Home         
 

 

Comunque la si guardi … vince sempre il PD                                                               pub. 15/06/11

 

Prima le amministrative ed ora i referendum non lasciano dubbi sulla schiacciante vittoria gridata dal PD e dai suoi sostenitori. La vittoria di Bersani, sicuramente frutto di una imprevedibile manovra diversiva e che fino a ieri nessuno aveva intuito, ha dato i suoi frutti.

Il primo dato, inequivocabile, delle elezioni amministrative è che il Pd ha vinto e stupito laddove non si è comportato da PD. I grandi eventi sono stati gli exploit di Milano e Cagliari, dove la vittoria è andata ad un candidato di Sinistra e Libertà, e a Napoli invece ad un esponente dell’Italia dei Valori ed ha stravinto. Dove il Pd ha ottenuto un innegabile ottimo risultato di partito, lo ha fatto soprattutto grazie alla coalizione con Idv e Sel. Il contemporaneo exploit del Movimento 5 Stelle, dimostrano come il centrosinistra sfonda quando non si vergogna di essere di sinistra e la smette di spostarsi maldestramente al centro.

Euforia incontrollata anche per la vittoria sui quattro quesiti referendari.

E’ sempre bello vedere gente che festeggia. I movimenti ambientalisti e la sinistra ne hanno tutte le ragioni, ma per cosa festeggia il PD? Per non avere mosso un dito fino a quando non fosse stato certo di portarsi a casa qualcosa? Ha forse promosso i referendum? Sulla infinita diatriba sul legittimo impedimento era forse tra i promotori del referendum, no!!!!, come non fece nulla quando poteva farlo e quando avrebbe potuto legiferare contro al conflitto di interessi e molto altro ancora (allora era al governo Prodi e Berlusconi all’opposizione). Ancora una volta fate i froci con il culo degli altri, cercando di fagocitare partiti e movimenti che non si accorgono che siete il partito delle rotonde, e funzionate allo stesso modo, chi ci entra lo fa guardando a sinistra ma inevitabilmente si ritrova ad andare a destra.

Cerchiamo di chiarirci le idee e ripercorriamo il pensiero politico del PD nei confronti dell’acqua.

Il 17 Dicembre 2008 in Consiglio Comunale a Reggio, il sindaco Delrio (PD) ha concluso il suo discorso dicendo che: «Se una parte della maggioranza voterà contro questa operazione (fusione Enia Iride), si collocherà automaticamente fuori dalla maggioranza stessa». Frase che esprime pienamente la logica del Partito Democratico.

Nel suo incontro di fine anno con i giornalisti (23 Dicembre 2008), il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, appartenente alla frangia leghista del PD e promotore come ricorderete del Partito Democratico del nord, ha sostenuto che la fusione tra Iride e Enia stava incontrando troppe rigidita' da parte dei Consigli Comunali
e fece un appello poichè da questi veti incrociati ''ci si potesse liberare presto''.

Il 4 Gennaio 2009 viene resa nota la multa da parte dell’Antitrust di 95 mila Euro all’Enia, accusata di dare indicazioni ingannevoli, incomplete e non veritiere.

Nel frattempo Enia grazie a Uris Cantarelli (ex manager) e ad Ivan Strozzi, amministratore delegato (provate ad indovinare con quale tessera), dispensa stipendi come quelli ad esempio di Strozzi, che nel 2007 ha percepito 340.000 Euro, più altri 150.000 Euro circa complessivamente ai 4 Consiglieri.

Intanto Enia grazie a questi dirigenti, nel 2009 ha perso il 64,5% del suo valore in borsa, stessa cosa è capitata ad Iride con una perdita del 68%.

Ricorderete la storia del massimo dirigente di Enìa, il presidente Andrea Allodi, realizzò un'operazione di borsa che gli consentì di trarre vantaggio dalle informazioni privilegiate di cui disponeva e che in una sola notte mise sul piatto 80.000€. Allodi, per la cronaca, è il compagno dell’ex pidiessina, ex diesse e tuttora piddì Antonella Spaggiari, ex sindaco di Reggio.

Nel frattempo emerge anche che Hera (una società  multiutility come Enia) e che doveva in un primo momento far parte della ammucchiata, viene indagata per appalti truccati.

Il 13/01/2009 succede quindi che nonostante queste cose venissero da me comunicate durante la seduta del consiglio comunale, la allora maggioranza (Donelli), votò imperterrita la fusione IRIDE-ENIA, decretandone di fatto la privatizzazione, portando il costo della nostra acqua tra le più care d'Italia. Certo, non si può negare che le lobbies le ha create proprio questo centro sinistra che si è premurato anche di mettere proprie persone fidate ai vertici delle stesse, illudendole di essere passati da semplici gregari di partito a manager qualificati. Pur festeggiando per quella che ritenete una vostra vittoria, sono fermamente convinto che qualche problemuccio, in futuro, lo dobbiate affrontare proprio con questi signori.

