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Mani tese e anonimato, lobby pericolosa                                              pub. 18/09/10

 

Bersani, uno dei grandi “ladar” attualmente in voga, propone il “nuovo ulivo” e alla domanda del giornalista del Tg1 alle 20.30 del 14 settembre del 2010 su chi farà parte di questa coalizione, questi risponde: “tutte le forze riformiste che vorranno partecipare”.

Ora, è necessario capire in quale direzione vanno le riforme intese da Bersani e dal suo partito, il PD (ex PCI, ex PDS, ex tante cose compreso ormai anche ex PD), intanto Veltroni ha detto che vi entrerà ma standone fuori. Classico!

Sono forse la privatizzazione di tutti i servizi messi in atto dalle amministrazioni dove governano esponenti a lui vicini e l'uso delle cooperative di servizi che hanno prodotto precariato e illegalità nelle assunzioni e nello sfruttamento della manodopera?

Sono forse la svendita delle azioni che i comuni possedevano nelle aziende partecipate e confluiti nelle multiutilities che hanno prodotto la perdita del 68% del loro valore di mercato e il conseguente arricchimento dei suoi super pagati manager che non accontentandosi, hanno anche approfittato della loro posizione per giocare in borsa, forti di informazioni riservate come è stato nel caso della fusione in Enia-Iride per il suo presidente Allodi, che in una sola sera ha portato a casa € 87.000? Sono forse il caricare sulle scuole le spese dalla ristrutturazione della ex casa cantoniera trasformata in ristorante gestito dagli amici, mentre gli studenti si portano la carta igienica da casa?

Sono forse l'azione di svenamento e di dilapidazione dei capitali delle ex Opere Pie Riunite di Luzzara mirate a risanare i debiti di una gestione fallimentare?

Questo modo di agire sembra avere molte similitudini con governi di altro colore, resta solo da capire allora perché gli indottrinati di questa area politica muovono le stesse accuse all’indirizzo di Berlusconi?

Significa forse che lo stesso Berlusconi sarà accettato a pieno titolo a far parte della coalizione “nuovo ulivo” o che ne diventerà il suo nuovo "ladar"?

Solo una settimana fa abbiamo assistito a quello che avremmo preferito non succedesse mai, alla più bieca mercificazione della poltrona, la mano tesa di Bersani a Fini (altro grande della politica italiana), in una sorta di “volemose bene per l'interesse della nazione (e del personale potere)”. L’ulivo e la colomba come segno di pace, magari insieme al battacchio della campana, Casini, che non è mai stato fermo sulla stessa posizione per più di due giorni consecutivi, fedele alla sua coerenza nelle battaglie sul divorzio e sull’aborto e alla moralità politica che lo ha portato a divorziare ed avere due figli con la figlia di un noto imprenditore, più volte indagato ecc.

Mi auguro almeno, anche se non ne sono del tutto sicuro, che esponenti dell'antifascismo, anche se fino ad ora dichiarato solo a parole ma non evidentemente nei fatti, abbiano avuto sintomi di rigetto.

