura, ma che nemmeno riescono a comprendere ciò che viene loro detto, nemmeno nei telegiornali con la traduzione in labiale. Questa è la vera forza, il cuore della Lega, questo è il futuro che ci attende ed inevitabilmente la nostra storia che muore.

Ormai il nostro indiscusso leader  Bossi, che ha frequentato le scuole alte (al quarto piano),  ci ha abituato da anni ai suoi ultimatum al governo, ma se ne guarda bene dal farlo cadere, ben sapendo che questa sarebbe anche la sua fine. Siamo abituati alla sua posizione ferma, i suoi proclami che fanno discutere per una intera settimana, fino cioè al lunedì sera , alla tradizionale cena a casa di Berlusconi, a quando cioè il ferreo leghista esce dalla villa con la mano, quella buona, ben stretta sul cuore (probabilmente per non lasciar cadere l’assegno che c’è sotto) e comincia a dire l’esatto contrario di ciò che diceva  prima di entrarci. Così giorno dopo giorno, il nostro mito, annuncia gesta plateali, dice tutto e contemporaneamente anche il contrario di tutto, tanto che, pur di rimanere al governo, ormai la Lega vota a sostegno del contrario di ciò che sosteneva alcuni anni fa e si lascia passare sopra qualsiasi cosa che il piccolo (di statura ma anche di immagine), padrone decida. E’ così che la Lega contraria  agli interventi armati all’estero da parte dell’Italia, vota a favore del rifinanziamento degli stessi, quelli che qualcuno vuole far passare come lotta al terrorismo tanto per capirci, ma si guarda bene dal far togliere il segreto di stato sui veri atti terroristici che hanno insanguinato l’Italia come; la strage della stazione  di Bologna, l’italicus, le stragi di Milano e Brescia, Ustica e molti altri ancora. Ricordate le minacce di far cadere il governo sulla questione libica e sugli sbarchi?

“föra di ball” diceva Bossi riferendosi ai profughi ………….. ha sempre appoggiato le missioni di pace, ovviamente quelle lontane, ma quando poi c'è bisogno di uno spirito umanitario in territorio italiano allora le cose cambiano e di molto …………..

Ha fatto accettare ai cittadini tutto ciò che il suo padrone gli ha ordinato di far accettare, dall’economia, al lavoro, alla politica estera, a quelle che vogliono far passare per riforme utili per la società, ecc.

Non so come si possano coniugare le politiche dei respingimenti, con la trovata di questo governo (di cui la Lega comunque fa parte),  che offre  1.500 € ai tunisini che accettino di rientrare al loro paese, offrendosi per aprire loro nuove attività con tanto di corsi di formazione, questa più che una politica di respingimento sembra un invito a venire in Italia. Tutto ciò ovviamente mentre le nostre aziende chiudono e i nostri giovani vengono definiti bamboccioni dallo stesso governo perché sono ancora a carico delle loro famiglie a causa della difficoltà nel trovare un lavoro e del degrado nel quale versa la nazione, abbandonata a se stessa pur di consentire ai nostri governanti di approvare leggi ad personam per salvaguardare i propri interessi. I nostri intoccabili  rappresentanti che si ritengono in diritto di portare da 35 a 40 anni gli anni di servizio per un muratore che lavora a 15 m di altezza o ad un operatore sanitario o altro lavoratore costretto per quarant'anni a fare i turni (notte e giorno), tutti i giorni dell'anno per 40 anni, che hanno fatto in modo che i giovani restino precari a vita o non possano avere un lavoro dignitoso prima dei 35 anni, come possono mandarli in pensione a 75? Tutto ciò mentre a loro bastano 35 mesi di permanenza al Parlamento per avere (subito) una pensione minima di 2.400 € al mese ai quali si aggiungono gli altri privilegi, contro i 430 €  della pensione minima sociale.

Ormai ci siamo abituati agli spettacoli teatrali e agli slogan da strada del mitico Bossi che non perde occasione per ricordare che lui ce l'ha duro, senza però mai precisare se il riferimento sia al braccio o all’encefalo.