Nel frattempo, il dietrofront, fino ad arrivare al distributore dell’acqua gasata presso il parcheggio del Municipio e per il quale potete rileggere il mio pensiero cliccando QUI.

Se però volete rendervi veramente conto di cosa significhi esercitare il lavoro più antico del mondo, allora non potete perdere questo video, dove Bersani ci spiega che “l’acqua è di Dio” e che la privatizzazione non è un male. Il video è scaricabile all’indirizzo:

 http://www.youtube.com/watch?v=tCULZ48ECk4&feature=player_embedded

 Se per un qualsiasi motivo non doveste riuscire a scaricarlo o se (inavvertitamente) venisse cancellato, scrivete alla redazione del guano per ottenerne una copia. Ora, ricordate le aziende citate nel video e pensate in quale stato si trovano attualmente e traete le vostre conclusioni. Non va neppure trascurato il particolare che la platea che ha applaudito Bersani in questo video, è la stessa che lo ha applaudito nello stesso modo anche quando, poco dopo, ha detto l'esatto contrario (forse perché tanto dopo c'era il rinfresco offerto), i pilastri del PD si reggono su di un elettorato che ha questo spessore culturale ed intellettivo. Lunga vita al partito, finché dura.

Passiamo ora all’orgoglio del Pd per la vittoria contro al nucleare, dovuta però al suo impegno a sostenerlo.

100_0422.jpgQuesta è la foto del manifesto appeso alla vetrata della sede del PD locale, notate la scritta “noi abbiamo le idee chiare”. Ma non vi sentite un po’ bastardi? Dentro, fuori e tutt’intorno?

Non voglio rubarvi troppo tempo e vi invito quindi a rileggere l’articolo “Nucleare e l’opportunismo del PD”, vi ricordo solo che:

Veronesi, il noto oncologo e Presidente della commissione sul nucleare ha sempre sostenuto che il nucleare è inevitabile ed è una scelta obbligata.

Bersani, D'Alema, Realacci e molti altri si sono spesso dichiarati favorevoli al nucleare, fino ad arrivare al 3 febbraio 2009 a Strasburgo (al parlamento europeo), dove il PD votò a favore del nucleare e contro la richiesta di assicurare il più alto livello possibile di tecnologia in campo della sicurezza nucleare, nell'ambito della nuova legislazione UE prevista su questo tema.

Se voleste comunque, in rete trovate un sacco di materiale.

Non c’è dubbio, con queste votazioni i giovani si sono finalmente scrollati di dosso l'apatia alla quale li avete abituati ed hanno deciso di curarsi dai danni prodotti dai radicali liberi (Bonino, 100_0260.jpgPannella,ecc.), che hanno spaziato per anni lungo tutto l’arco parlamentare, da sinistra a destra e ritorno,  trasformando la consultazione referendaria in una specie di gioco a premi, abusandone fino al punto di contare in un anno più referendum che giorni solari, cercando unicamente una poltrona sulla quale sedere e dalla quale alzarsi solo per seguire i continui scioperi della fame di Pannella, dei quali però purtroppo non ci ha mai regalato quello definitivo. Ora, i giovani, quelli che hanno studiato veramente e non quelli laureatisi ad onorem negli Atenei di partito, hanno dato chiari segnali di svolta e di volontà di cambiamento, chiedendo risposte chiare alle tante domande del paese, in pratica, l'esatto contrario di ciò che il PD ha fatto in questi ultimi anni. Il PD è il partito degli eterni indugi, delle palesi contraddizioni e dei più spudorati inciuci che la politica italiana abbia mai conosciuto, sempre pronto a montare sul carro del vincitore come è stato ad esempio anche in occasione della manifestazione contro al nucleare che si è tenuta sul ponte tra Boretto e  Viadana e dove la straripante folla aveva dimostrato che aria tirava. In quell'occasione gli organizzatori della manifestazione chiesero a tutti i partecipanti di non sfilare con bandiere di partito, infatti, almeno dalla parte del mantovano (dove io ero), tra le circa duemila persone (come riportato dai giornali), quando eravamo circa a metà del ponte, cinque portabandiera del PD hanno dimostrato tutta la loro sfrontatezza ed intelligenza sfoderando le loro bandiere ed il loro striscione, producendo come effetto che  il corteo prese giustamente le dovute distanze e si innescarono le polemiche che avrete avuto modo di leggere sui quotidiani.

