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Il fascino delle nuove tecnologie                                                                       pub. 25/06/10

 

Quando ho scritto “Consigli da sconsigliare”, avevo previsto un minimo di reazioni e ci sono state, è arrivato di tutto.

La cosa che però mi ha sorpreso è che nessuna mail, dico anche solo una, faceva riferimento alle critiche sugli interventi in consiglio comunale, erano tutte tese a conoscere di chi fosse la voce riprodotta “nella suoneria”. Nel tentativo di indovinare ne hanno dette di ogni tipo; c’è stato chi ha “riconosciuto” il nonno mentre si esercitava a imparare l’inglese, c’è chi ha riconosciuto interpreti di film d’altri tempi, un buon numero dice di aver riconosciuto addirittura la voce dell’Arc. Dott. Massimo Bellini ex dirigente dell’ufficio tecnico. Tutti a chiedere di chi sia la voce e cosa ripetesse. Ripeteva “ohi coschè l’è scemo”, il resto è comprensibile. Ragioniamo un attimo, come potrebbe essere l’Arc. Dott. Bellini? Nella frase che avete ascoltato sembrerebbe più Mister Been quando cade dal cielo, a completo digiuno delle norme in vigore, in questo caso quelle sul diritto alle password dei computer del comune da parte dei consiglieri, proprio lui che come dirigente dell’ufficio tecnico ha preparato l’esame per le ultime tre assunzioni proprio sulle normative? Via ragazzi non esageriamo.

La prassi d’obbligo impone di far scorrere sullo schermo la scritta ”I riferimenti a  fatti, persone o luoghi, sono puramente casuali”.

Certo che la fantasia non ha limiti, chi mai si sarebbe presa la briga di registrare la voce di un tecnico comunale, a che scopo? Sarebbe poi stato un dipendente introdottosi in un ufficio? Ma se le voci fossero varie e gli uffici altrettanti, significherebbe che avremmo un “fancazzista” che gira liberamente in municipio o magari più di uno? A meno che non ci sia stato un ammutinamento o un golpe, ma credo che lo avremmo saputo, ci vorrebbe veramente una costanza infinita e un fondoschiena senza limite per catturare proprio certi dialoghi, interpreti diversi, orari diversi, ecc. Davvero improbabile, che sia stato allora un esperto, venuto da lontano, che ha piazzato una serie di microspie nei vari uffici? La cosa si fa intrigante.

No, escluso anche questo, avrebbe dovuto ripassare tutti i giorni (o notti) per cambiare le pile, non sarebbe passato inosservato al sistema di sicurezza, alle telecamere e alle porte chiuse. A dire il vero però c’è stata una occasione, l’unica nella quale sarebbe stato utile, che il sistema di sorveglianza non ha funzionato, è stato in occasione dello “smarrimento” del faldone contenete tutti i documenti, i contratti, i costi e i doveri della Global Service, nessuno ne seppe più nulla. Se però il sistema di sorveglianza non sorveglia, a cosa altro può servire? Io non ho mai avuto molta fiducia in tutti questi aggeggi tecnologici, complicati, incomprensibili e difficili da usare, serve troppa conoscenza e capacità non comuni. Vedo bene un vigile del fuoco che gioca con il fuoco, in fondo lo conosce bene e non rischia più di tanto, ma se ci gioca un bambino finisce che si “scotta i diti”. Vedete, anche queste tecnologie hanno i loro rischi, mettiamo che chi le gestisce, in un momento di esaltazione e di emulazione del Padreterno, voglia fare lo “sborone” e voglia tenere tutto sotto controllo senza però esserne competente, finisce che anche lui si “scotta i diti”.

Forse ha ragione Laura; una cococo, non una gallina, ma un ingegnere informatico laureata a pieni voti  e che da anni vive di lavori precari e saltuari, impegnata nel volontariato, da sempre pentita di avere studiato e di non avere invece intrapreso la carriera di integratore dei pro-cessi; Laura afferma con sicurezza che ci possono essere delle falle in tutti i sistemi.

Va bene, però mi chiedo, perché qualcuno dovrebbe prendersi la briga di installare costosi e complessi sistemi atti alla registrazione, a che scopo? Lei dice che sono semplicissimi, non costano nulla e si collegano anche via wireless  chiamata anche wi-fi oppure Bluetooth.

