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Carneade docet                                                                                      pub. 22/11/10

 

Carneade fu un filosofo, non di prima grandezza, che visse all’incirca duecento anni prima di Cristo e che non credeva in un criterio assoluto di verità. A distanza di duemila anni e oltre la sua lezione, pur non scritta, non è andata perduta e a raccoglierla è stato nientemeno che quell’illuminato di Veltroni che ogni giorno ne spara una contraria a quella del giorno prima in ottenperanza alla logica del “ma anche”.

Solo un genio come lui poteva riassumere in queste due parole un destino di crescenti sconfitte ………!

Nella puntata di “Anno Zero” del 18 Novembre lamentava che il Cavaliere con un partito al 28% potesse ottenere, grazie alla legge elettorale, una maggioranza del 50%.

Queste parole a noi, che certamente non abbiamo la sua profondità di pensiero, sono suonate un po’ strane dopo che lui e il suo partito avevano appoggiato la proposta iper-maggioritaria, poi bocciata dal referendum dello scorso anno, che prevedeva l’assegnazione della maggioranza assoluta dei seggi non più alla coalizione vincente, ma bensì al partito maggiore.

Una roba del genere avrebbe beneficiato solo il PDL, ma per il Walter nostrano ciò non rappresentava un problema e neppure un inedito visto che fu proprio lui, nel 2007, dichiarando di voler andare da solo alle elezioni a resuscitare Berlusconi offrendogli la vittoria su di un piatto d’argento.

Si sa che la passione di Veltroni è il cinema per cui nessuno si stupisce se l’uomo si vede qualche film.

Chissà se anche per la sua creatura, il PD, fatta con pezzi di partiti defunti, non si sia ispirato al film “Frankestein junior” dove il protagonista urlava entusiasta: “si può fare” esattamente lo slogan della genesi piddina. Casualità o lapsus froidiano? Speriamo che Carneade non ce ne voglia per l’irriverente paragone, ma i tempi sono quelli che sono: 2500 anni fa in Grecia c’era un fiorire di filosofi e grandi pensatori; la modernità ci ha regalato il Walter …….

E’ il progresso bellezza!

 

 

                                                                                                        a cura del Circolo di Rifondazione Comunista