Il
coraggio di parlare di voto di scambio
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09/12/10
E’
veramente scandaloso che in vista del voto del 14
Dicembre (fiducia a Berlusconi), ben cinque parlamentari
della opposizione si siano schierati con Berlusconi
stesso, questo il tono della maggior parte dei commenti
di oggi. Due dei cinque sono usciti dallo schieramenti
di Di Pietro (Italia Dei Valori). Io non vedo di cosa
scandalizzarsi, non è la prima volta che succede e
soprattutto non è la prima volta che paladini
dell’onestà e della rettitudine morale, sostenitori
di Di Pietro, se la svignano e cambiano bandiera.
Il più scandalizzato sembrava però Bersani
che, in una intervista al TG3 delle 20, parlava di voto
di scambio e si chiedeva se fossimo di fronte ad un
semplice scandalo oppure ai presupposti
per il reato di corruzione.
Porca miseria, ma si è svegliato il Bersi e
non le manda certo a dire. Sarebbe questa l’occasione,
prima che si addormenti di nuovo, per fargli valutare
personalmente anche quello che odora di voto di scambio
alle ultime elezioni di Luzzara.
Non
temo certo di peggiorare la mia cattiva fama o di essere
accusato come si dice di solito di “sparare sulla
Croce Rossa” e quindi non temo nemmeno di additare
quelle che ci vengono presentate come caste e pure
aggregazioni di cittadini, le associazioni ONLUS (Organizzazioni
non lucrative di
utilità
sociale). Tra le mani delle Organizzazioni non
lucrative girano tanti ma tanti soldi, finanziamenti,
aiutini, contributi, sponsorizzazioni, ecc… e
non sono tenute a dire a nessuno come se li spendono.
E’ un mondo a parte che viene spesso coccolato per
vari motivi. A luzzara di associazioni ne possiamo
contare (riconosciute) almeno 25 su 9.000 abitanti,
Reggio in rapporto dovrebbe averne almeno 500 ma non è
così, come mai? Perché a Luzzara i cittadini sono
attivi e partecipano alla vita del paese e c’è anche
chi dice che la stragrande maggioranza dei presidenti,
vice e consiglieri che contano sono conosciuti come
“allineati” o proposti direttamente dal partito.
L’uso o l’abuso indiscriminato della campagna
elettorale fatto all’interno delle sedi delle
associazioni è risaputo e la recente campagna
elettorale che ha eletto Costa a sindaco non è ancora
troppo lontana da essere dimenticata e la vicenda
sfruttamento dell’immagine della protezione civile e
della farsa della “posa della prima pietra” ce lo
ricorda. Lo stesso attuale sindaco era presidente del
“Fontanazzo” noto vivaio per futuri amministratori
che, prima di lui, ha dato “i natali” politicamente
parlando, a conosciuti ex amministratori.
E’
indubbia la necessità di “buoni rapporti” tra
l’amministrazione e chi dirige le associazioni, quando
però questa amicizia rasenta il servilismo più
sfacciato, allora forse ci vuole il coraggio di porre un
limite agli scambi.
Venendo
al dunque, nel consiglio comunale del 29 Novembre 2010
si è votata l’autorizzazione al chiosco localizzato
all’interno delle ex scuole elementari di Casoni date
in gestione alla associazione “Casonese”.
La
delibera di consiglio comunale 87 (consultabile
QUI), nella quale si dicono alcune dubbie verità:
Premesso:
- Che il Circolo Polisportivo Casonese ha installato in
modo temporaneo un chiosco presso le scuole elementari
di Casoni, a seguito di alcune licenze di pubblico
esercizio per manifestazioni varie;
Già
si dovrebbe dire che le licenze riguardano un circolo e
quindi gli utilizzatori dovrebbero essere tutti
tesserati e non semplici clienti, poi le foto dicono
tutto sull’installazione temporanea del
chioschetto che è li da tempo, tanto che è già stato
utilizzato per la “festa della birra” del 2009 oltre
che del 2010 ma solo ora (dopo le elezioni di Costa) si
avverte la necessità di regolarizzarlo. La Delibera
dice anche:
-
Che la normativa vigente per questa zona prevede la
possibilità di installazione di chioschi ed altre
strutture private in modo stabile solamente previo
assenso del Consiglio Comunale;
La normativa non è però richiamata, una dimenticanza o
più semplicemente perché non esiste?. Di certo però
il regolamento comunale che già abbiamo pubblicato SCARICABILE
QUI, dice cose ben diverse e non mi risulta che
sia mai stato cambiato e tanto meno approvato uno nuovo
dal consiglio comunale, quindi dovrebbe essere
ancora l’unico
valido.
