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Lettera di Maurizio Re sul tempo pieno                                                       pubb. 18/05/2011

 

Ho letto con interesse la lettera pubblicata ieri sera di una lettrice con figli piccoli, preoccupata della situazione della scuola a Luzzara e vorrei dare il mio contributo per far partire una discussione che interessa anche me.

 

Prima parte: tempo prolungato e inserimento dei bambini dalla materna alla primaria. E' un fatto che molte famiglie luzzaresi valutano per i propri figli l'inserimento nelle scuole primarie di Suzzara o Guastalla principalmente per le maggiori possibilità di scegliere orari scolastici che vadano oltre il solito 8,30 - 12,30. Per quanto ne so io è possibile per le scuole offrire diverse tipologie di "moduli" scolastici con diverso numero di ore settimanali, ma la scuola richiede al ministero l'attivazione di alcune sezioni con modulo orario differente solo in presenza di richieste formali da parte delle famiglie. Sarebbe importante che le famiglie dei bambini all'ultimo anno di scuola materna facessero immediatamente (forse è già tardi per il prossimo anno scolastico?) una richiesta scritta di attivazione di un modulo orario più ampio, in modo che la scuola possa valutare il numero di bambini che ne potrebbero usufruire e decidere se attivare, ad esempio, una sezione organizzata con i rientri pomeridiani (di solito a Luzzara ci sono 2/3 sezioni per ogni classe). Credo che la domanda potrebbe seguire il percorso Scuola materna - Assessore - Dirigente Scolastico. In presenza di una richiesta formale la scuola dovrà quantomeno dare una risposta formale, per giustificare l'eventuale diniego.

Teniamo presente che ci sono problemi di:

- numero di bambini per i quali è richiesto il servizio: deve esserci un numero sufficiente per attivare una sezione;

- presenza di locali adeguati all'interno degli edifici scolastici: ad esempio per la mensa;

- costi per il personale: può darsi che il ministero non autorizzi la spesa e sia necessario l'intervento dell'amministrazione locale o delle famiglie.

So che per il prossimo anno scolastico è prevista un'attività che viene denominata "Non Solo Scuola" che sarà proposta dall'amministrazione comunale proprio in sostituzione dell'attività scolastica pomeridiana (sul giornalino comunale è stata pubblicizzata ma non ne conosco al momento i dettagli), e che in passato sono state tentate attività di doposcuola, ma con scarso successo, tanto che l'unica attività del genere è quella della parrocchia; questo mi induce a credere che l'orario scolastico prolungato al pomeriggio sia al momento non realizzabile.

 

Seconda parte: il ruolo della scuola materna parrocchiale e i contributi che riceve dall'amministrazione comunale. Il tema è spinoso, perchè è vero che la logica direbbe che se un genitore vuole mandare il figlio in una scuola privata, dovrebbe pagare in proprio per questo servizio, ma....

Consideriamo che ci sono servizi che sono considerati fondamentali e per i quali un'amministrazione pubblica dovrebbe destinare risorse sufficienti per soddisfare la domanda che si crea nel territorio; nel caso l'amministrazione pubblica non sia in grado di soddisfare questa domanda, può attrezzarsi e mettersi nelle condizioni di risolvere questa carenza, oppure appoggiarsi ai privati che forniscono lo stesso servizio, richiedendo determinati standard di qualità e di accessibilità al servizio, in cambio dei quali fornisce un contributo economico (comunque inferiore a quanto costerebbe al comune fornire direttamente quel servizio). Io credo che il caso della Scuola Materna Parrocchiale rientri esattamente nel secondo caso: in mancanza di contributo pubblico la scuola dovrebbe chiudere o aumentare i costi per le famiglie, con la conseguenza che il servizio sarebbe interrotto o reso meno accessibile. In questo caso l'amministrazione, con il contributo alla scuola privata, rende un servizio alla scuola o alla collettività?

L'esempio riportato della scuola privata di Guastalla credo sia piuttosto diverso per due motivi: se l'istituto è parificato gode comunque di contributi pubblici; se l'istituto in questione offre un servizio che altrimenti mancherebbe sul territorio, oppure offre un'alternativa ad un servizio pubblico comunque presente sono due aspetti secondo me discriminanti sull'opportunità o meno di godere di finanziamento pubblico e in quale misura, ma non ho informazioni sufficienti per dare un giudizio.

Un saluto.

 

dott. Maurizio Re