Intervento
di Cesare Perini nel Consiglio Comunale del 29/03,
in merito
al bilancio di previsione per il 2011
Siamo a discutere del
primo bilancio dell’amministrazione Costa. Quello del
2010 era un bilancio già impostato da altri, questo è
il primo vero bilancio della nuova amministrazione. Come
gruppo noi ci poniamo in mordo molto laico.
Vogliamo un confronto costruttivo che consenta di
affrontare i problemi reali del paese. Se così sarà,
saremo disponibili ad assumerci tutte le responsabilità
del caso.
Il sindaco presentando il
bilancio ha ammesso che si dovranno utilizzare i
proventi da oneri di concessione edilizia per la spesa
corrente. Ha poi fatto presente la grave situazione in
cui versa la finanza locale e quindi i minori
trasferimenti di cui beneficerà ilo comune. Tutta colpa
esterna? Giova ricordare che la scelta del 2009 del non
rispetto del patto di stabilità pesa come un macino
sulla situazione luzzarese.
Va poi chiarito un tema di
ampissima portata. La crisi del 2008/2009 ha reso
imperativo operare per la crescita del paese. E la
crescita del paese non può che passare da un lato da un
ulteriore recupero della evasione fiscale ma
dall’altro da una riduzione della spesa che consenta
un riduzione della pressione fiscale, in particolare su
lavoro. Ormai anche lavoratori con salari medio bassi
arrivano ogni 100 euro incassati come retribuzione lorda
a pagarne tra tasse e contributi (comprese le
addizionali locali) 45. E per pagare questi 55 euro
netti il datore di lavoro ha un costo di 145. Se poi la
retribuzione è medio alta ogni euro 100 incassati se ne
pagano tra tasse e contributi 55/56. E per pagare i
44/45 euro netti il datore di lavoro ne spende oltre
160. Tutto questo pone una cappa di piombo sullo
sviluppo.
Dai dati della contabilità
nazionale emerge un dato chiaro. Le spese locali negli
ultimi anno sono cresciute in modo significativo. Credo
quindi che non ci si possa sottrarre per il bene dei
nostri figli ad un discorso serio di contenimento della
spesa. E contenere la spesa prevede che questa debba
essere qualificata e ben indirizzata. I soldi che
spendiamo devono più che mai essere indirizzati in modo
coerente coi bisogni della collettività.
Agganciato a questo si
pone il tema delle grandi risorse di cui ha beneficiato
il comune di Luzzara prima della crisi. Il nuovo peep ha
portato oneri su oneri, la edilizia contrattata ci ha
consentito di avere opere pubbliche a costo zero, le
escavazione hanno portato soldi su soldi, abbiamo
venduto azioni Enia,
eppure il comune versa lo stesso in gravissime
difficoltà. Tra l’altro il non avere scaglionato la
edificazione della nuova residenza ha fatto si che si
sia avuta una offerta abnorme
di nuove abitazioni con una conseguente
depressione del mercato immobiliare che non trova
riscontro nella storia di Luzzara.
Ciò detto vediamo gli
aspetti che chiediamo di modificare
radicalmente.
Il primo tema riguarda le
opere che si sono fatte e capire in che stato sono,
e che utilità ne abbiano tratto i luzzaresi.
Vediamone due : la cava Luccio e il porto delle Garzaie.
Facevano parte di un progetto che mirava a rendere
fruibile l’area golenale del Po. Se questo era il
progetto sicuramente è allo stato attuale fallito. Lo
stato attuale è veramente miserrimo, forse si scontano
errori di progettazione ma sicuramente oggi
paragonandoci ai paesi vicini abbiamo la peggiore
fruibilità della bassa reggiana e mantovana, le opere
stanno andando in costante degrado.
Altri interventi
qualificanti : la casa cantoniera. Che benefici ha
portato ai luzzaresi ?
Non era forse opportuno investire quelle risorse
in altro modo, e questo senza contare quanto abbiamo
documentato sui costi reali dell’operazione.
Altro tema il rifacimento
della piazza. Al di là di un
problema di deperimento improvviso c’è da chiedersi
se al di là del lato estetico, indubbiamente gradevole,
vi sono stati benefici per i cittadini. Ho parlato con
alcuni operatori commerciali, mi dicono che il giro
d’affari non è certamente aumentato, anzi secondo
alcuni è calato. Probabilmente la politica del centro
storico andava complessivamente impostata. Da un lato
per troppo tempo si è favorita l’uscita dal centro
storico dei luzzaresi residenti e per quel che riguarda
il commercio probabilmente non basta aiutare la
ristrutturazione dell’esistente ma va previsto e non
ostacolato l’insediamento di magneti che attirino la
gente verso il centro storico. Probabilmente lo stesso
esodo del Conad si è rivelato un errore.
