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No Geppy no cray                                                                                                     pub. 31/10/10

 

Ci fu un uomo che guardò negli occhi i bambini orfani. Si chiamava Giuseppe Lorenzini, nacque a Luzzara il 9 Marzo 1869 e vi morì il 13 Febbraio 1935. In data 26 aprile 1927 ed eretto in ente morale con R.D. 9 marzo 1936, destinava a quei bambini tutte le sue sostanze, perché si costruisse un istituto che fosse la loro “casa” e si desse a loro un futuro dignitoso e sereno.

 

Lettera aperta a chi non ho mai conosciuto.

 

Caro Giuseppe, mi permetto seppur indegnamente, di rivolgermi a te dandoti del tu, come probabilmente avresti voluto in quanto persona sensibile e molto vicina al prossimo, degna per questo del massimo rispetto. Non so se è vero che da dove ti trovi hai modo di vedere cosa succede quaggiù, se così fosse, potrei capire le tue preoccupazioni. Tra poco sarebbero stati 80 anni dalla tua morte e ti avrebbero ricordato per ciò che ancora rimaneva del lascito del tuo testamento. Ti sarai già accorto anche tu che solo fino a pochi anni fa, avevano tutti rispettato il tuo volere, l’istituto a te dedicato è stato prima ospedale in tempo di guerra, in seguito ha dato ospitalità ai bambini orfani e successivamente è stato trasformato in una scuola professionale che per tanti anni, ha offerto a molti giovani, opportunità occupazionali che si sono poi tradotte in maggiore ricchezza per il territorio.

 

Qualche anno fa però, qualcuno ha deciso di trasformalo in una moderna casa di riposo, ristrutturazione forse costata troppo rispetto ad una nuova struttura fatta ex novo, ma tanto, i sodi in fin dei conti erano delle Opere Pie e quindi secondo la logica vigente, di nessuno, anche se realmente erano i tuoi ma nessuno si è preoccupato più di tanto.

Ora, la nuova struttura è bellissima, sia dentro che fuori, una vera reggia ma dalla quale chi la ha visitata, trae la sensazione di  isolamento, di costoso parcheggio per l’ultima fase della vita. Costosi sono anche i “valori accessori” di coloro che si prendono un “rimborso spese” per il loro modo di fare volontariato e di amministrare la struttura, mostrandosi come benefattori che però producono un debito annuale intorno a svariate centinaia di migliaia di euro.

Avrai sicuramente seguito le polemiche degli ultimi tempi sulla “svendita” dei terreni in golena che tu avevi donato come rendita perenne a sostegno dei bambini orfani, avrai anche saputo delle difficoltà economiche in cui versa il comune a causa di una gestione molto “spensierata” da parte di alcuni ragazzotti che credevano di essere a Gardaland. Ora, ti sarai accorto che molte cose sono cambiate, i tuoi numerosi orfanelli non ci sono più da tempo e sono rimasti solo alcuni orfani di partito che a causa delle balle raccontate negli ultimi tre decenni hanno perso tutta la credibilità, complice anche il fatto che la gente ha imparato a leggere e a scrivere ed è diventato più difficile prenderla per i fondelli, va poi aggiunto che la modernità ha trasformato le campagne in moderne aziende dotate di trattori e così sono spariti i buoi e i somari, almeno quelli a quattro zampe, che si sono così estinti e nessuno, nemmeno il quotidiano di partito, ha più potuto affermare che questi volavano ancora. Come dicevo, alcuni orfani sono rimasti e sono sempre più alla disperata ricerca di cibo e di stipendio, non di lavoro perché non ce n’è nemmeno per gli altri e non vogliono apparire dei ladri, il partito non gli offre più posti  o posizioni tali da garantire loro di ingrassare a spese della collettività e così sono costretti a dar fondo ai fondi di altri, i tuoi per esempio.