È così che di tutte le filosofie “padane”, dalla scuola in dialetto, all’istigazione al razzismo, al federalismo da bar, ne sopravvive una sola, condivisa da tutti i politicanti, da destra a sinistra  e che ha mandato l’Italia intera in “mona”, ovviamente a nostre spese, senza distinzioni tra minorenni o meno , sia che si chiamino Ruby, Linda o Ugo (quest’ultima riservata ai governatori di regione, vedi Marrazzo).

Così la Lega che proponeva la castrazione chimica per certe cose, non ha esitato a sorvolare sull’affare Ruby e minorenni varie, in fondo siamo uomini e come tali ….. quanto ci offrite per fare come la Chiesa  e fingere di non vedere e sentire i secoli di soprusi ai minori e molto altro ancora? E’ vero che tutto ha un prezzo? Solo bolle di sapone prodotte da un partito che  non sa fare altro. Altro che federalismo, tutelare pensioni e lavoratori, questo partito (come alcuni che indegnamente si dichiarano di sinistra), ha capito perfettamente che sono gli ultimi momenti per arraffare il più possibile, fin che ancora ce n'è, facendo di tutto per riempirsi la panza.

(17 maggio 2011) La batosta milanese irrita i militanti del Carroccio, che su radio padania esprimono le loro perplessità ( a Milano 5%)

 Bossi ci hai tradito” è il succo del va’ ……….. pensiero leghista degli ultimi giorni. “Bossi ci hai tradito” perché – come ricorda anche un serafico Grillo – volevamo la secessione e ci propini questo federalismo risicato, bisognava combattere le mafie e invece ce le ritroviamo in casa, a braccetto con gli alleati che ci siamo scelti: Dell’Utri, Schifani, Cosentino, Berlusconi….

Così, nel Veneto amministrato dalla Lega, dopo l'invito di Bossi di non andare a votare per i referendum ma di andare al mare (come fece a suo tempo Craxi), l'affluenza alle urne è stata tra le più alte d'Italia e il referendum ha sconfitto lo stesso Bossi & C.

In ambito locale invece i tornaconti personali non sono così appetibili e il denaro utilizzato come collante per quella strana zuppa in grado di tener unito il governo, non è sufficiente a far durare l'unione tra PDL e Lega, nemmeno per l’intervallo intercorso tra il primo e secondo consiglio comunale del 2010, creando di fatto una frattura, due schieramenti ed ovviamente due sedi di partito. Ciò non vieta comunque di fingere una certa, falsa armonia.

Personalmente ritengo innaturale amalgamare lo spirito politico di chi dice di sostenere e difendere gli ideali di democrazia, libertà e patriottismo, oppure il pensiero cattolico di chi crede nel Vangelo, con la filosofia di divisione sociale e territoriale come quella proposta dalla Lega, della “Roma ladrona” i cui confini molto ampi si estendono fino a Guastalla e dove a “cadere in disgrazia” è stato un certo Lusetti, vicesindaco leghista.

Se la destra piange, la quasi destra non può ridere.

Stesse logiche di mercificazione del potere, stessa logica e disponibilità alle ammucchiate senza se e senza ma, con chiunque e comunque in cambio di una poltrona. È così che c’è chi riesce a mischiare la storia partigiana e antifascista con chi dalla cultura di estrema destra discende, il riferimento a Fini non è casuale.

Gianfranco Fini fischiato dai suoi a Mirabello (Ferrara), alla trentesima Festa tricolore, un tempo feudo del Movimento sociale e ora ridotta del leader di Fli.

Pur di spartire un posto al potere è possibile passare su qualsiasi antico principio e cancellare battaglie politiche, sociali e culturali vecchie di secoli, che hanno visto non pochi sacrifici e perdite di vite umane. Non ha alcuna importanza, pur di appartenere alla casta, si svendono i diritti acquisiti dai lavoratori, le conquiste sociali, la dignità umana, il futuro dei propri figli.