ARABO!!! Mi spiega che è possibile truccare anche la posta elettronica o andare a vedere quella degli altri, che le password sono “impenetrabili” solo nei film e mi suggerisce anche il sospetto che, come ci sono i “guardoni”, ci possono essere anche gli “ascoltoni” che vogliono essere certi di chi è loro alleato e chi no.

Tagliamo subito con queste fantasie da film giallo, anche perché sarebbe una cosa illegale, violazione della privacy  dei cittadini e un atto meschino nei confronti dei dipendenti, senza considerare che se lo dovesse venire a sapere il consigliere e capogruppo della maggioranza Visioli, chissà cosa farebbe, proprio lui che ritiene che il riproporre argomenti come casa cantoniera ecc, “…gli sembra che si faccia una azione scorretta in quanto lesiva dei dipendenti e funzionari del comune……..”. Scherziamo? Ma quello fa una strage di innocenti.

Poi, ci saranno pure i rappresentanti sindacali che vegliano sui loro colleghi, è ovvio che bisogna poi vedere chi sono e che ruolo hanno nell’Ente perché di solito, più si alza la loro vicinanza ai vertici dell’amministrazione e più si abbassa la loro attendibilità.

Comunque rimarrebbe ancora uno scoglio insormontabile, chi da fuori potrebbe accedere ai sistemi? Nessuno, la legge prevede che tutto il sistema sia blindato e che vi siano una serie di “porte taglia fuoco” impossibili da superare. La legge impone anche un responsabile e garante della protezione dei dati. Laura mi smonta in due secondi, mi dice che se l’amministratore del sistema non è abbastanza preparato non garantisce proprio nulla, può lasciare delle porte aperte e mi dimostra che con un portatile, a distanza di parecchi metri, è in grado di entrare nel mio computer e controllarlo.

URCA! Ma allora se io andassi per esempio nel parcheggio del municipio potrei collegarmi con il server del sistema? Potrei scaricare anche dati personali di cittadini? Mi risponde che si potrebbe anche fare in certe condizioni e che si possono scaricare da internet un sacco di programmi gratis per tali scopi.

Il giorno dopo è tornata per mostrarmi una telecamera in grado di funzionare per 9 ore registrando su una memoria MSD (per cellulari) oppure funzionare come webcam e inviare audio e video come un cellulare, la qualità? Una roba da lasciare allibiti. E il Bluetooth? Le sue dimensioni sono meno di un terzo di quelle di un  connettore USB e si può trovare anche con microfono incorporato.

Stai mò a vedere che adesso incolpano me! No, cosa avrei fatto io. La legge prevede che i consiglieri (io lo sono stato), possano accedere liberamente ai computer degli enti, l’ente però non mi ha mai dato le password di accesso e quindi cosa c’entro io? E poi al massimo avrei sbirciato comunque le stesse cose. Per dirla alla Luppi “qui prodest”.

Questi ragazzi tecnologici vedono troppi film di fantascienza e giocano troppo con quegli aggeggi infernali, ci credo che poi hanno problemi a trovare lavoro, chi vuoi che li capisca.

Scusate se mi sono lasciato andare e mi sono dilungato troppo ma è meglio finirla, anche perché se per caso si insospettiscono quelli dell’IDVP (e quelli non perdonano ehh), che sono di una correttezza e onestà spaventosa, intransigenti che non vi dico, rispettosi dei diritti e della legalità che fanno persino impressione, tanto che al solo sospetto di irregolarità cambiano anche colore.

Avevamo tempo e ci siamo sbizzarriti in ipotesi inverosimili e credo che convenga a tutti accettare la più classica di tutte forme, sperando in una prossima candidatura all’Oscar, ricordiamo che; “I riferimenti a fatti, persone o luoghi, sono puramente casuali”. Per ora potete scaricare una nuova suoneria, senza però fantasticare troppo nel cercare di indovinare il personaggio, anche perché potreste attribuire la paternità della dichiarazione alla persona sbagliata o a un dipendente comunale e, in questo caso equivarrebbe alla dimostrazione della volontà di ostacolare un consigliere comunale nella acquisizione degli atti ai quali ha diritto. 

Gli/Le dareste quindi la colpa (ingiustamente) di avere violato la legge.    SCARICA GRATIS

 

THE END

 

 

                                                                                                                                      Roberto Nosari