Abbiamo poi l’ASP . il
sindaco nell’ultimo Consiglio comunale ha lodato
l’attuale gestione. Francamente non capiamo cosa ci
sia da lodare.. In precedenza abbiamo sentito dal
presidente una analisi delle situazioni della ASP che in
sostanza diceva che tutte le ASP sono in perdita e che
la situazione di Luzzara
è in
linea con le altre. Da tempo si dicono anche alcune
balle, tipo che anche l’IPAB perdeva confondendo i
contributi alle rette che il comune dava con i ripiani
che si fanno attualmente . i contributi alle rette si
danno ancora e non hanno nulla a che fare con il ripiano
delle perdite. Sono stati pubblicati in internet i
bilanci di 9 asp delle 45 dell’Emilia Romagna. Quale
è la situazione di queste 9? Intanto 6 sono in attivo e
solo 3 perdono. Per capire la situazione ho usato
l’incidenza della perdita sul giro d’affari. Ebbene
Progetto persona è di gran lunga
la peggiore. La
perdita arriva all’8,67%. .
Le altre che perdono sono Parma (280.000 euro su un
volume di oltre 18 milioni e mezzo) con l’1,51% e
Faenza con una perdita di 13.000 euro (-0,179 sul giro
d’affari). Insomma la situazione di Progetto persona
appare unica . Non credo si possa continuare a dire
balle. La perdita complessiva delle 9 asp è di 767.000
euro, Progetto persona da sola ne perde 703.000 . Mi
pare che i dati si commentino da soli. Fra un po’ la
Regione darà i dati di tutte le 45 ASP (dovevano essere
50 ma 5 non si sono costituite), se come temo da questi
emergerà che la situazione di Progetto Persona è fra
le peggiori se non la peggiore in assoluto credo che per
rispetto ai cittadini si imponga un serio dibattito ed
una seria analisi. Se grazie a qualche giochetto
contabile si scaricata una quota superiore del dovuto
della perdita su Guastalla (Luzzara ha pagato
solo 90.000 euro su oltre 700.000 del 2009 ), credo che
in futuro non sarà più possibile
anche perché
il vicepresidente espressione di Guastalla prima
o poi controllerà meglio
la situazione. Aggiungo
che il rilevare i dati che ho fornito doveva essere
compito di chi amministra in prima persona l’ASP e
invece si preferisce nascondere la realtà e raccontare
balle. Sull’Asp
vi è poi un altro aspetto. Ancora una volta non si è
rispettata la delibera del marzo 2008 che prevedeva che
tutta una serie di atti dovessero passare al vaglio del
consiglio comunale e fra questi la nomina del direttore.
Si è andati alla nomina del direttore lo scorso
dicembre senza una analisi dei risultati, che alla luce
di quanto esponevo prima sembrano molto preoccupanti sia
in termini assoluti che relativi. E’ grave poi che il
sindaco presidente dell’assemblea dei soci non abbia
ritenuto di rispettare la volontà del consiglio
comunale che condizionò la costituzione dell’ASP ad
un proprio coinvolgimento sulle principali decisioni
concernenti la vita stessa dell’ASP . e poi gravissimo
che il consigliere Toffoli non abbia ritenuto opportuno
un confronto in merito prima di deliberare la nomina del
direttore.
Voglio poi parlare
dell’Unione dei Comuni. Sono stato fra i costituenti
tale ente e la sensazione è che dopo tante belle parole
rischi di diventare uno strumento un po’ furbetto per
bypassare il patto di stabilità. Quando si presenta la
situazione del Comune è opportuno farlo tenendo conto
anche di quanto è stato esternalizzato . Solo così
capiremo se realmente si è operato per i risparmi o no.
Parliamo del nuovo
magazzino
Ricordate cosa successe
durante la campagna elettorale? Durante il confronto
promosso dalla CGIL Costa attaccato da me lesse un
documento del Comando VVFF che affermava a suo dire che
il magazzino che si doveva erigere era idoneo per
ospitare il distaccamento dei VVFF . Io gli feci notare
che l’idoneità si riferiva non al magazzino erigendo
ma ai locali nei quali si trovava in quel momento
l’associazione “Paese Pronto”
tanto è vero che si parlava di locali siti in
circonvallazione ovest. Su quello si innestò una
polemica molto feroce con varie interpretazioni del
parere dei VVFF, ed il PD luzzarese se la cavò dicendo
che era vero che il documento si riferiva ali locali in
Circonvallazione Ovest ma in un'altra parte dello stesso
auspicava la costruzione del nuovo magazzino. .