Ricorderete
la risposta a Luca Bosi già pubblicata su questo sito
esattamente a Dicembre 2009 a titolo “un po’ di
chiarezza”. LEGGI
Anche
allora parlai di abusivismo edilizio anche se senza
l’aggravante del voto di scambio come in questo caso,
anche allora mostrai alcune foto e feci riferimento
oltre che ad altro, anche al parco di Casoni, perché
anche allora come oggi il regolamento recitava così:
b)Realizzazione
di Pergolati:
Come
pergola si intende un’Impalcatura in legno, ferro o
altri materiali, posta a sostegno di viti o di altre
piante rampicanti
costituita
da due file di montanti verticali riuniti superiormente
da clementi orizzontali ad altezza dal suolo tale da
consentire il passaggio di persone e comunque priva di
manto di copertura;
c)Posa
In opera di Casette in Legno
prefabbricate
e non, ad uso ricovero attrezzi da giardino o gioco
bimbi, purché semplicemente appoggiate al suolo senza
l’ausilio di strutture di fondazione, di superficie
coperta non eccedente i 5 mq e altezza massima non
superiore a 2.5 m riferita all’estradosso del colmo di
copertura: Le Casette In Legno devono essere strutture
autonome, disgiunte dai fabbricati esistenti o in
costruzione.
d)Realizzazione
di Gazebo:
Per
“gazebo” si intende un chiosco da giardino dotato di
copertura ed aperto ai lati (ivi comprese le
tensostrutture) destinato al soggiorno di persone
La
posa In opera di gazebo In legno, ferro o altri
materiali, può avvenire mediante semplice appoggio a
terra o mediante la infissione al suolo dei montanti
verticali con sistemi che non richiedano l’esecuzione
di opere fondali o murarie:
la
proiezione a terra della struttura orizzontale non deve
superare 9 mq:
l’
altezza massima dell’estradosso del colmo non deve
superare mt 2.50 da terra I “gazebo” devono essere
strutture autonome, disgiunte dai fabbricati esistenti o
In costruzione distanti dai medesimi di almeno mt 1.00:
Le
foto sono lì, il regolamento anche, a voi il giudizio.
Nessuno vuole infierire sul volontariato però abbiate
almeno il pudore e l’onestà di dire le cose come
stanno e non di cercare di far imbecilli gli altri col
fine di portare a termine i vostri giochetti.
Come
“Polisportiva Casonese” ad esempio dovreste dire
quanto il comune non incassa sotto varie voci o quanto
anzi spende in più per i vari servizi che fornisce
durante la festa della birra, esempio: straordinari per
le forze dell’ordine, rifiuti, ecc.. e poi fate finta
di regalare al comune una struttura che utilizzate voi.
Non si parla di una possibile convenzione o altro, è un
regalo a scatola chiusa che rivelerà più avanti le sue
sorprese?
Mi
auguro che la prossima sorpresa sia quella di mettere a
norma anche i bagni, visto che come giustamente
richiamato da Bosi nello stesso consiglio, siete in
grado di richiamare 20.000 persone per sera e visto che
bevono tanta birra è possibile che 2 o 3 mila di esse
possano aver bisogno del bagno. Visto che molti casonesi
si lamentano della puzza che si sente durante i giorni
della manifestazione e visto che la normativa sulle
fosse IMHOFF (LEGGI 319 DEL 10.5.76 E 192/99) dovrebbero
essere conosciute e rispettate da ogni amministrazione
comunale, ci auspichiamo che venga risolto al più
presto anche questo problema. Chiudiamo pure un occhio
su un vero abuso edilizio fatto a “fin di bene”
senza addentrarci troppo sul bene di chi, però almeno
regolarizziamo tutto ciò che si può nel rispetto della
normative sulle acque reflue, l’installazione dei
degrassatori, norme in materia ambientale (Decreto
Legislativo 3 aprile 2006, n. 152).
Visto poi che molto probabilmente questa primavera andremo alle urne, un
alberghetto (abusivo ma a fin di bene) per gli ospiti
della “festa della birra”, lo vogliamo fare o
preferiamo fare la figura di chi non ha strutture
ricettive? Magari in previsione anche dell’esito
scontato del voto, visto che è grazie a Casoni che
Costa è stato eletto, si potrebbe proporre l’autorizzozazione
da parte del consiglio comunale anche di una licenza di
balneazione per un mare interno, ovviamente limitando
però la pasca d’altura.
Io
direi che il momento è propizio, tanto chi volete che
controlli, la Polizia Municipale, l’ARPA o chi altro?
Sarebbe
come aspettarsi che la Corte dei Conti di Bologna
(competente per territorio), nonostante le tante
segnalazioni ricevute, si mettesse ad indagare sul
comune di Luzzara, su uno dei comuni della grande e
virtuosa Emilia Romana, proprio un comune amministrato
dal suo PD? Ma siamo pazzi o vogliamo fare utopia?
Roberto Nosari
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