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Prima o poi tutto finisce.                                                                              Pub. 17/01/2011        

 

Anno nuovo, vita nuova. Così recita un vecchio adagio e così abbiamo pensato anche noi dalla redazione de “il guano”. Io (Nosari) in prima persona, mi assumo ogni responsabilità per tutti gli articoli fin qui pubblicati, ho deciso di mettere la testa a posto e seguire il consiglio di Costa (che su tutti i giornali conosciuti) ha pensato bene, prima di Natale, di dare una immagine casta e pura della sua amministrazione, non dimenticando però di rimproverare coloro che avevano proferito tante falsità, a suo dire, sui bilanci eccetera invitandoli a chiedere scusa. Non so a chi si fosse rivolto ma forse a causa della presunzione che ci fa sentire in prima linea, ci siamo sentiti coinvolti ed ho ottenuto così l’incarico di parlare a nome della redazione, forse leggermente fifona ma che non se la sente di passare le mie personali disavventure.

Inizio quindi con lo scusarmi per avere mostrato a tutti quanto fosse stato precario il legame politico nella precedente legislatura tra consiglieri e amministratori, probabilmente è per questo che la nuova amministrazione ha scelto consiglieri tanto affidabili ed esperti.

Mi scuso per aver fatto perdere il controllo ad amministratori e consiglieri al punto tale da averli costretti ad ammettere che ci sono cose che i cittadini non devono conoscere e per averli più volte messi in difficoltà smascherandone i “trucchetti” per garantirsi privilegi personali e per gli amici, anche attraverso documenti “molto discutibili”.

Mi scuso per avere scoperchiato il pozzo senza fondo rappresentato dalla “Affondazione di un Paese” svelando bilanci  “dubbi” e finanziamenti “strani”, tanto che da allora del tanto sbandierato festival “Uguali Diversi” non se ne è più parlato e molte  altre iniziative si sono sgonfiate ed hanno raggiunto costi accettabili per la collettività. Mi scuso anche per avere rivelato irregolarità nelle assunzioni tra i dipendenti della stessa Affondazione. 

Mi scuso per avere documentato i “taroccamenti” che ci sono stati su alcuni appalti, sulla casa cantoniera e sulla sua ristrutturazione in ristorante al servizio di un museo naif che però è chiuso. 

Mi scuso anche per avere sempre smascherato ogni comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione locale e mi permetto di farlo ancora ponendo semplicemente una domanda:

“Se Donelli, come si vuole far credere, ha amministrato egregiamente il nostro comune e nonostante abbia speso ampiamente soldi pubblici per rifare strade, fare piste ciclabili, pagare incarichi fiduciari, garantire servizi, assumere parenti di amici, andare in giostra con “l’Affondazione di un Paese”, regalare ai suoi cittadini un ristorante nella ex casa cantoniera, ecc.. chiudendo solo con un piccolo debito, perché il nuovo sindaco chiude il suo bilancio di un anno di amministrazione con solo 5.000 Euro in positivo senza nemmeno aver mai fatto un emerito ……..? Mi sembrano davvero esagerate le differenze di capacità tra il precedente sindaco e quello attuale. L’unica iniziativa promossa da Costa è stata l’inaugurazione del magazzino comunale e anche sede della Protezione Civile, nonostante l’opera fosse stata finanziata da un debito contratto durante l’amministrazione Donelli, l’attuale sindaco ha assistito solo alla posa della prima pietra e da allora nulla di più, anche la ciclabile è morta lì.

Cosa dire poi della nuova sede che doveva accogliere il comitato luzzarese della Croce Rossa? Questa almeno è lì da tempo (presso l’ex istituto Lorenzini), doveva essere inaugurata ai primi di Settembre ma la data è stata rinviata più volte tanto che oggi i volontari sono ancora in un locale precario dove manca persino il riscaldamento. Davvero molto strano, potrei addirittura pensare che si tratti di un velato invito a meditare su uno scambio “equo” (a dire di qualcuno), ovvero l’apertura della nuova sede della Croce Rossa, alla quale appartengo, vincolata alla chiusura del sito “il guano”. 

Nelle 3 settimane che questo sito si è preso “una pausa di riflessione”, non si è potuta udire nessuna altra voce al di fuori di quella di regime,  a dimostrazione che rimane l’unico strumento per garantire una libera informazione, è ovvio quindi che siano più di uno i tentativi di fagocitarlo o zittirlo.

Come “il guano” siamo circa un’armata Brancaleone ma, se proprio dobbiamo chiudere, vorremo in cambio qualcosa in più dell’apertura della sede di una associazione di volontariato che forse più di ogni altra garantisce quotidiani servizi ai cittadini, chiediamo almeno l’aggiunta di una ambulanza nuova o magari di un mezzo adatto per il trasporto di comuni passeggeri e disabili e la convenzione per il trasporto gratuito di anziani o non autosufficienti per e da Guastalla, in modo da garantire visite o terapie presso l’ospedale o altre strutture sanitarie, visto la carenza di mezzi di trasporto che collegano il nostro territorio agli altri.

Potremmo anche essere disponibili a trattare sulla cessione dell’archivio di dati in nostro possesso e che risale a ben prima del 2007 (a differenza di quello comunale)  o di ciò che ne è rimasto dopo una “serie di incidenti” avvenuti recentemente, in tal modo si sarebbe forse potuto evitare la figuraccia di inviare tante cartelle ICI per poi scoprire che i contribuenti erano in regola. Anche di questo mi scuso ma francamente non ci ho pensato. Quelli che però potrebbero (teoricamente) essere interessati ad una tale documentazione, cioè i rappresentanti dell’opposizione, non sembrano minimamente incuriositi e anzi preferiscono farsi “giocare” dall’amministrazione.

Visto che ci sono, mi scuso anche per ciò che sto per dire in merito alle sorprendenti coincidenze che legano una perfetta sconosciuta di allora  che non esitò in campagna elettorale a difendere (sulle pagine di un giornale), l’allora amministrazione uscente e che venne poi assunta  come dirigente di una strutture pubblica, forse, come sostengono alcuni maligni,  anche in virtù dell’essere cognata di un ben noto ex segretario del PD. Forse però è meglio dedicare uno specifico articolo all’argomento dettagliando meglio la “cosa”, sempre che non arrivino prima offerte di acquisizione del sito o altri inviti a meditare su uno scambio “equo”.

 

 

                                                                                                                                          Roberto Nosari