Nel novembre scorso la giunta ha deliberato delle
modifiche all’erigendo magazzino comunale. Le
modifiche riguardano il fatto che nel nuovo magazzino
non si trasferirà il distaccamento dei vigili del fuoco
volontari e quindi sostanzialmente l’associazione
Paese Pronto, per cui il magazzino verrà modificato.
E’ una strana storia.
Allora cerchiamo di capire
cosa è successo e vediamo chi aveva detto la verità e
chi l’ha occultata e vediamo altre cose molto strane.
Nel corso del 2009
la giunta Donelli
decide di finanziare il nuovo magazzino comunale che sarà
anche sede delle associazioni di protezione civile e del
distaccamento dei vigili del fuoco volontari.
La associazione Paese
Pronto aveva fatto presente una serie di problemi
tecnici in relazione al progetto, il revisore nella sua
relazione invitava il comune a non procedere vista la
situazione dei conti, una parte della maggioranza era
perplessa. Io stesso sollevai un problema di costi e di
non trasparenza , cosa che poi venne confermata. Il
sindaco forzò la mano e per fare approvare il
finanziamento del nuovo magazzino con una emissione di
buoni ordinari comunali (500.000 euro) minacciò
la dimissioni. Su
questo punto si aprì uno scontro che portò alla
spaccatura del gruppo consiliare di maggioranza. Poi in
campagna elettorale l’ultima perla : la posa della
prima pietra del nuovo magazzino con presente anche
l’associazione Paese Pronto. Ma perché si modifica il
magazzino e questo non sarà sede della protezione
civile? Semplicemente perché il comando dei VVFF per
autorizzarlo come sede del distaccamento esigeva delle
modifiche al progetto. Le stesse che aveva fatto
presente Paese Pronto prima che il progetto partisse.
E allora che si fa’ ? con un colpo di genio si
decide di lasciare l’associazione negli attuali
locali. Uno dei motivi principali per cui si erigeva la
nuova struttura (sede del distaccamento dei VVFF) viene
meno. E si continuerà a pagare l’affitto per la
vecchia struttura (con fondi pubblici) e a pagare i
costi della nuova. Ma la storia non finisce qui. Io ho
sempre sostenuto che il nuovo magazzino si faceva solo
per potere vendere il vecchio e quindi contabilmente
provare a chiudere il buco di bilancio del 2009. Ho
sempre detto che il prezzo del nuovo appalto era troppo
alto ma lo si faceva per potere vendere il vecchio
magazzino ad un prezzo alto. Ho sempre sostenuto
nonostante che Donelli dicesse il contrario
che chi comprava il vecchio magazzino erano
sostanzialmente gli stessi che avrebbero avuto
l’appalto del nuovo magazzino. Già in passato ho
dimostrato che il vecchio magazzino era stato acquistato
da una società di Maestri, Bernardelli, Savi e Romitti
e l’appalto del nuovo magazzino era andato a Savi. Ma
vi è di più. Ancorato all’appalto del nuovo
magazzino vi era l’acquisto dell’attuale sede della
camera del lavoro. Ebbene il rogito di tale immobile è
stato sottoscritto a fine 2010 e abbiamo scoperto che il
prezzo è stato pagato non da Savi ma dalla mitica
Ecogen di Maestri, Bernardelli, Romitti e Savi . La
Ecogen è la vecchia “immobiliare Ruggiero” che ha
cambiato nome e che aveva acquistato il vecchio
magazzino.
Insomma gira rigira sempre
gli stessi nomi e sempre purtroppo Maestri.
Poi c’è un'altra
sorpresa. Il progetto si modifica ma non si modifica il
prezzo. Cambia tutto ma rimangono fermi i 500.000 euro
di valore di appalto. E’ una cosa veramente strana. Ma
di cose strane ce ne sono tante , troppe.