 

 

Non so se era così anche ai tuoi tempi ma oggi le cose funzionano più o meno così, per esempio prendiamo i lasciti della “Gorna” o il tuo della corte “S. Antonio”; in entrambi i casi ci si mette d’accordo con un eventuale compratore, che so, magari una cooperativa, meglio ancora se è la stessa che ha sul proprio libro paga un assessore,   vengono abbandonate le strutture, si attende che tutto crolli per conto suo e così si evita di avere tra i piedi le Belle Arti, quando sono rimaste solo le fondamenta e a volte nemmeno quelle, si inizia a preparare il terreno non per la semina ma per “il recupero dell’area”, già, detta così sembra un’opera di bonifica fatta per evitare terribili epidemie o chissà cos’altro, invece si intende il diritto di costruire di nuovo per lo stesso volume. Come l’abbaino non è un cane di piccola taglia che abbaia continuamente o come l’anemometro non è ciò a cui si potrebbe pensare, il “recupero dell’area” non è quello a cui si pensa, ma è così che si scrive nei documenti per mascherare una manovra che nasconde una speculazione edilizia. Nel frattempo, chi amministra, prepara tutto ciò che serve per la futura speculazione, nascono così le varianti ai piani regolatori e tutto il resto…., no, non fraintendermi, non ho detto che girano mazzette, forse non lo sai ma oggi è assolutamente vietato dalla legge, queste erano cose da prima repubblica, dico solo che spesso si verificano degli scambi di riconoscenze tra amici e amici degli amici, poco più che inoffensivi cesti natalizi, come ad esempio la garanzia di un posto a vita con stipendio da dirigente, oppure…….

Capiamoci bene, non c’è nulla di illegale in questo, almeno fino a quando nessuno ci guarda dentro e ti assicuro che nessuno lo fa; come non c’è mai stato dolo nemmeno con la società  composta da un consigliere della allora maggioranza, il sindaco di Gualtieri e la vendita del vecchio magazzino in cambio della possibilità di costruire quello nuovo, anche se poi la società è cambiata e tutta una serie di altre cose. Nemmeno i Boc finalizzati alla realizzazione di opere pubbliche ma finiti a risanare il bilancio comunale sono illegali, nemmeno la vendita della scuola di Casoni, della ex camera del lavoro o della sede CNA in cambio di altre costruzioni è illegale, anche perché tutte le volte che queste cose sono state segnalate alla Corte dei Conti o alle autorità competenti, nessuno ha mai ricevuto risposta e se mai qualcuno avesse risposto, dall’altra parte avremmo udito un generico “…siamo spiacenti ma l’utente da lei chiamato è al momento irraggiungibile”, non ti stupire, sono anni che l’utente è irraggiungibile e questo lo hanno imparato bene i nostri ammm…inistratori e così ne approfittano fin  che si può e fin che ce n’è. Facile però con i soldi degli altri, non trovi?

No Geppy, no cray. A suo tempo anche Zavattini fu un mito locale e sai quante persone si sono arricchite sfruttando il suo nome? Oggi, anche lui come te, ha fatto il suo tempo e non “rende” più né il suo nome né la sua immagine, il museo a lui intitolato è abbandonato e molti quadri esposti probabilmente hanno ormai preso residenza in diverse abitazioni di vecchi e meno vecchi amministratori, la stessa sorte che subirono i tendaggi, i drappi, le stampe e le decorazioni del fu teatro e che per il recupero, oltre che per il progetto di ristrutturazione, il precedente sindaco Donelli aveva previsto di spendere più di due milioni di euro, riuscì a spenderne alcune centinaia di migliaia ma il teatro è rimasto esattamente come era quando io ero piccolo, solo i soldi si sono mossi, ma dove sono finiti?

 

Un cordiale ed affettuoso saluto accompagnato da un invito, no Geppy, non piangere, qui oggi funziona così.

 

                                                                                                                                      Roberto Nosari