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Caro Roberto

 

Il tuo articolo “quando i vip danno spettacolo” mi offre lo spunto per affrontare alcuni temi che ritengo importanti per l’attuale dibattito politico.

Lo scadimento morale e culturale che investe oggi la classe politica ad ogni livello è, a mio parere, riconducibile a diversi fattori il primo dei quali è senza dubbio il sistema maggioritario bipolare.

La necessità dell’aggregazione a tutti i costi di forze eterogenee tenute assieme solo dalla prospettiva della gestione del potere ha prodotto scadimento delle idealità, indeterminatezza culturale, crisi di identità e, a caduta, carrierismo, spregiudicato trasformismo e corruzione come se in Italia avessimo avuto bisogno di una recrudescenza in tal senso………

Il fallimento di questo sistema elettorale è reso evidente dalla crisi di governo di centro-destra che pure poteva contare in Parlamento su una maggioranza larghissima, ma certo le devastazioni più grandi si sono avute a carico della sinistra che, a causa delle continue mediazioni al ribasso, non è più stata in grado di tutelare le proprie classi di riferimento. In nome della governabilità, ma a discapito della rappresentatività e perciò della democrazia, anche a livello amministrativo si è intrapresa la strada al verticismo.

La legge Bassanini ha fatto si che  le decisioni vengano prese in giunta e poi semplicemente comunicate nei consigli i cui membri di maggioranza docilmente le votano senza nemmeno il fastidio di doverle capire.

Assolutamente non secondari sono i mutamenti avvenuti nel mondo del lavoro che, di riflesso, hanno prodotto cambiamenti in ogni altro ambito.

Da quando il salario è diventato una variabile dipendente dall’inflazione, da quando si è aperto in maniera sempre più devastante ad ogni forma di precarietà, il lavoro salariato è diventato povero e non è più stato mezzo di promozione sociale. Con le politiche concertative, i redditi da lavoro hanno perso otto punti di PIL a tutto vantaggio di rendite e profitti.

E’ facile comprendere come a fronte di questa condizione il lavoro salariato si sia svalutato nella percezione comune e come contemporaneamente sia stato assurto a valore il fare denaro con ogni mezzo lecito o no magari a discapito del prossimo non più percepito come compagno di lotta, ma come antagonista e magari se immigrato, anche come nemico.

In mancanza di un progetto complessivo, teso al miglioramento delle condizioni delle classi subalterne, la tendenza diventa quella della soluzione individuale illusoria quanto si vuole, ma l’unica a rimanere in campo.

Con presupposti simili la confusione e le commistioni ideologiche non sono fenomeni incomprensibili: si arriva a teorizzare l’inesistenza del conflitto sociale e questa scuola di pensiero raggiunge l’apoteosi con l’asserzione che la modernità non ha più bisogno di una destra e una sinistra, proprio quando drammaticamente cresce il divario tra le classi e l’attacco ai diritti dei lavoratori mette in discussione nientemeno che la Costituzione.

La sensazione è che questa “modernità” non abbia necessità della sinistra in modo che la destra possa avere mano libera.

La mancanza di una rappresentanza credibile fa individuare in soggetti improponibili, uomini della provvidenza; la personalizzazione berlusconiana della politica ha esteso la sua nefasta influenza anche a  chi al berlusconismo si oppone ed ecco che nascono partiti o movimenti che si ispirano a nessuna idealità definibile ma che si identificano unicamente nei loro leader carismatici.

Che dirti Roberto? Forse né io né la mia parte politica siamo “moderni”, ma non mi sembra che questo marasma sia il presupposto perché la politica possa fornire risposte credibili ai problemi del paese e alla parte che più sta soffrendo a causa degli effetti del liberismo.

Di sinistra c’è ancora e assoluto bisogno, ma di una sinistra vera e non geneticamente modificata.

 

 

                                                                                                                        Anna Cealti

                                                                                                               Rifondazione Comunista

                                                                                                                             FDS