Insomma per riepilogare:
a) si fa il magazzino ma
non per quel che doveva servire,
b) vi è uno strano
intreccio tra chi compra il vecchio magazzino e chi fa
il nuovo;
c) al centro di questi
intrecci c’è sempre l’ing. Maestri che non solo fa
il professionista ma è socio di società che entrano in
modo pesante sul mercato edilizio di Luzzara,
d)si modifica il progetto
ma il prezzo resta invariato., se avevo perplessità
prima ancora di più ne vengono oggi
E da qui vediamo un altro
aspetto del bilancio che deve essere
riconsiderato. Il tema degli appalti. IL BILANCIO
STA IN PIEDI CON LE VENDITE DEGLI IMMOBILI, MA COME SI
FA A VENDERE GLI IMMOBILI
se il mercato non tira? Semplice si legano le
vendite degli immobili agli appalti. In questo modo si
bypassa tutta la normativa sugli appalti. Gli appalti
sono costruiti non in funzione di ottenere i migliori
risultati per la collettività ma per cercare
esclusivamente di vendere gli immobili. E le aziende che
beccano gli appalti sono sempre le stesse. La cosa
triste è quella del palese conflitto di interessi del
presidente dell’unione dei comuni e sindaco di
Gualtieri (Maestri). E’ un sistema non trasparente che
crea confusione . Crea tanta confusione che lo stesso
comune si confonde. Per la cessione della Camera del
lavoro fa prima un contratto di appalto con permuta (11
novembre 2010) , poi accortosi dell’errore, lo
modifica in data 14 dicembre 2010 con un vero contratto
di acquisto ma attenzione non a favore di chi si
aggiudica l’appalto ma a favore della Ecogen quella
con Maestri socio. Insomma altrochè
trasparenza, solo confusione e opacità. Ma
purtroppo c’è una cosa che è fin troppo trasparente.
Il giorno dopo la firma del contratto di appalto con le
modifiche l’ufficio tecnico con la determina n.254
decide di liquidare 180.000 euro + IVA e quindi 198.000
euro a
seguito dello stato
di avanzamento lavori per il nuovo magazzino. Si tratta
di quasi la metà dell’importo complessivo dei lavori.
Le cose che non quadrano sono tante, troppe.
Sostanzialmente una di una trasparenza terrificante.
Siamo andati a vedere in data 23 Febbraio come erano
avanzati i lavori. Ebbene a tale data e cioè due mesi
dopo il pagamento del SAL nell’area interessata
c’è solo
una bella spianata. Penso sia la spianata più costosa
che mai si sia vista.
Abbiamo documentato la cosa e pensiamo sia giusto
distribuire le foto e la copia della determina.
Sappiamo che si ritarda il pagamento degli
artigiani, che lavorano per il comune e la colpa sarebbe
del patto di stabilità, ma quando c’è di mezzo
Maestri di riffa o di raffa arriviamo a pagare i lavori
prima che questi vengano fatti. La cosa poi tristissima
è che il Comune delibera di pagare
a Savi quasi 200.000 euro per lavori non fatti e
dopo pochi giorni lo stesso Savi con la Ecogen (Maestri,
Bernardelli , Savi e Romitti) paga al Comune 270.000
euro per l’acquisto della camera del lavoro. Molto
bello. Il comune finanzia gli acquisti dei propri
immobili.
A tanto non eravamo
arrivati neppure nella fase più buia del Donellismo.
Invitiamo il revisore a relazionare su quanto da noi
documentato alla Corte dei Conti e crediamo che se la
Costituzione ha un senso, debbano intervenire anche
altri organi dello Stato. Al consigliere Dino Lupi
chiedo se ritiene ancora che le mie critiche sono
rivolte al passato o se c’è un problema anche nel
presente.
Queste sono le cose che
chiediamo di modificare
se si vuole dare una svolta chiediamo che non si
agisca più in questo modo. Ricordiamo
a Costa che queste fino ad un anno fa erano
operazioni della precedente amministrazione. Ma nella
misura in cui la sua amministrazione porta avanti lo
stesso modo di operare divengono di questa
amministrazione. Avrei
voluto toccare il tema ICI
ma su questo riferirà Ghidini.
Da ultimo un richiamo
sulle partecipazioni nelle municipalizzate.
Considerazione generale . i cittadini traggono benefici
dal fatto che i servizi siano gestiti da enti
partecipati dai comuni. La sensazione è che questi
enti, presi da problemi di autoreferenzialità , perdano
di vista l’interesse dei cittadini, dimenticando che
la loro natura pubblica ha senso solo se perseguono
l’interesse dei cittadini, se la proprietà e gli
amministratori si preoccupano dei cittadini e non di
come mantenere il controllo dell’ente o se ci si
preoccupa dell’ente solo per fare cassa. Vi sono poi
cosa strane. La SABAR chiude in disavanzo e troviamo
iscritti a bilancio del comune utili. Vogliamo anche qui
avere uno scatto d’orgoglio a tornare a far valere il
valore sociale delle aziende pubbliche.
Se così non è meglio rispettare le normative
che impongono le privatizzazioni.
Cesare Perini
|