Il riferimento è al presidente locale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) Sig. Franco Scardova e a coloro che hanno voluto ed ottenuto un così ampio spazio sul sito del comune nel menù “Luzzara non dimentica”. Luzzara però non dimentica nemmeno il resto, come ad esempio che sullo stesso sito dovremmo trovare anche i documenti pubblici che ci vengono invece tenacemente nascosti.  Il suddetto presidente, rappresentante della libertà, del diritto, dell'uguaglianza, ecc., probabilmente già da tempo era sostenitore di questo asse politico, vi ricordo ciò che abbiamo già documentato e cioè di quando era consigliere di maggioranza e come rappresentante dei cittadini rimproverò e invitò l’allora “dissidente” Perini a non rivelare notizie delle quali i cittadini avrebbero dovuto rimanere all'oscuro. Lo stesso atteggiamento lo tenne quando fece parte del consiglio di amministrazione dell’affondazione di un paese e anche dopo come consigliere comunale ma, nonostante il suo ruolo, se ne guardò bene dal fare dichiarazioni o rendere pubblico il documento  da lui stesso firmato insieme alla maggior parte degli allora consiglieri di maggioranza e dal segretario del suo partito. Il documento evidenzia anche la partecipazione dell'assessore di ieri, di oggi e di sempre dott. Bosi, che non è mai riuscito a decollare politicamente a causa della sua forte attitudine a raccontare balle, come quando in consiglio comunale ha risposto all'interrogazione di Ghidini dicendo che il 70% dei comuni italiani si trova nella stessa situazione di Luzzara, mentre i dati ufficiali presentati dall'associazione dei comuni ha limitato a 7 i comuni che oltre al nostro sono sull'orlo del tracollo. Ovviamente il dott. Bosi è ancora assessore nel governo Costa, insieme all'assessore al bilancio Vezzani premiato per il suo silenzio in quanto facente parte del consiglio di amministrazione dell'affondazione di un paese, gestendone i bilanci, ma che non rivelò mai la verità. Nemmeno l'attuale assessore all'informazione  e alla partecipazione Zoboli ha mai fatto molto per guadagnarsi il suo onorario, trovandosi con le mani legate non potrà mai dar corso ai suoi incarichi per non rischiare di smascherare gli sporcaccioni di allora e di oggi.  Altro che accuse sommarie e diffamazione dei recenti amministratori, siete voi che vi autodenunciate. Potete scaricare la relazione cliccando QUI.

Ricorderete anche la faccia da …. tosta che ebbe quell’anonimo imbecille (solo per pochi anonimo ma per tutti comunque imbecille), che ebbe il coraggio di affiggere all'interno delle vetrine della sede del PD, quell'infelice tentativo di far apparire il comune di Luzzara come comune virtuoso, mentre in realtà era ed è tutt’ora, diciamolo pure, immerdato come pochi.

Potete rileggere l’articolo cliccando QUI  

Ricorderete anche il volantino ovviamente sempre anonimo, apparso sulla bacheca di via Filippini e che ha prodotto come conseguenza il volantino di risposta da parte della locale sezione di Rifondazione Comunista e che evidenzia la strana coincidenza calligrafica. Clicca QUI per rileggere il volantino. La stessa bacheca è stata utilizzata anche recentemente per la nuova manifestazione di pensiero, ovviamente sempre anonima del probabile gemello di Omar Simpson del quale alleghiamo foto segnaletica qui a fianco riprodotta.Proviamo a fare una breve analisi, in un primo momento, il per così dire “anonimo” scrivente si poteva permettere di esprimere il proprio profondo pensiero direttamente 

dall'interno delle vetrine del PD, a poco a poco però, abbiamo avuto modo di valutare la scarsa considerazione “degli artisti anonimi” da parte dei loro compagni di merende, al punto tale che l'ultimo è stato costretto ad affiggere il suo “profondo pensiero”, direttamente sulla bacheca di proprietà dell'opposizione e senza la quale nessuno l'avrebbe mai ca-ga-to.

Caro new Omar, losco figuro che si aggira di notte tra le vie del paese, affiggendo demenze anonime, hai mai pensato di avere una tua dignità ed il coraggio di apparire in pubblico firmandoti e non nascondendoti come un topone da fogna? Hai mai pensato di assumerti le tue responsabilità e di abbandonare il tuo cieco servilismo di partito che ti ha portato quei vantaggi che entrambi conosciamo? Perché non ce li riveli spontaneamente prima che sia io a farlo? Spiegaci anche, intanto che ci sei, perché sono così tante le associazioni locali e perché sono sempre quelli che,  a rotazione, rivestono le cariche come presidenti ecc.? Serve a garantire un capillare controllo da parte del partito o è una vera e propria carenza di grandi capacità manageriali?

Quelle che tu chiami nuove proposte, noi ed in prima persona io le abbiamo fatte da tempo, ma voi, come sempre sordi a tutto e a tutti, non le avete seguite, avete sempre considerato il comune come la vostra giostra dei divertimenti, ve lo chiediamo ancora:

 

DIMETTETEVI.

 

Il “guano” si fermerà solo (e non è detto), dopo il commissariamento del comune e dopo che certi ceffi avranno risarcito del maltolto la comunità luzzarese, potete minacciare fin che volete, far recapitare tutte le lettere anonime che volete, provocare danni e disagi, alla fine sarete comunque voi a pagarne i conti.

 

 

                                                                                                                                        Roberto Nosari