Lettera
di una lettrice sul tempo pieno
pubb. 17/05/2011
Scrivo una lettera qui perché mi sembra che in paese non si possa parlare,
è evidente e palpabile la situazione sempre più
critica in cui versa il nostro comune.
Caro signor sindaco Costa
copio e incollo un passaggio tratto dal suo programma elettorale di un anno
fa:
“Per le elementari il discorso è chiaro: le famiglie chiedono il tempo
pieno, o quantomeno l’organizzazione di servizi
sostitutivi. Non ci si è arrivati prima e temo sarà
difficile ottenere il tempo pieno ora che è entrata in
vigore una riforma altamente penalizzante. Però le
soluzioni vanno ricercate e trovate: e allora serve con
urgenza liberare spazi per la realizzazione di una mensa
e investire ancora di più (anche se so che il bilancio
comunale è già generoso con il Piano diritto allo
studio) nell’organizzazione di servizi.”
In questo anno non abbiamo visto far nulla verso questa strada, anche se lei
riteneva in campagna elettorale fosse un punto
urgente. Voglio ricordare che un comune vicino a
noi nell’anno scolastico 2010/2011, con già la
riforma Gelmini ha ottenuto le 40 ore, la riforma è
statale quindi mi sfuggono alcuni particolari.
Da qui si deduce che se una famiglia ha dei figli a Luzzara, deve avere o un
lavoro part-time di almeno un genitore, oppure dei nonni
disposti a fare la staffetta per recuperare i
nipoti.
Ci si preoccupa molto dell’inserimento dell’alto numero di stranieri in
una scuola che non è sicuramente a dimensione di
genitori italiani che lavorano entrambi.
Mi è capitato di sentire dai soliti ben informati che chi porta i figli in
paesi limitrofi (ci si riferisce soprattutto a Suzzara),
molti lo fanno per gli stranieri, mi è sembrato il
solito modo Luzzarese, spiccio e sbrigativo per chiudere
in silenzio chi invece i figli vorrebbe portarli a
Luzzara a scuola ma non ha servizi che lo permettono.
I parchi se ci sono hanno da tempo l’aspetto di un anziano abbandonato e
dimenticato, le strutture come altalene e scivoli non
vedono un ‘opera di manutenzione dal giorno del loro
insediamento nell’area verde, già ma non ci sono i
soldi................da anni il comune dice che non ha i
soldi per quello e per quell’altro, tuttavia ha
trovato soldi per pezzi di ciclabili (vedi Villarotta o
Codisotto) di cui ancora non è chiaro a molti se erano
necessari soprattutto per come sono stati fatti.
Copio e incollo un altro passaggio dal suo programma elettorale
“Va mantenuto l’impegno nei confronti della scuola materna parrocchiale,
istituto che garantisce un servizio di elevata qualità
e che è pensato non solo per i bambini ma anche per le
famiglie (in questo senso va mutuata la capacità di
coinvolgimento dei genitori nelle attività della
scuola). La collaborazione con essa è ormai consolidata
e la parrocchia entra in gioco anche per la gestione,
determinante, di servizi pomeridiani od estivi.”
In questo momento dove “non ci sono i soldi” il comune ha cmq trovato i
soldi da dare alla materna parrocchiale per aiutare le
famiglie che fruiscono di questa scuola, (così si legge
sul giornale). Non capisco..........chi manda i bambini
a una scuola privata sa già di partenza che dovrà
pagare e quindi mi piacerebbe molto sapere la necessita
del comune ad aiutare la materna parrocchiale da cosa
deriva...chissà.....Che la parrocchia debba entrare in
gioco per servizi che invece dovrebbe dare il comune mi
pare una contraddizione di forma, soprattutto se questa
si tramuta poi in soldi dei contribuenti anche laici del
comune che, fluiscono in una struttura cattolica. Il
comune deve fare il comune e, la parrocchia faccia la
parrocchia è la confusione che rende torbido anche
acque limpide.
Non mi risulta per esempio che il comune di Guastalla aiuti l’istituto
delle Orsoline....
Se non abbiamo cura dei nostri bambini, non cresceremo mai una società di
adulti che ameranno il loro paese. I nostri bambini sono
il nostro futuro.
La ringrazio se vorrà pubblicare la mia lettera e sarebbe carino che il
signor. sindaco rispondesse.
Non è polemica , non sempre le richieste di chiarimento, o il far notare
alcuni errori sono polemica, spesso nascono dal
desiderio anche di collaborazione. Etichettare sempre e
tutto per polemica spesso è molto comodo, non ci si
pone di fronte a domande
desidero rimanere anonima avendo un bambino ancora piccolo
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