La cosa poi mi ha tristemente ricordato che nemmeno una delle bandiere del PD era però 100_0273.jpgpresente a sostegno delle rivendicazioni sindacali della Fiom Cgil che si sono svolte a Bologna, ma anche a Reggio Emilia, pochi e non certo di primo piano i sostenitori locali del PD che vi hanno partecipato, come mai? Forse per non urtare la sensibilità di Casini, Fini, Ruttelli e farsi belli con la Mercevaria in vista di quell'inciucio che voi chiamate terzo polo, al quale fate l'occhiolino dimenticando la palese contraddizione con il vostro recente passato e che vi ha visto in prima linea a rincorrere il bipolarismo, nel nome del quale pensavate di spazzare via per sempre (tramite lo sbarramento del 5%), quelli che oggi vi permettono, illegittimamente, di fare gli sboroni salvandovi la faccia (e le poltrone), anche se non si sa ancora per quanto?

Penso che la vostra strategia potrebbe essere una similitudine con quella adottata da varie case automobilistiche, che pur differenziandosi nelle carrozzerie, hanno utilizzato lo stesso motore. Analogamente, anche per il modello Fiat PD le caratteristiche tecniche sono identiche alla versione PDL, stessa logica delle privatizzazioni e dei favori agli amici, dove il soldo e gli interessi, una volta a favore del partito, oggi finiscono nelle tasche di chi amministra aziende o strutture ormai privatizzate, infischiandosene dei principi e della morale. La variante tra all'allestimento base (PD) e la versione PDL (dove la L sta per modello lusso), sta nell’essere stata creata apposta per gli elettori con la puzza sotto al naso, quelli che da giovani manifestavano in piazza con le pezze al culo, mentre oggi, da grandi, hanno barattato tutto: ideali, principi e RESURREZIONE.jpgpersino la vita delle nuove generazioni, in cambio di un posto da dirigente, anche se totalmente incapace, o di un posto in banca.

Non per nulla, entrambi gli schieramenti hanno manifestato apprezzamento per l'accordo Marchionne e molto altro ancora, sono stati più che mai d’accordo nel riformare le pensioni a chi lavora, non certo le loro e l’hanno negata alle generazioni future, hanno trasformato i loro figli in precari a vita, togliendo loro anche le più elementari aspirazioni come quella di farsi una famiglia.

Tornando poi in ambito locale, non vi siete ancora resi conto che siete sempre più ridicoli ed inattendibili con i vostri volantini nei quali chiedete ai cittadini “cosa c’è da risanare?”. C’è un intero sistema fatto di malcostume, menzogne, documenti taroccati, arroganza e disprezzo delle leggi e dei cittadini e voi ne siete gli artefici e tesorieri.

In tanti ci siamo chiesti che fine abbia fatto il segretario PD che non ha mai firmato con nome e cognome  i  demenziali volantini e null’altro. Si vergogna forse di questa e della precedente amministrazione, o del partito che rappresenta? Oppure non vuole ricordare ai cittadini che proprio lui è anche quello che ha tratto i maggiori vantaggi economici dal rapporto con le suddette amministrazioni e con il ben noto integratore dei pro-cessi? Vive forse in esilio in Tibet mentre noi accogliamo il suo leader spirituale, il Dalai Lema del PD nazionale, come rifugiato politico in via delle Botteghe Oscure (non sappiamo quanto sia voluta o casuale la scelta di questa via).

Nell’intervista del 19/05/2011 a La Stampa il nostro baffetto (Dalai Lema per chi non avesse capito), disse:

«Abbiamo vinto noi non la sinistra radicale. La tattica, la propaganda, le iniziative possono cambiare: ma la strategia no, quella non può cambiare ogni settimana».

Questo è vero: non avendo strategie, il Pd non soffre la smania di dover cambiare ogni settimana la propria prospettiva. Essendone pressoché sprovvisto.

«Ripeto: ho grande rispetto per la discussione in corso nel Terzo polo, ma chiedo loro in che prospettiva strategica si pongono. Se si vuole superare il berlusconismo, bisogna assumersi delle responsabilità. E non mi riferisco certo a questi ballottaggi».

Sottotesto: il futuro della sinistra è un’alleanza col Terzo Polo. Cioè il futuro della sinistra è nel non essere la sinistra. Lo dice uno che, fino all’altro giorno, credeva nel nucleare e teorizzò quel gran capolavoro chiamato Bicamerale (ricordarlo a distanza di anni è scorretto. Per questo va ricordato).

 

Ma voi, quando vi riunite, non provate proprio nessuna umana vergogna?

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Roberto Nosari