http://www.linformazione.com/wp-content/uploads/2011/08/bersani2.jpgIl PD è nato il 14 ottobre 2007, attraverso le elezioni primarie per la scelta del segretario nazionale e dell'Assemblea Costituente, figlio illegittimo del partito comunista (PCI) di Berlinguer, che divenne partito democratico di sinistra (PDS) con Occhetto, poi democratici di sinistra (DS) con Veltroni, passando per quercia, asinelli e ulivi, ecc. In pratica un partito che aveva come mission  il cambiamento, non della società ma proprio del nome, per fare in modo di far dimenticare nel minor tempo possibile le proprie “vergognose” origini. Infatti è sotto al governo D’Alema e Prodi che si riesce a dar vita alle peggiori riforme messe in atto nel nostro paese, quelle riforme che i precedenti governi di destra (pur pensandole), non hanno avuto il coraggio di applicare. Oggi questi signori pensano ancora (e c’è chi ci crede) di rappresentare la sinistra. Saranno sicuramente personaggi sinistri, ma non certo di sinistra. Hanno svenduto la vita dei loro figli in cambio della promessa di una pensione certa che però certa non lo è più, hanno trasformato quelli che erano servizi sociali, in garanzia di reddito e di lavoro per gli amici e amici degli amici, hanno privatizzato ogni cosa pur di garantirsi “cesti natalizi” da parte delle multi utility, ecc.  Come possono parlare di disinteresse degli elettori e di crisi della politica? Il PD, più che un partito sembra un catering, costretto ad organizzare continui rinfreschi per poter attirare persone apparentemente interessate a ciò che si dirà ma, più che il senso delle frasi degli oratori, è la panza a richiamare la loro attenzione.

Così Massimo D’Alema è stato contestato alla festa del Pd a Genova. Il presidente del Copasir fischiato da una cinquantina di lavoratori di Amiu Bonifiche, interrompendo più volte il suo intervento. I lavoratori, che rischiano il posto a causa dei tagli, gli hanno contestato il comportamento di Pietro Antonio D’Alema, cugino dell’ex premier e amministratore unico di Amiu., municipalizzata controllata dal Comune (solo una coincidenza).

Ma le proteste sono cominciate già in mattinata, quando durante la manifestazione della Cgil è stato invitato a «vendere lo yacht». Poi in serata l’arrivo al Porto Antico. Quando è salito sul palco e ha cominciato a parlare, è stato interrotto da una selva di fischi diventati ormai ricorrenti nel PD. Come a Milano per le celebrazioni del 25 aprile in piazza San Babila, dove Pier Luigi Bersani si prese i fischi della sinistra che lo accolse con "Sveglia" e "Venduto", a Roma ad essere fischiato fu Ignazio La Russa durante le celebrazioni all'Altare della Patria, a Milano il sindaco Letizia Moratti fu accolta sul palco da un coro di "Vergogna"

Dopo Bersani in evidenti difficoltà a causa dei coinvolgimenti in azioni giudiziarie dei suoi più stretti collaboratori (Penati e non solo),  a Firenze invece (11 settembre 2011), tocca a Renzi ascoltare il disappunto dei sostenitori del PD.

Il 10 settembre 2011 Bersani, nell’aprire il suo discorso conclusivo alla festa nazionale PD di Pesaro, ha però annunciato che la prossima festa nazionale del Partito Democratico si terrà a Reggio Emilia, città del tricolore. Forse tranquillizzato anche dalle dichiarazioni di Luca Bosi, l’assessore nostrano partorito e dimenticato in municipio e lì cresciuto, che a FestaReggio ha annunciato “Dopo quest’ultimo anno da coordinatore la lascerò definitivamente per impegni lavorativi…”

Molto più che contestato il giro della Padania inaugurato da Renzo Bossi (dei 10 comuni attraversati otto erano guidati da sindaci leghisti). L'iniziativa del costo di € 1.200.000 ha visto tra i principali sponsor l'Alitalia compagnia tricolore “salvata” dal fallimento da imprenditori patriottici. A fianco del gruppo guidato da Roberto Colaninno e Nicola Sabelli, spiccano la Banca Popolare di Milano guidata da Massimo Ponzellini (presidente Impregilo) dirigente vicino al duo Bossi Maroni, la società Milano Serravalle (oggi al centro della cronaca nel caso Penati) il cui vicepresidente è il leghista Paolo Besozzi, non poteva quindi mancare la cooperativa emiliana Coopsette (impegnata nel business dell'alta velocità a Bologna e Firenze) e come sembra, legata anche ai finanziamenti al PD che, forse anche per questo, si fa andare bene la TAV, la PAV e la VAFF…..

 

Cosa aspettiamo a mandarli a casa?

 

                                                                                                                                                Roberto Nosari